la TAV a sud dei berici:

Giovedì 02 Febbraio 2006 - viabilita, Basso Vicentino e Berici,

Con il 2006, appare ormai quasi assodato che l'esoso costo del tunnel sotto Vicenza caldeggiato dall'assessore Cicero rende il progetto poco praticabile, e quindi, visto che l'Alta Velocità a Vicenza non si ferma,

torna alla ribalta un'idea che era già stata espressa dalla presidente della Provincia Dal Lago, di un passaggio a sud dei Berici. Prima di entrare nel merito ricordiamo che in un paese in cui la linea ferroviaria nazionale soffre di una carenza di manutenzione corrente dovuta ai tagli delle ultime finanziarie, paese in cui da fine gennaio gli Eurostar sono stati annullati di botta e in massa per ovviare a ritardi accumulati per vari tipi di cura, parlare di Alta Velocità risulta risibile. L'Alta velocità viene comodamente posta fra le grandi opere pubbliche, come recita uno spot del Ministero dei Trasporti e Infrastrutture che si puó vedere da alcune settimane in TV: che l'Italia abbia bisogno di modernizzazione nell'ambito dei trasporti e delle infrastrutture nessuno lo mette in dubbio. Ma prima di tutto bisogna modernizzare l'esistente e mantenerlo adeguato ai tempi, il ché mi pare ancora tanto lontano dall'essere raggiunto dal nostro paese; poi, bisogna anche stare attenti, in un paese dove la mafia e la corruzione costituiscono un triste primato europeo, dove arrivano continui segni e fatti di connivenze fra politica e malaffare, in cui le opere d'infrastrutture sono il terreno privilegiato delle infiltazioni mafiose (vedi il Ponte di Messina e l'avvenuto approccio mafioso) e di sinistri giochi di speculazione.
Quello che noi abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere fino a quando la legge obiettivo che regola la realizzazione delle grandi opere, sarà in auge, é che le opere pubbliche pensate a partire da quel modello di finanza di progetto é una vera e propria truffa ai danni dei cittadini. Lo stato si impoverisce mentre alcuni privati si arrichiscono. Un nuovo spettro si aggira per l'Italia, é quello del partito delle opere pubbliche “ utiliî che tradotto dal politichese equivale a partito del debito pubblico nascosto. E' un partito trasversale.
Composto prevalentemente da ex, post e neo con la comune caratteristica d'essere sensibili a potenti gruppi di pressioni identificabili nel coacervo e compattissimo mondo di concessionari, cementieri, tondinari, cooperatori, intermediari finanziari e rami di grande impresa in declino con attività fuori del “ core businessî. Questi gruppi stanno creando le condizioni per il definitivo sequestro del futuro di questo Paese rendendo concrete le congetture dell'economista argentino che a Davos ha dichiarato che l'Italia ha buone probabilità per finire come l'Argentina. Questa lobby denuncia presunti movimenti del non fare, per ergersi a difensori di opere di pubblica utilità realizzate con la finalità di accrescere la propria ricchezza e il proprio potere ai danni dello Stato e quindi del comune cittadino, che dovrà pagare di propria tasca e con la carenza di servizi essenziali che verranno a mancare, perché lo Stato non avrà più le risorse finanziarie per gestirli.

Passiamo al merito della TAV a sud dei Berici e quindi nel Basso Vicentino. Ebbene negli anni 30 dell'ottocento, l'impero austriaco aveva fatto un progetto di una ferrovia militare che collegasse Milano a Venezia. Questo progetto fu abbandonato nel 1842, peró probabilmente lo rivedremo spuntare in questi prossimi mesi. Per andare da San Bonifacio a Padova e poi Venezia, gli ingegneri austriaci facevano passare le rotaie a Zimella, poi cominciava una curva lenta che le facevano risalire verso nord proprio all'altezza di Spessa, proseguivano per Teonghio, Campiglia , Albettone, Lovolo, Mestrino e finalmente Padova. Scommettiamo che questo sarà il percorso della TAV che verrà fuori dalle proposte della Provincia. Fra i Berici e gli Euganei ci sarà un accavallamento di due infrastrutture fortemente impattanti: l'A 31 e la TAV. La TAV difatti andrebbe a raggiungere e finalmente incrociare il tracciato dell'A31 e questo nel triangolo, Agugliaro-Campiglia-Albettone. Cos' come la presidente Dal Lago teneva molto all'A31 “anche” per ragioni strettamente personali?. cos' ora tiene alla TAV nel Basso Vicentino, e poi vedremo a questo punto che cosa vorrà ulteriormente portare qui da noi? inceneritori, termovalorizzatori?. Chi più ne ha più ne metta! Muchas gracias Manuela! Importa l'intasamento d'infrastrutture della Val di Susa nel Basso Vicentino!
Non avremo tanto da aspettare per vedere in faccia i demoni del nostro futuro e di quel dei nostri figli. I colpevoli di quella prepotenza di organi di potere (inutile maledire Roma quando é Vicenza responsabile)sono gli amministratori della nostra zona che hanno dato servilmente spago alle autorità provinciali quando in materia di autostrada hanno fatto ciecamente quanto volevano queste ultime, senza discutere nemmeno nel merito il progetto e facendo tacere chi invece aveva idee diverse, mostrando un'assenza di personalità politica e progettuale, baciando mani e piedi palesando una totale carenza di responsabilità nei confronti del loro territorio, curando la propria ignoranza per rafforzare la loro servile ubbidienza. Si sono prestati a fare del loro territorio il zerbino di grandi interessi travestiti di paroloni vuoti,e ne dovremmo subire le conseguenze più onerose e disgraziate. A meno che si cominci ad alzare la testa e a dire la propria ragione, la propria concezione sulla viabilità, sulle infrastrutture, sulle cose della vita corrente, e fare valere queste idee e queste ragioni come punti di vista necessari che nessun politico o istituzione pubblica ha il diritto di ignorare.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.