Serenissima, anzi Foschissima spa.
Venerdì 07 Dicembre 2007 - viabilita, Alto Vicentino,
Cioé il prolungamento verso Nord, oltre Piovene, addentrandosi in Trentino, dell'attuale A 31, in quanto la Provincia di Trento non ha mai messo in progetto l'opera nei suoi piani territoriali, e che si é sempre espressa, finora, contro una simile idea. E tutto ció benché le pressioni, come si puó immaginare, fossero state sempre fortissime e tendano ad aumentare. Parte del ricorso al TAR vinto dai comitati contro la Valdastico Sud era proprio costruito su questo preciso punto: il prolungamento dell'A 31 sia Sud che Nord ha come unico fine di legittimare la proroga della concessione e si dimostrava in modo tecnico che l'utilità per il traffico é secondaria tenuto conto della viabilità esistente. Il prolungamento a Sud avendo come condizione tecnica amministrativa sine qua non il prolungamento a Nord, non esistendo i prodromi politici e tecnico-amministrativi di quest'ultimo, non si poteva nemmeno quindi contemplare il tratto a Sud, quindi la concessione deve comunque scadere nel 2013. Il TAR del Veneto ci ha dato ragione scatenando l'ira della nostra Manuela tutt'asfato e cemento e quella pure del governatore Galan, portando fino all'insulto contro i giudici veneti. A questi punto, la Serenissima, con la Provincia e la Regione ricorsero a spada tratta al Consiglio di Stato. Chi era presente a Roma nella sede del Consiglio di Stato il giorno della seduta, si ricorda l'arrivo in auto blu dell'allora Presidente della Provincia di Vicenza Emmanuela Dal Lago, che cumulava nello stesso periodo anche la funzione di membro del CdA della Serenissima che gli valeva 100.000 euro all'anno. E in quel momento abbiamo capito che poteva ribaltarsi la sentenza del TAR del Veneto. Cos' é stato. Peró il tallone di Achille é rimasto. La sentenza del Consiglio di Stato difatti, come l'avevamo scritto in tempo dovuto, non entrava per nulla nel merito giuridico del sentenza del TAR del Veneto, e quindi taceva in proposito per concentrarsi invece su una discutibile specie di volontà politica inidonea all'istituzione giuridica veneta che l'avrebbe, secondo sempre il Consiglio di Stato, guidata. Achille ha trascurato il suo punto di difetto che poteva mandare in malora lui e la sua invincibilità. La piovra di asfalto del Nordest anch'essa si é cullata della supposta marginalità del parere contrario della provincia trentina comportandosi sempre come se questo non esistesse e senza fare i conti con l'oste. Fino a quando il governatore Galan irritato, pare, dalla prepotenza della Dal Lago, ha tirato fuori dal cappello l'argomento usati dai comitati nel ricorso al TAR Veneto, e lo ha spiattellato pubblicamente, rendendo noto quindi, a tutti, che la provincia di Trento non ha mai programmato nulla sulla Valdastico Nord. Di tanto in tanto, e ultimamente in modo sempre più insistente, lo ha ribadito spesso, soprattutto quando si é trattato, recentemente di ridefinire l'assetto del CdA in virtà dell'applicazione del decreto Lanzilotta.
Diventata Presidente della Serenissima la Dal Lago ha sempre trascurato il problema alzando la voce e inveendo contro chi si permetteva di chiedere i conti sul operato societario. Costringendo addirittura un deputato dell'IdV che si era permesso di puntare il dito sull'impalcatura societaria (l'effetto piovra) della Serenissima, ad usare della sua incolumità parlamentare per non subire denuncia.
Ora la Commissione Lavori Pubblici del Senato nonché quella della Camera si sono dichiarate contrarie alla proroga della concessione (prevista per 13 anni) e chiedono lo stralcio della Valdastico Nord dalla convenzione. Ora Di Pietro e Anas ne devono tenere conto.
C'é chi grida al disastro per Vicenza perché il decadere della concessione nel 2013 non essendo stata ottenuta la proroga, fa fermarsi tutta una serie di opere programmate, quale il prolungamento A 31 a Sud, il casello di Montecchio, il prolungamento via Aldo Moro, tangenziale ecc.
Insomma chi grida ora contro quella decisione di Camera e Senato non fa che assecondare il solito devastante piagnisteo tipicamente italiana seconda il quale chi sbaglia non é giusto che paghi.
Il pasticcio di questi cantieri sospesi, di cui non vogliamo discutere qui l'utilità o meno, e fra i quali si profilava gi? la milionaria tangenziale di mitigazione alla base Dal Molin, é solo dovuto a chi ha forzato la mano cacciando nel sottoscala la posizione trentina: cioé la Serenissima e la sua attuale Presidente. Se Vicenza perde soldi in questa storia, visto che ha investito a dismisura attraverso l'amministrazione Dal Lago diventando il più importante socio pubblico della Serenissima, nutrendo, inoltre, in modo esagerato ed smodato la piovra di asfalto con il proprio territorio per aumentarne la funzione lucrosa, lo deve proprio a chi ha giocato pesante non avendo le carte in mano, anzi, volendo ignorare le regole del gioco.
Ora la Regione (Galan) tira fuori dal cappello magico un progetto di riformulazione della strada Valsugana per evitare la strozzatura che si verifica all'altezza di San Nazario. Questo progetto cade a pennello per invalidare ulteriormente il prolungamento della Valdastico a Nord, ora che le pressioni politiche sull'amministrazione trentina diventeranno sempre più forti. Ma di questo riparleremo prossimamente.











