L'Unesco contro la Valdastico sud

Martedì 26 Settembre 2006 - viabilita, Basso Vicentino e Berici,

L'Unesco boccia la A 31 e minaccia di ritirare ville palladiane del Basso Vicentino dalla lista del world heritage (patrimonio dell'umanità).

Alcuni eccellenti interessate parti in causa hanno ricordato che, in momento utile per l'approvazione del progetto, l'Unesco aveva dato un primo parere favorevole per la vicinanza dell'infrastuttura a villa Saraceno, ma chi ha seguito l'iter della faccenda da osservatore esterno, aveva notato la dinamica frettolosa e la palese superficialità con cui due delegati dell'Unesco avevano effettuato il sopraluogo. Ora in un intervento di severo avvertimento del professor Giovanni Puglisi, presidente della commissione italiana per l'Unesco, arriva una scotante bocciatura che dilaga sulla stampa nazionale, accomunando giustamente l'impatto della A 31 Valdastico sud con le note devastazioni dei beni culturali della Valle dei Templi di Agrigento e l'attuale efferata speculazioni edilizia della Val D'Orcia. Giovanni Puglisi dimostra di avere ben presente la questione della Valdastico Sud quando nota con amarezza e sdegno, in una intervista a Repubblica, che il marchio Unesco é stato paradossalemente trasformato in valore aggiunto da chi ne fa scempio: la Serenissima Brescia-Padova con la benedizione della Provincia di Vicenza ha deciso di battezzare la Valdastico sud niente meno che con il nome di "Autostrada delle ville"!!!?

Pubblichiamo a questo proposito un comunicato stampa di Italia Nostra, sezione Medio-Basso Vicentino, che ha sempre criticato aspramente la Pirubi, soprannominata “autostrada della vergognaî da un suo memorabile presidente nazionale, Antonio Cederna, fino a partecipare intensamente con tutta l'energia operosa che sapeva infondere Antonio Verlato, alle ultime vicende ricorsuali e amministrative contro questo progetto che, appena in fase limbale visto il blocco delle rinnovo delle concessioni, sta gi? facendo parecchi danni, come per esempio la valanga di richieste di aperture di nuove cave nel Basso Vicentino, segno premonitore dell' uragano d'asfalto e di cemento che si sta per abbattere sul nostro territorio grazie ad una infrastrutture che sarebbe più pertinente ed onesto battezzare con il nome di Catrina.



Vicenza, 19/09/2006

A TUTTI GLI ORGANI DI STAMPA

Intervento di ITALIA NOSTRA sez. Medio e Basso Vicentino

UNESCO E VALDASTICO SUD

Fa molto pensare l'allarme lanciato dal prof. Giovanni Puglisi , Presidente della Commissione Italiana per l'UNESCO, sulla situazione del patrimonio storico ñ artistico italiano: l'abusivismo, l'incuria e il degrado ambientali la fanno da padroni in questo nostro “ Bel Paeseî.
Bene ha fatto a puntualizzare l'emergenza “ tutelaî dei siti inseriti nella lista del pregevole Organismo: tale riconoscimento deve responsabilizzare ulteriormente chi é detentore dei Beni culturali presenti sul territorio in cui vive, attivando ogni possibile cura per la loro conservazione e valorizzazione.
Vicenza e la sua Provincia possiedono uno straordinario patrimonio artistico, di valore inestimabile, risultato di un'epoca passata nella quale uomini nobili, e non solo per casata, ricchi per denaro e per cultura hanno saputo concretizzare i loro sogni, le loro ambizioni, commissionando palazzi in città e ville in campagna ad un grande artista: Andrea Palladio.
Egli ha saputo sapientemente coniugare il concetto e i canoni architettonici al Bello, realizzando edifici funzionali all'uso deputato e perfettamente inseriti nell'ambiente circostante.
Ha creato capolavori che tutto il mondo ci invidia: sono le ville del Veneto, ville che punteggiano anche la nostra campagna vicentina, dove paesaggio e manufatto si fondono armoniosamente.
A sfregiare tale armonia paesaggistica, provvederà l'Autostrada A 31, se verrà realizzata secondo il tracciato in progetto ed é contro tale pericolo che il prof. Puglisi, fortemente preoccupato, ha puntato il dito.
E come dargli torto, viste le pesanti conseguenze che ricadranno sul territorio?
Non sono solo le ville dell'insigne Maestro, in particolare Villa Saraceno, a caratterizzarne le valenze ma una numerosa schiera di altri edifici che ne testimoniano la memoria storica.
Sono corti medievali, antiche chiesette benedettine, oratori, colombare, ville di altri importanti architetti del passato; sono ben 32 i beni culturali presenti in questa zona vincolati o tutelati.
E poi, sono aziende agricole, ben avviate ed economicamente proficue che, in alcuni casi, come ad esempio, ad Albettone, a NoventaVic.na a Montegaldella nel vicentino, a Piacenza d'Adige, a Megliadino San Vitale nel padovano, vedrebbero spezzata la loro unità produttiva.
Sono strutture agrituristiche, che sollecitate e sovvenzionate dai vari enti governativi ad investire in un turismo di qualità, vedrebbero compromessa la loro attività.
E' un paesaggio agrario di incomparabile bellezza, ancora abbastanza integro, vincolato ai sensi della ex L. 1497/39, che sarebbe deturpato in modo irreversibile se si realizzerà l'attuale tracciato della Valdastico sud
L'infrastruttura passerà a poche centinaia di metri da illustri ville: a 90 m da Villa Priuli- Fogazzaro- Maruffa del Longhena, sita a Rovolon, sul confine tra le Province di Vicenza e Padova, a 520 m da Villa Erizzo- Schiavinato detta Cà Brusà ad Albettone.

E nel comune di Agugliaro, vero scrigno di tesori architettonici eccezionali, sarebbe lo sfregio più eclatante: a circa 700 m da Villa Saraceno del Palladio ma anche a 430 m da Palazzo delle Trombe. a 570 m da Villa dal Verme- Fracanzan e l'Istituto Regionale Ville Venete dovrebbe ben preoccuparsi!
L'attuale tracciato ha avuto ripetuti pareri negativi del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di più Soprintendenze che tutelano i Beni archeologici, architettonici e paesaggistici del territorio; ha suscitato l'allarmato rapporto della prestigiosa associazione culturale “Save Europe's Heritageî, intervenuta con una decisa censura all'opera per il grave impatto sul paesaggio e non dovrebbe allertare chi si occupa e “si preoccupaî della tutela di tale patrimonio?
Barriere arginali, gallerie artificiali, piantumazioni di mascheramento e quanto altro si sente dire in questi giorni da più parti, con espressioni che vanno dall'indignato al tranquillo- rasserenante nei confronti delle affermazioni del prof. Giovanni Puglisi, non sono certo sufficienti a rassicurare.
Una infrastruttura che, ancora in fase progettuale, ha scatenato la corsa alla costruzione di capannoni industriali, per ora quasi tutti vuoti, alla richiesta di apertura o ampliamento di nuove cave, alla cementificazione della campagna vicentina, non deve preoccupare?
Le rassicurazioni date non convincono. Non si é d'accordo nel barattare tutto ció che ancora testimonia il patrimonio, la memoria storica del nostro ambiente, la nostra cultura per cos' poco: una struttura viaria che non risolverebbe certamente i problemi della viabilità locale e non ridurrebbe nemmeno i tempi di percorrenza.
Siamo altres', fiduciosi che le voci di uomini di cultura, di prestigiosi organismi istituzionali si levino ancora a denunciare un simile attacco ad un territorio cos' pregno di valenze storico- paesaggistiche, che merita il rispetto e la tutela che gli competono e al quale tutti dovrebbero guardare con maggior attenzione e sollecitudine.

ITALIA NOSTRA
Sez. Medio e Basso Vicentino

Il Presidente
Margherita Verlato

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.