Serenissima SpA sempre più Lega e Lega sempre più Serenissima… SpA.

Martedì 22 Aprile 2008 - viabilita,

Con l’elezione di Attilio Schneck come presidente la Serenissima autostrada Brescia Padova raggiunge una densità di meticiato politico-affari che non era riuscita ad ottenere ai tempi della presidenza Dal Lago, e questo tutto a favore della Lega che è l’ingrediente politico dominante dell’impasto Serenissima.

Lago era solo membro del CdA della Brescia-Padova, ed è diventata presidente di quest’ultima quando aveva passato la mano alla nuova presidenza della Provincia, mentre con Attilio Schneck il presidente della Provincia di Vicenza è anche presidente della Brescia- Padova. Serenissima sempre più Lega e Lega sempre più serenissima, soprattutto dopo il l’ultimo successo elettorale che porta la Dal Lago in Parlamento e, chissà, forse in qualche posizione strategica che abbia a che fare con il ministero delle infrastrutture, se non come ministro per lo meno negli immediati paraggi. Per tanto ragioni ciò non è impossibile. A parte la problematica delle infrastrutture tante volte ribadita come nervatura dello sviluppo economico del Nordest, c’è anche proprio la parte che ormai la stessa Lega è cos“ venuta a ricoprire nella più potente macchina produttrice di infrastrutture del Nordest.
Avevamo già scritto che oltre ad essere una superpotenza nella produzione e gestione di infrastrutture la Serenissima Spa è anche una possente macchina da soldi. E questa ultima funzione vizia il dibattito e una sana discussione sulle vere necessità infrastrutturali del nostro territorio proprio perché la macchina è guidata da persone che guidano anche il nostro territorio. Conflitto d’interesse ovviamente, uno tra i tanti in cui sguazza l’italica specie politica, ma che qui stona davvero tanto in un territorio come il nostro in mano a chi è nato contro le cosiddette “ladrerie romane”, l’influenza del bene di pochi privilegiati su quello pubblico: visto che gli interessi della Serenissima Spa si accompagnano al consumo del territorio che è di tutti, sono gestiti da chi amministra e gestisce il nostro territorio medesimo. Da una parte c’è la gestione del territorio e dall’altra la sua ‘digestione’: i fatti mostrano che la digestione prevale sulla gestione. Lo strumento diventa un mostro, e il mostro pascola proprio da noi, sempre di più e soprattutto da noi e ha fame, sempre più fame. Dopo il Basso Vicentino della Valdastico Sud, la Pedemontana, il Cis montebello il coneguente nuovo casello di Montecchio, con il prolungamento della Valdastico a Nord si passa al consumo dell’Altopiano. Non soffermandoci sul veronese con fra l’altro la galleria delle Torreselle (che si è sbloccata appena insediato il sindaco leghista Tosi…), tornando nel Vicentino spunta la complanare in compensazione Dal Molin pagata salatissima (attorno ai 450 milioni di euro mentre lo stessa base USA porterà nelle casse delle coop rosse vincitrici dell’appalto appena la metà). Poi in quella febbre infrastrutturale più cosmetica e affarista che davvero disegnata con razionalità gestionale del rete modale ed intermodale, si ripresenterà il passaggio della linea Tav , ricordando che il progetto proposto e spesso ribadito dalla Dal Lago mira al passaggio a Sud dei Berici con un percorso che impatta sul Basso Vicentino attraverso il probabile incrocio fra Albettone e Agugliaro con il tracciato della Valdastico Sud per risalire poi verso Padova passando fra Berici ed Euganei. E finalmente dovremo sorbirci l’impatto di un altro progetto che lo stesso Schneck ha ripreso ultimamente e che la Dal Lago aveva già preventivato qualche anno fa: la grande bretella per alleggerire il traffico dell’autostrada fra Brescia e Padova, che, potrebbe anch’essa usare il Sud dei Berici: la Provincia esporta nel Basso Vicentino il modello di sviluppo che ha congestionato l’Alto Vicentino facendoci credere che eravamo arretrati e ha portato avanti una campagna da colonizzatori antico stilerei nostri confronti: risulta chiaro intanto che il nostro territorio ancora in parte agricolo e verde fa tanto gola al mostro di asfalto e cemento cos“ come ha fatto gola alla capannonite acuta diffusa allora dalla legge Tremonti le cui ricadute seviziano ancora il nostro territorio.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.