L'utile urgenza di un Piano antenne

Domenica 09 Aprile 2006 - salute, Basso Vicentino e Berici,

Con la legge Gasparri che, pure avendo subito battute di arresto dal Parlamento Europeo, per le ossequiose concessioni a Mediaset, a dispetto dei più rudimentali principi della concorrenza, si sta disegnando sul Basso Vicentino la discesa dei gestori delle telefonia mobile.

Si sono fatte avanti gi? alcune ditte come la Telemar a Orgiano e nel Basso Vicentino, che fa parte del primo pulviscolo dell'avanzata della necessaria dotazione (a norma di sopraddetta legge) di antenne o dispositivi di supporto delle comunicazioni che coprano il nostro territorio di una rete UMTS che vale non solo per la telefonia che per ora non ha particolari problemi con il sistema GPRS.
Onde evitare l'invasivo e sregolato dilagare di antenne sul nostro territorio, con il conseguente forte impatto ambientale non solo visivo, ma soprattutto relativo alla salute dei cittadini pure utenti regolari di telefonini (una battuta dice che ogni telefonino possiede un italiano), impatto sulla salute dovute ai campi elettromagnetici dall'asseverata nocività per chi le subisce, riteniamo che sia fondamentale dotarsi di un Piano antenna. La stessa legge prevede tale iniziativa da parte dei singoli Comuni e in assenza di questa i gestori hanno il campo aperto ad una totale licenza in materia.
Parlare di un Piano antenne significa che vengono designati da parte di un'amministrazione comunale dei tecnici indipendenti che predispongono un piano specifico sul territorio comunale che permette di governare e dislocare gli impianti fissi, che non vengono in questo modo disseminati in modo disordinato incurante dell'impatto sulla salute degli abitanti nonché estetico visivo. L'elaborazione di un simile piano comporta una concertazione fra amministrazione, cittadini e gestori che tiene conto sia della tutela della salute dei cittadini (altezza delle antenne, potenza, valutazione dei riverberi e dei lobi elettromagnetici) che della necessità dei gestori di coprire il territorio, e dell'interferenza con i coni visivi urbani e del paesaggio. La concertazione fra questi tre attori effettivi del piano permette di evitare i disagi che conoscono numerose realtà urbane, e parte dall'informazione dei cittadini e permette di applicare le strategie tecniche necessarie ai principi di precauzione per porre rimedio all'inquinamento elettromagnetico.
. La nomina di tecnici indipendenti permette di ovviare al ricorso alla solita ARPAV che in questo settore come in altri, dispone di tecniche e strumenti analitici e progettuali carenti ed incompleti, come si é potuto verificare in altre occasioni.
» fondamentale nel vigente quadro normativo prendere subito il toro per le corna: in questa direzione la concertazione con i cittadini che comporta un'informazione precisa e una attenta valutazione d'impatto strategico sulla salute e l'ambiente del piano, viene incontro alla soddisfazione di tutti i tre gli attori del piano, contrattando e stabilendo ogni dettaglio in modo che non ci siano impianti fissi piazzati nel raggio d'incidenza ambientale di scuole, luoghi pubblici, beni monumentali , e che il campo elettromagnetico sia del valore costante che non reca danni alla salute. La legge Amato, la più saggia in materia, fissava a 0,5 volt/metro l'obiettivo di eccellenza con un massimo di 6 volt metro in luoghi con massima esposizione del pubblico di 4 ore. L'attuale legge del governo Berlusconi, più a favore dei gestori, fa invece un passo indietro in quanto alla tutela della salute riportando a 6 volt/metro il livello di eccellenza mentre il programma di Prodi, più attento alla salvaguardia della salute, progetta di riportare a 0,5 volt/metro il livello di eccellenza fino a farvi coincidere lo stesso valore costante del campo in un suo qualsiasi punto di esposizione.
Riteniamo urgente che i Comuni (e sono la maggior parte) impreparati all'arrivo sul loro territorio di impianti fissi contemplati dalla recente legge Gasparri si dotino dello strumento necessario in cui consiste il piano antenne, vero scudo per proteggere la propria cittadinanza da quella spada di Damocle che pende dal loro cielo.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.