Veneto: ok da giunta Galan a piano cave

Venerdì 24 Ottobre 2008 - estrattive, Basso Vicentino e Berici, provincia Venezia,

veneto: ok da giunta galan a piano cave, soddisfatti imprenditori, preoccupati gli altri cioe' i piu'.

(asca) - Venezia, 21 ott - e' stata approvata oggi dalla giunta del veneto la
proposta di piano regionale per le attivita' di cava (p.r.a.c.) che verra' ora
trasmessa al consiglio per l'approvazione definitiva. ‘non posso che
esprimere il mio apprezzamento per la decisione della giunta di prendere
finalmente atto dell'importanza che questo strumento di pianificazione del
settore potra' assumere per il nostro territorio e per le imprese venete’,
commenta amedeo zanardo, presidente del raggruppamento regionale delle
attivita' estrattive di confindustria veneto.
‘il piano rappresenta una prima importante tappa per attuare un processo, da
sempre difficile e complesso, di razionalizzazione del mercato. da tempo
confindustria veneto - prosegue zanardo - ne ha sollecitato l'approvazione,
ribadendo l'esigenza di realizzare un giusto equilibrio tra le imprescindibili
esigenze di una gestione del territorio ambientalmente compatibile e quelle
altrettanto importanti della realtà produttiva della nostra regione. mi
auguro -prosegue zanardo- che il consiglio regionale, tenendo conto delle
istanze delle parti sociali coinvolte, giunga rapidamente all'approvazione
definitiva del piano per consentire a tutti noi operatori del settore di poter
razionalmente programmare e gestire nel massimo rispetto dell'ambiente le
nostre attività’.
fdm/cam/rob
(asca)


la tribuna di treviso - il mattino di padova - la nuova venezia


mercoledÌ 22 ottobre 2008 › regione

pagina 9 - regione

il prac definisce gli ambiti territoriali estrattivi. sarebbe prevista una
riduzione del 40% rispetto ai 17 milioni di metri cubi autorizzati nel 2003
approvato in regione il piano cave
chisso: abbiamo disciplinato l’attività, non sarà più possibile scavare ovunque
unanimità della giunta ma ora dovrà passare in consiglio regionale


venezia. se ne parla dagli anni ottanta senza che accada nulla. la regione,
nata nel 1970, non è mai riuscita a darsi un piano cave. la materia è cos“
scottante che negli anni novanta è bastato che un cavatore dimenticasse
l’agenda con su scritto il nome di un assessore regionale, perché quest’ultimo
fosse arrestato. si chiamava giampietro favaro, si fece 15 giorni di carcere
per niente. per niente glielo dissero 5 anni dopo, nel 1997, i giudici di
treviso. ieri la giunta regionale ha finalmente approvato il primo piano cave
nella storia del veneto. ‘votato all’unanimità’, dice l’assessore renato
chisso. ma è presto per i complimenti.
bisogna sapere che il piano approvato ieri dalla terza giunta galan è quello
adottato nel 2003 dalla seconda giunta galan, obbligata da un’ordinanza del
tar (disattesa) e dal successivo commissariamento. la fine della legislatura
interruppe l’iter. da allora, di riffe o di raffe, le osservazioni e le
controdeduzioni hanno occupato 5 anni. ‘e’ un faldone alto mezzo metro - dice
renato chisso -. sono 1400 osservazioni circa, ci ha scritto il mondo’. questo
spiega il problema: bisogna mettere d’accordo i contrari.
quanto tempo ci vorrà per l’approvazione? ‘io spero che avvenga la primavera
prossima’, risponde l’assessore. forse pensa che, diversamente dalla giunta,
in consiglio abbia innestato il turbo. mah.
nell’attesa ecco i particolari. ‘la filosofia del piano è la stessa del
momento dell’adozione - dice chisso -. basta nuovi buchi, utilizziamo quelli
che ci sono. organizzandoli, lavorando non tanto sull’escavazione ma sulla
destinazione finale della cava’.
sarebbe a dire? ‘una volta approvato il piano, non daremo più autorizzazioni
singole ai cavatori; ma più operatori, riuniti in ate, potranno presentare un
progetto di via, di valutazione d’impatto ambientale, dove prevedono
l’utilizzo finale di tutti i siti scavati. poniamo a laghetto o ad altra
destinazione pubblica. e la regione autorizza’.
chisso nega che la destinazione finale possa essere anche a discarica di
rifiuti: ‘assolutamente vietato’. secondo lui si metterà la parola fine alle
speculazioni di chi comprava aree a destra e a sinistra, nei comuni con
disponibilità del 3% di territorio a cava riconosciuta dalla vecchia legge 44.
e poi presentava domanda di cava. in questo modo, molte aree del veneto si
sono trasformate in formaggio gruviera. ‘una possibilità troppo larga -
ammette chisso - che non ha consentito programmazione, col risultato che oggi
abbiamo il territorio pieno di buchi. per questo diciamo basta a nuovi buchi.
organizziamo il territorio lavorando sui buchi già esistenti, accorpandoli e
andando non al ripristino di territorio agricolo ma allo scavo finalizzato ad
un riuso pubblico dell’area’.
il fabbisogno complessivo nel 2003 era indicato in 17 milioni di metri cubi
l’anno. e adesso? ‘a seguito delle osservazioni - risponde l’assessore -
abbiamo ridotto notevolmente questa cifra. abbiamo dato una bella sforbiciata’.
secondo le prime indicazioni la riduzione dovrebbe essere nell’ordine del
40%. nel 2003 i 17 milioni di metri cubi erano cos“ articolati: 60% destinati
ad ate, ambiti territoriali estrattivi, ovvero l’accorpamento di più cave; 20%
destinato a cave singole; altro 20% riservato a nuovi siti estrattivi. ‘questi
ultimi non verranno attivati ma restano congelati - informa chisso -. alla
data odierna non ce n’è bisogno. fra 3 anni, quando andremo in revisione del
piano, se il mercato avrà bisogno di materiali, la giunta autorizzerà’.
resta da capire come si possano cambiare le cose senza cambiare la vecchia
legge 44, da tutti considerata inadeguata. forse lo spiegherà la terza
commissione, presieduta da giuliana fontanella, alla quale il piano passa per
competenza.
(renzo mazzaro)
ci siamo occupati a fondo di questa faccenda prac. e dopo ulteriori analisi ed approfondimenti siamo sempre del parere che il prac in questione e’ carente in quanto si occupa solo di sabbie e ghiaie e non pianifica nulla sulle attivita’ estrattive di calcare per cemento e per industria tipiche delle più imortanti cave a cielo aperto dei berici e particolarmente del basso vicentino. il consiglio regionale deve ora valutare un piano che come e ora costruito costituisce una tremenda minaccia per il nostro territorio. e si capisce che i cavatori siano soddisfatti dell’attuale situazione. fra le osservazioni che il consiglio regionale dovra’ valutare ci sono anche le nostre.
una forte puzza di zolfo c’e’ intanto! il nuovo progetto di legge regionale che mira a sostituire la legge regionale 44 e di cui ci siamo pure occupati su questo sito e sul quale abbiamo chiesto ed ottenuto una audizione presso la terza commissione regionale presieduta dala vicentina giuliana fontanella, enuncia in un suo articolo, l’esonero per il prac, di razionalizzare proprio l’estrazione di materiali calcari che interessano i siti piu’ diffusi ed impattanti delle nostre zone.
il progetto di legge in questione mira a legittimare le carenze del prac. questa é la veritÀ! esso costituisce non uno ma numerosi passi indietro relativamente alle norme di tutela e sostenibilita’ ambientale presenti gi’ nella legge 44 del lontano 1982, ignorando del tutto addirittura le aree che dal 1982 sono stati riconosciuti di importanza comunitaria dalla comunita’ europea. la legge 44 e’ certamente obsoleta per alcuni aspetti, pero’, paradossalmente, il nuovo progetto di legge e’ profondamente retro’. e’ totalmente estraneo alle realta’ territoriali odierne sia per il nuovo assetto amministrativo ambientale che si e’ verificato in questi ultimi quindici anni, sia per la nuova consapevolezza di sostenibilita’ che pervade l’intera riflessione sullo sviluppo da qualunque parte queste riflessioni provengano. parole chiavi come “risorse non rinnovabili” presenti nella 44 vengono semplicemente cancellate nel nuovo progetto di legge… si tratterebbe, se venisse approvato, di una legge chiaramente disegnata a pennello al solo favore dei cavatori. abbiamo inoltre potuto direttamente sperimentare che questa legge è aspramente sostenuta soprattutto da alleanza nazionale veneto e particolarmente dall’assessore donazzan vicentina pure lei e proveniente da una parte della nostra provincia dove i cavatori di ghiaia e sabbia che imperversano sulle rive del brenta, sono potentissimi.. .
se l’assessore chisso ha davvero dichiarato alle agenzie di stampa quanto abbiamo riportato piu’ sopra dove parla di percentuali, dimostra di non conoscere proprio il progetto di legge che semplicemente annulla qualsiasi riferimento alle percentuali di escavazione sul territorio di un singolo, e addirittura allarga le possibilita’ di escavazioni alle zone ‘d’ e ‘f’, oltre alle zone ‘e’ che erano invece le uniche ad essere citate come zone di possibili escavazioni nella legge 44.
questo nuovo progetto di legge sara’ per i berici un vero e proprio disastro in buona pace del prac.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.