Sistema tangenziali: osservazioni c.i.t.t.a.b. tratto Altavilla-S.Agostino
Giovedì 21 Maggio 2009 - viabilita, Vicenza e medio vicentino,
Osservazione 1
Premettiamo a queste nostre dettagliate osservazioni che, malgrado la nostra buona volontà, alla fine della copiosa lettura dell’intero SIA, non siamo convinti dell’utilità reale dell’intero progetto ad un asse viario già densamente strutturato del territorio veneto e particolarmente segnato da una pesantissima impronta ecologica. L’opzione zero è stata solo citata ma mai affrontata dal SIA. Esprimiamo in questo modo un sentimento molto diffuso fra chi vive e lavora sul nostro territorio.
Osservazione 2
Nella valutazione degli impatti del progetto non viene indicato dove e come verrà rinvenuto il materiale necessario all’opera e se esso, calcare per cemento, calcare per industria, materiale per sottofondo stradale, avrà origine dallo stesso bacino dei Monti Berici già particolarmente colpito dalle attività estrattive. Ricordiamo che il cantiere della Valdastico sud ha già dato adito e motivi a numerose richieste di ampliamenti di cave esistenti nonché alla richiesta di apertura di nuove cave tutte pervenute alla stessa Commissione Regionale VIA in queste ultimi anni, benché il progetto della Valdastico sud quantificasse l’ammontare del materiale necessario alla propria realizzazione, quindi tremiamo già a quello che può succedere in relazione ad un progetto ben più massiccio in cui non siamo riusciti a trovare espressi i quantitativi e l’origine del materiale frutto diretto e indiretto di attività estrattive di enorme impatto in tutta il complesso dei Monti Berici, e necessario alla realizzazione dell’opera. Con ciò intendiamo anche che è necessario elaborare accorgimenti tecnici ed ingenieristici di risparmio di tali materiali. I quantitavi in questione sono già compresi nelle stime del fabbisogno regionale espressi dal P.R.A.C (adottato dalla Giunta regionale il 13.10.2008 e tuttora non passato al vaglio del Consiglio Regionale) e che sono di circa 13 milioni di mcà
Osservazione 3
Lamentiamo la scarsa pubblicità del progetto almeno in provincia di Vicenza che ha pregiudicato dell’informazione tempestiva delle popolazioni locali interessate al contenuto del progetto perché direttamente coinvolte nella loro stessa vita quotidiana, e cos“ risulta azzoppata l’importante fase di concertazione, visto che nella parte che riguarda Altavilla Vicentina e l’area di Vicenza S.Agostino il primo incontro pubblico divulgativo del progetto base e delle varianti A1 e A3 è avvenuto il giorno 15 maggio 2009 ovvero pochi giorni prima della scadenza della presentazione delle osservazioni presso gli uffici competenti. Rammentando l’art. 15 della Legge Regionale del 26 marzo 1999 e protestiamo perché i residenti privati ed associazioni non sono mai stati coinvolti e direttamente informati dei contenuti dello Studio d’Impatto Ambientale e che questo ultimo è stato oggetto di confronti solamente fra l’amministrazione provinciale di Vicenza e amministratori comunali più o meno in camera caritatis. Perciò chiediamo che venga ridefinita la data ultima della presentazione delle osservazioni e che incontri pubblici vengano promossi da provincia e amministrazioni locali per permettere a soggetti privati ed associazioni ad esercitare in modo approfondito e meditato il loro diritto partecipativo ad una cos“ importante infrastruttura per il nostro territorio come d’altronde lo stabilisce, oltre che la legge regionale sopracitata anche lo stesso D.Lgs 3/04/2006 recante Norma in materia ambientale all’art. 28 comma 2.b. e art. 4 comma 1.b.5.
Per la VIA il principale riferimento normativo nell’UE è costituito dalla direttiva 85/337/CEE del 27/06/1985: uno dei suoi principi fondamentali riguarda l’informazione del pubblico, cioè un adeguato percorso di informazione e consultazione del pubblico i cui pareri devono essere adeguatamente tenuti in considerazione (vedi G.Moriani, M.Oistoich, E. Del Sole, Metodologie di valutazione ambientale, Milano, Franco Angeli, 2006, p. 19). Questa fase di applicazione di un principio fondamentale della VIA è stato carente nel caso del progetto in oggetto per l’area che qui è di nostro interesse (gallerie naturali di Altavilla e quartiere di S.Agostino Vicenza).
Osservazione 4
In quanto al passaggio in gallerie naturali sotto i Monti Berici dall’altezza circa del casello di Montecchio fino ad Altavilla con uscita in sospensione in valle Bassona immediato rientro e uscita in prossimità via Montegrappa il progetto presenta notevoli punti di elevata criticità:
1. Il tratto a cielo aperto fra la galleria 1 e 2 di Altavilla avrà forti impatti sul sistema insediativo di Valmarana sia per gli inquinanti in corrispondenza delle bocche delle canne delle gallerie, sia per i rumori che non vengono mitigati nel tratto in aperto.
2. L’uscita situata in rilevato di 50 metri circa sul piano campagna avrà inoltre un forte impatto visivo fortemente deteriorante del cono visivo unico (per un osservatore situato a Nord come per esempio sulla stessa A4) da cui si percepisce l’attuale pregevole percezione visiva della rocca di Valmarana e del suo complesso insediativo che è situato in questo punto proprio in area SIC. Nessuna mitigazione idonea è affrontata dal SIA in questo caso.
3. La Valutazione d’Incidenza Ambientale sottolinea come il Fosso Riello situato a nord della valle Bassona e di tutto il percorso in galleria dell’infrastruttura in oggetto fino a quando lo stesso Fosso Riello affluisce nel fiume Retrone sia prevalentemente acqua di risorgiva. L’area in questione, come quelle delle vallate situate sull’altro versante dell’insediamento di Valmarana quali quella che accoglie il fosso Cordano e cosi via fino alla valle di Fimon e prima ancora quella che accoglie lo Scolo Marza, sono tutti segni di una fortissima attività di risorgive in quell’area settentrionale dei Monti Berici. Dalla nostra lettura del SIA ci risulta assente lo studio dell’impatto del passaggio in galleria (che corre in parallelo con il fosso Riello nonché in parallelo con il fosso Cordano che corre nella vallata delle Casare e dei Calvi situate sull’altro versante dell’insediamento di Valmarana), sul complesso sistema carsico che ospita spesso falde in elevazione all’interno del corpo collinare, impatto che andrebbe a verificarsi nella captazione accidentale e nelle successive deviazioni e dispersioni delle fonti risorgive che alimentano la rete idrica di almeno due vallate (quella percorsa dal fosso Riello e quella percorsa dal fosso Cordano) compromettendo l’equilibrio dell’assetto idrogeologico e idrografico caratteristico dell’area. Tale problema si è verificato nel Mugello con la galleria del tracciato TAV che ha portato a recenti risvolti giudiziari (vedi la cronaca che ne offre P. Rumiz, La leggenda dei monti naviganti, Milano, Feltrinelli, 2007, pp. 239-241: La boa che uccide i torrenti 'é appena piovuto, spiegano, ma il Mugello ha perso i suoi torrenti. I greti sono asciutti. Gli alberi disidratati. I fiumi desaparecidos. I pozzi a secco […] La talpa dell’alta velocità ferroviaria ha bucato la pancia dell’Appennino risucchiandone le acque profonde, gli immensi laghi sotterranei, le falde e le risorgive'. é necessario un approfondimento esauriente di questo nodo idrogeologico di primaria importanza.
Osservazione 5
Le varianti A1 e A3 sono ambedue inaccettabili per numerosi motivi.
1. Innanzitutto questo è il parere della Valutazione d’Incidenza Ambientale del progetto che recita a pagina 36:
'In questo caso, la proposta di variante risulta inattuabile principalmente per vincoli di natura ambientale. Innanzitutto, la soluzione proposta con il progetto base comporta la realizzazione dell’ingresso in galleria in corrispondenza di un versante molto ripido comportando una minore alterazione della formazione forestale presente riferibile all’habitat di interesse comunitario 91 L0 Querceti di rovere illirici (Erythronio-Carpinion). Al contrario, la variante coinvolge un pendio poco acclive, sul quale sono presenti notevoli esemplari di Farnia (Quercus robur), determinando una considerevole riduzione dell’habitat. Inoltre, il tracciato stradale lungo il corso del Retrone coinvolge gli ambienti umidi che, pur di limitata estensione, rivestono comunque un notevole interesse naturalistico ed ecologico per la pianura vicentina.
Nell’area Berica, la soluzione proposta con il progetto base risulta pertanto l’unica adottabile al fine di conseguire gli obiettivi proposti in conformità ai vincoli ambientali posti al contorno con particolare riferimento a quanto previsto dalla Direttiva 92/43/CEE 'Habitat'.'
2. Con le varianti proposte viene sconvolta l’area del Retrone che il PAT di Altavilla approvato con DGRV 927 del 7.04.2009 individua come zona di riqualificazione e mitigazione. Il PAT è difatti consone con l’affermazione della stessa V.Inc.A. riportata a punto precedente della presente osservazione.
3. Proprio in ragione dei due punti appena esposti nella presente osservazione che vedono il PAT concordare con il parere della V.Inc.A allegata al SIA in oggetto è inammissibile l’atteggiamento progettuale espresso nel SIA in questione proprio in relazione con le varianti A1 e A3 quando viene scritto che il loro obiettivo è di cercare di interessare un 'ambito di territorio già compromesso'.
4. Lo stesso SIA qualifica di 'marginale' per rapporto al contesto complessivo l’impatto del tracciato A1 sul sistema produttivo in quanto riguarda solo alcune ditte che vedono il loro spazio parcheggio e di manovra diminuito, mentre vengono demolite sette abitazioni espropriando e sradicando 7 famiglie per ospitare queste varianti A1 e A3. Nella soluzione A1e anche A3 viene sprecata l’opportunità dello svincolo già esistente di collegamento di grande prossimità con il casello autostradale di Vicenza Est in coincidenza con la rotatoria di continuità della tangenziale con la tangenziale esistente prima di immettersi in galleria . Difatti lo svincolo della tangenziale torna ad immettersi su una strada già ad alta densità abitativa e fa confluire il traffico da essa proveniente su due rotatorie prima di andare sulla tangenziale interessata. Si spappola un quartiere sconvolgendone la viabilità oltre che l’idrografia con la deviazione del Retrone (nella fattispecie con la variante A1) e lo si immerge in una traffico ridondante a nord della A4, in quanto viene a sopportare svincoli e collegamenti con la tangenziale esistente.
5. Sempre queste soluzioni, oltre che denotare di una complessità viaria che genera nodi di traffico senza risolverne alcuno, comportano un altissimo consumo di territorio che difatti espropria 7 famiglie residenti.
6. La variante A3 possiede una maggiore lunghezza della galleria naturale “Altavilla 2”di circa 450 metri, inoltre il passaggio in rilevato nelle strette vicinanze dell’Abbazia di S. Agostino compromette il paesaggio e i coni visivi dell’abbazia cumulando l’impatto su di essa con la vicinissima A4 quasi rinserrandola in un insieme di rete viarie ad alto transito tutte in rilevato in un angolo da ring di pugilato. Si vuole davvero fare a pugni con l’abbazia e il suo patrimonio architettonico e culturale. Inoltre in quanto al consumo di territorio, in quanto lo svincolo, esclusa la variante a trombetta, riprende la tipologia della variante A1, si va a colpire delle abitazioni residenziali che devono essere demolite e i loro occupanti espropriati, con una complessità ingenieristica che riprende fedelmente il modello A1. La viabilità di accesso e uscita della tangenziale crea un nodo denso per il traffico locale pure intenso visto la vicinanza dell’area artigianale di Arcugnano senza risolvere nulla.
7. Il tratto in uscita della galleria corrispondente al limite occidentale attraversa l’area di interesse paesaggistico, tutelata sulla base dell’ex art 136 del D.Lgs 42/2004 che corrisponde all’area dei Monti Berici. Non è perché la variante proposta attraversa l’ambito in viadotto che essa limiterebbe in questo modo l’interferenza con l’area di tutela, in quanto il percorso in viadotto occlude la percezione dell’ambito e si somma all’impatto del viadotto attuale dell’A4. Lo stesso studio sottolinea il carattere impegnativo dell’opera per 'la luce richiesta' che 'connoterà sicuramente il contesto figurativo del nodo infrastrutturale di Vicenza ovest' e sottolinea inoltre la sicura interferenza visiva con il luogo di culto vincolato nella località di S. Agostino essendo l’opera in quota nei pressi dell’edificio.
8. La variante A1 non è per nulla una messa in sicurezza della criticità idraulica, è si sostiene erroneamente che 'non si considerano ripercussioni all’interno della componente eco-relazionale e paesaggistica' (vedi parere contrastante della V.Inc.A riportato più sopra) cos“ come è insostenibile nell’analisi delle matrici d’impatto addurre che per rapporto allo stato attuale la variante sia migliorativa nel sistema naturalistico-ambientale per la componente ambientale della rete ecologica nonché migliorativo in quanto alle interferenze coi corridoi primari, nel quadro del sistema paesaggio per la componente ambientale del sistema territoriale della matrice ecologica. Ricordiamo inoltre che la variante A1 interrompe l’attuale viabilità di connessione fra Vicenza e S.Agostino che costituisce la connessione storica fra Vicenza e S. Agostino, la località Nogarazza e le Acque di S.Agostino come lo ricordano delle foto d’epoca e racconti dello scrittore vicentino Goffredo Parise che vi colloca il racconto di uno dei suoi Sillabari: quindi come si fa a dire che in quanto alla componente ambientale del sistema antropico per la matrice storica-antropica e quella identitaria e simbolica tale variante che interrompe tale viabilità non vada a ledere lo stato attuale e identitario. Lo stesso dicasi il fatto che il tratto di viabilità ora esistente e che verrà chiuso alla comunicazione diretta con Vicenza e la parte a Nord della A4 va a compromettere le attività commerciali tradizionali ivi presenti in quanto risulteranno situate in un vicolo cieco e stringerà la storica abbazia di S.Agostino contro un muro di traffico. Del rapporto con il sistema produttivo la variante certo grazia gli autotrasportatori che vedevano una parte delle loro aree di manovra amputate, ma crea notevoli problemi per la comunicazione viaria e storica fra l’area artigianale di Arcugnano il territorio di Altavilla e le località dell’area convogliando un imponente massa di traffico sul tratto di viale S.Agostino a nord dell’A4.
Osservazione 6
é inaccettabile che l’attuale tangenziale di Vicenza le cui corsie serviranno da base al nuovo sistema di collegamento fra Vicenza ovest e Vicenza est in questo tratto passi a pagamento, incoraggiando cos“ il traffico che ora collega Vicenza ovest a Vicenza est e a suoi centri commerciali a ritornare su percorsi tradizionali di strade cittadine ad alta densità di traffico (e forse in futuro qualcuno si metterà a costruire un’altra tangenziale non a pagamento consumando ulteriore territorio!). Ciò significa sottrarre all’attuale patrimonio viario pubblico vicentino un’importante via di comunicazione a corsa veloce per un profitto facile dei privati coinvolto nella finanza di progetto dell’opera.
Osservazioni inviate e depositate presso gli uffici competenti dal
COMITATO INTERCOMUNALE TUTELA TERRITORIO AREA BERICA
PIAZZA GARIBALDI 39, 36045 LONIGO –











