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Domenica 04 Maggio 2003 - inquinamento, provincia Padova,
Padova
Forse é la prima volta che le forze dell'ordine sono costrette a mettere i sigilli su uno svincolo stradale. » accaduto per i cantieri di edifici commerciali, ed anche per quelli privati. Ma a memoria d'uomo, nessuno ricorda di essersi trovato tra le mani un'ordinanza di sequestro del giudice delle indagini preliminari per bloccare la costruzione di un'arteria stradale. E si tratta dello svincolo di Cittadella, che fa parte della variante alla statale 53 Postumia, nel tratto che collega con Fontaniva. Un'opera che é allo studio dagli anni Settanta.
Il sequestro é stato disposto dal giudice Giuliana Galasso su richiesta del pubblico ministero Bruno Cherchi. Non c'é ancora nessuna persona iscritta nel registro degli indagati, anche se all'orecchio del sostituto procuratore pare ronzino le ipotesi di reato di abuso d'ufficio, esercizio abusivo di cava e danneggiamento del patrimonio storico, artistico nazionale. Sono bastate le conclusioni del consulente tecnico, architetto Federico Verderi, per indurre il sostituto procuratore a chiedere l'immediata interruzione dei lavori. Cerchiamo di sintetizzarle. Secondo l'architetto Verderi, lo svincolo della variante sarebbe difforme al progetto approvato in sede di conferenza di servizi, difforme dallo strumento urbanistico del Comune di Cittadella, difforme dal progetto che ha conseguito l'autorizzazione paesaggistico-ambientale rilasciata nel gennaio 1999 e, da ultimo, non avrebbe l'approvazione sulla tutela dei beni storico-artistici che vengono interessati dal cantiere.
Forte delle conclusioni dell'architetto Verderi, l'accusa sostiene che lo svincolo che deve sorgere sulla variante alla Postumia sarebbe stato modificato, spostato. E c'é il sospetto che il fatto abbia finito con il favorire alcuni cittadini rispetto ad altri, in merito agli espropri dei terreni. Il cantiere é finito a ridosso di villa "Ca' Parolin", una costruzione monumentale di interesse storico-artistico, di proprietà di Giorgio Gasparini, firmatario dell'esposto che ha fatto avviare le indagini. Con la sua consulenza, l'architetto Verderi chiama in causa anche il direttore del Nucleo operativo di Padova del Magistrato alle acque. Sostiene l'esperto del pubblico ministero Cherchi che sarebbero state inviate al prefetto di Padova informazioni non corrette circa l'estensione del vincolo imposto su "Ca' Parolin", favorendo in questo modo l'inizio dei lavori che avrebbero mutato non di poco i terreni della villa vincolati dalla Sovrintendenza.
C'é un altro aspetto sul quale si sta indagando. La variante prevede una strada "in trincea a sfioro di falda". Nell'esposto di Gasparini si afferma che il progetto dei lavori prevederebbe un ricavo di circa sei miliardi dalla vendita della ghiaia e della sabbia che verranno estratte durante i lavori. E finora sono stati accatastati circa cento quintali di legname ricavato dall'abbattimento di siepi e alberi di villa "Ca' Parolin".
Lino Lava











