L'Italia dei segreti e la Vicenza degli scheletri
Mercoledì 02 Maggio 2007 - politica, Vicenza e medio vicentino,
L'ITALIA DEI SEGRETI : sovranità limitata - democrazia imperfetta
“Non essendosi potuto fare in modo che quel che é giusto fosse forte, si é fatto in modo che quel che é forte fosse giusto” (Blaise Pascal)
“La democrazia é il governo del popolo, dal popolo, per il popolo” (Abramo Lincoln)
1. Il segreto militare é regolamentato dal regio decreto n. 1161 del 1941
2. Clausole segrete della “Convenzione d'armistizioî del 3 settembre 1943
3. Clausole segrete del “Trattato di paceî firmato a Parigi il 10 febbraio 1947
4. “Trattato NATO” firmato a Washington DC il 4 aprile 1949 ed in vigore dall'1 agosto 1949
5. “L'accordo segreto USA-Italia” del 20 ottobre 1954 firmato esclusivamente dai rappresentanti del Governo e mai sottoposto a verifica e ratifica del Parlamento italiano
6. "Programma di cooperazione (Program of Cooperation)" segreto in cui si stabiliscono le unita' speciali del Paese ospitante che si devono addestrare all'uso eventuale delle armi nucleari e i tipi di armi che gli USA assegnano all'uso delle forze del Paese ospitante
7. “Accordo sui depositi nucleariî (“Stockpile Agreement”) anch'esso segreto. Si conosce soltanto che stabilisce la loro dislocazione, la ripartizione dei costi e che le armi nucleari sono custodite da unità americane, mentre la sicurezza esterna dei depositi é a carico del paese ospitante
8. “Memorandum d'intesa USA-Italiaî detto anche “Shell Agreement” del 2 febbraio 1995
9. “Stone Ax (ascia di pietra)” siglato l'11 settembre 2001, egualmente segreto. Appare essere un “dispositivo tecnico per il dispiegamento delle armi atomiche in Italia. Risale agli anni '50 ed é stato continuamente aggiornato” .
Queste sono le recinzioni che cercano di tenere lontano il Cittadino Italiano che voglia conoscere la verità sulla presenza militare straniera sul suolo italiano.
Contro questi ostacoli ci si imbatte nel tentativo di offrire ai Cittadini vicentini un quadro dei pericoli che hanno corso e dei rischi che sono offerti per il futuro.
L'articolo 11 della Costituzione Italiana, ripudiando la guerra, implicitamente esclude che la concessione di basi militari possa considerarsi legittimo se il loro uso é finalizzato a supporto di una guerra di aggressione.
In data 1 luglio 1968 é stato firmato, e successivamente ratificato dagli Stati Uniti e dalla Repubblica Italiana, il Trattato di Non Proliferazione che contiene, nel primo articolo, l'obbligo degli Stati nucleari di non lasciare a disposizione di nessuno, né in modo diretto, né indiretto, armi nucleari.
La spesa militare mondiale raggiunge oggi la colossale cifra di circa 1.100 miliardi di dollari USA (600 sono spesi dagli USA).
Lo Stato italiano con l'ultima legge finanziaria ha aumentato del 13% le spese per la difesa, raggiungendo, contrariamente allo 0,8% dichiarato, il 2% del PIL (prodotto interno lordo) . Lo 0,5% del territorio nazionale é sottoposto a servità o demanio militare e non c'é ancora un esatto e trasparente inventario pubblico.
Abbiamo compreso quanto l'Italia sia lontana dalla Democrazia: gli archivi militari sono chiusi e l'informazione non pervade la società.
Esiste un clamoroso ed assordante deficit di Democrazia ed Informazione e le Comunità di Cittadini non sono minimamente coinvolte nelle decisioni riguardanti la presenza di basi militari straniere sul suolo nazionale (che rappresentano una vera e propria perdita di sovranità nazionale).
I dati sono ignoti ai Cittadini che sono tenuti all'oscuro di decisioni che portano alla distruzione di interi paesi esteri (esportazione della democrazia attraverso la guerra preventiva).
Nei confronti dei Cittadini si commette un vero e proprio attentato alla salute pubblica (non si sa cosa sparano nelle esercitazioni su suolo italiano e non si ha alcuna notizia riguardo la sicurezza degli armamenti stivati in siti quali la base Pluto).
Abbiamo avuto modo di posare l'occhio su questioni tristi e buie. L'orizzonte mostra segni non confortanti di guerra e distruzione
Nonostante ció abbiamo acquisito la luce della speranza negli occhi di tante persone attorno a noi che lottano per un mondo sereno e giusto, per la loro dignità di persone e cittadini e per dare un futuro a sé, alle proprie famiglie e alle nuove generazioni.
SITE PLUTO: il suo ruolo in una visione globale
1949: fu costituita l'Alleanza Atlantica per contrastare l'Unione Sovietica (U.R.S.S.). Ebbe inizio il periodo storico denominato "guerra fredda" in cui si confrontarono per due decenni il blocco occidentale ad economia capitalistica (Alleanza Atlantica e NATO) ed il blocco orientale ad economia socialista (Patto di Varsavia). Il frutto di questo aspro antagonismo, che a diverse riprese é stato li' l' per trasformarsi in conflitto armato (crisi dei missili a Cuba) tra i due “imperiî fu una rapida e mostruosa proliferazione di armi nucleari (la capacità distruttiva complessiva accumulata in questa folle corsa se esplosa insieme in un solo istante avrebbe potuto devastare più di un pianeta come la terra!).
1955: l'Austria si dichiaró neutrale e 10.000 soldati americani si spostarono in Italia.
Nel gennaio del 1956 fu costituito a Vicenza il comando della SETAF (South European Task Force) era composto da due battaglioni di artiglieria americane in grado di utilizzare armi atomiche. La 559th compagnia di artiglieri americana aveva lo scopo di "provvedere alla consulenza ed assistenza dell'artiglieria italiana da campo e delle unità di difesa aerea".
Gli americani posano subito l'occhio su un luogo gi? usato dai tedeschi durante il corso della seconda guerra mondiale. Il Nobiluomo proprietario della collina, fu in causa per decenni con il governo italiano ed americano per "essere stato estromesso di brutto dai suoi possedimenti" . I più anziani di Longare ricordano l'imponente traffico di mezzi per adeguare a deposito di armi atomiche un sito naturalmente predisposto per la presenza di caverne e cunicoli sotterranei di origine carsica (scavati per milioni di anni dalle acque, ampliati dall'escavazione di pietra ed usufruiti dai tedeschi durante la guerra). La 69th Ordnance Company di stanza a Longare prese il compito di effettuare la manutenzione delle bombe atomiche. La difesa fisica delle bombe era affidata al 28th distaccamento di artiglieria da campo americano. Entrambe erano dipendenti dalla 559th.
Nel 1954 fu installato il "Site Pluto" il "Covo di Plutone" (il dio greco delle profondità terrestri, ma puó essere intesa anche come abbreviazione di 'plutonio' una delle materie prime delle bombe atomiche).
"Site Pluto" apparve collegato per via sotterranea a quello di Tormeno, quest'ultimo privo di armamenti atomici ma curato dal 22th distaccamento di artiglieria da campo americana e dalla 19th Explosive Ordnance . Quest'ultima aveva il compito della "distruzione delle armi nucleari o degli interventi di emergenza in caso di incidenti". Il sito del Tormeno appariva come un sito di pronto intervento in caso di "evacuazione e autodistruzione" . "Site Pluto"a noi oggi appare in stretto collegamento con il sito militare di S.Rocco (situato anch'esso a Longare, al culmine della collina e sovrastante il "Site Pluto"), gestito dall' Esercito italiano, solo nella porzione perimetrale, mentre la zona interna era ad uso esclusivo degli americani.
Il 1992 é un anno di svolta con la dissoluzione dell'U.R.S.S. e lo scioglimento del "Patto di Varsavia". La cerimonia di chiusura di "Site Pluto" avviene gioved' 26 marzo 1992 e rimane comunque attivo fino al 15 maggio 1992. Non é restituito all'Italia, pur essendo state trasferite altrove armi nucleari e missili.
Questa, peró, é solo la prima fase di vita del sito (1954-1992). Qualcosa deve essere successo, dal momento che, per lungo tempo rimane apparentemente abbandonato, dopo un paio di giorni di attivo via-vai di betoniere di cemento. E' chiusa anche la base italiana di S. Rocco e la vegetazione si riprende gradualmente il terreno all'interno del sito e le strutture visibili dall'esterno vanno in distruzione. Dopo anni l'attività riprende... ma questa é un'altra storia.
LE ARMI DEPOSITATE A "SITE PLUTO" NEL PERIODO 1954-1992 - bombe accanto a noi, bombe su di noi
"Site Pluto" negli anni 1954-1992 si inquadra in un contesto più ampio dal quale emerge la sua importanza strategica di primo piano e si comprende appieno perché ora le forze armate lo stiano riadattando, ampliando e trasformando.
Nel 1952 fu portato a termine il "Progetto VISTA" per la realizzazione di bombe atomiche "tattiche", cioé da "utilizzare come sostegno nelle azioni di combattimento convenzionale", quindi non destinate al suolo sovietico. Lo studio fu completato dall'Istituto di tecnologia di Pasadena ed aveva l'eloquente titolo di "Riportare le armi nucleari sul campo di battaglia".
Frutto del "Progetto VISTA" é il riadattamento delle opere di fortificazione realizzate in Friuli nel primo dopoguerra con i "tributi NATO" . Erano piccole opere economiche e mimetizzate disseminate nel territorio dal Passo di Resia al mare. Erano nidi di mitragliatrice, prefabbricati... in molti casi furono riutilizzate torrette di carri dismessi, private del cannone e dotate di armi leggere! Erano opere destinate ai "reparti d'arresto" (fanteria d'arresto e alpini d'arresto) che avevano lo scopo di "contenere e rallentare un invasore dotato di unità corazzate e motorizzate". In parole povere, le truppe del "Patto di Varsavia" erano dotate di un numero nettamente superiore di mezzi corazzati rispetto a quelli in dotazione alla NATO (pi? o meno il rapporto era di 3:1).
Non valeva la pena "investire" in carri armati ed affrontare il nemico con armi convenzionali per due motivi molto semplici:
1? la frontiera orientale dell'Italia (ësoglia di Gorizia') avrebbe resistito solo da 8 a 15 minuti ;
2? più del 90% dei "reparti di arresto" sarebbe rapidamente morto. Secondo i piani dei generali questi giovani erano "carne da cannone" da immolare sul campo di battaglia. Il loro unico scopo era quello di "rallentare" l'invasore (pubblicazioni dottrinali 3000, 2000 ed altre dei primi anni 50). L'argine al "varco di Lubiana" era di vitale importanza, vera porta verso la pianura Padana ed il Mediterraneo.
Nel frattempo era prevista la posa di mine atomiche un po' ovunque in siti predisposti da tempo e si accoglievano gli invasori con proiettili nucleari sparati dall' artiglieria italiana ed americana. E' noto che i militari americani si allenavano all'uso delle mine atomiche nel poligono di tiro della Valle di S. Felicita a Romano d'Ezzelino (Vicenza). In pi?, i soldati americani di “Site Plutoî durante l'inverno si allenavano con gli alpini sulle montagne innevate del Sud Tirolo .
Vale la pena soffermarsi un attimo sul ruolo dell'artiglieria nello scenario che abbiamo sopra descritto. Negli articoli di giornale e nelle trasmissioni dei media si parla sempre di missili e testate nucleari, raramente di cannoni e relativi proiettili. Essi rimangono un po' in ombra. Dopo l'eliminazione dei missili intercontinentali Pershing (500 km di gittata) e Cruise (5000 km) i cannoni erano diventati di primaria importanza nella strategia della NATO per l'Europa. Alla metà degli anni 80 l'esercito italiano disponeva di circa 180 cannoni in grado di sparare ogni 15 secondi un proiettile nucleare a 30 km di distanza! Un sistema rapido, mobile, economico ed efficiente, difficile da localizzare, contrastare e neutralizzare.
Immaginate un proiettile ogni 15 secondi sopra i mezzi corazzati in avanzamento, ma anche sopra la nostra testa.
I tipi di cannone a disposizione della NATO a metà degli anni 80 erano due: M-110 in grado di sparare il proiettile nucleare W-79 (potenza pari a 5-10 kilotonnellate ) a 24 km. e M-109 in grado di sparare il proiettile nucleare W-82 (potenza pari a 2 kilotonnellate) a 24 km. E' da notare che, essendo attivo "Site Pluto" nel periodo 1954-1992, per i due tipi di cannone si sono succeduti nel tempo proiettili diversi, tecnologicamente più avanzati, con conseguente manipolazione e trasporto. Queste operazioni sono potenzialmente molto pericolose e fonte di possibili incidenti, perché possono provocare incidenti dovuti alla mano umana o a calcoli imprecisi; il tutto a stretto contatto con il centro abitato di Longare e a circa 8 km dal centro di Vicenza.
In ogni paese della NATO non si depositano e manipolano armi nucleari a cos' stretto contatto con la popolazione civile, ma evidentemente in Italia é consentito.
Torniamo ora alla “tattica militareî ed alle carte geografiche distese sopra i loro i tavoli degli strateghi.
Nel corso degli anni della "guerra fredda" i vertici militari italiani avevano provveduto a stilare dei documenti-guida della strategia di difesa, chiamati con un termine un po' altisonante "serie dottrinale" o più semplicemente "circolare".
La circolare 600 del 1958 ipotizzava l'uso di armi atomiche da parte dell'invasore e "l'uso delle armi nucleari negli spazi liberi fra gli elementi della difesa". Traduciamo: nella pianura Padana, su di noi! Era inoltre "valorizzato il ruolo dei campi minati e fu aumentata l'entità delle riserve".
La serie dottrinale 700 del 1963 ribadiva le "manovre d'arresto", prevedeva un maggior impiego di armi atomiche, ma più vicino ai confini nazionali.
La serie dottrinale 800 del 1971 parla di impiego "limitato, selettivo e bilaterale" delle armi atomiche. Colpisce il termine "bilaterale": bombe atomiche per tutti sulla pianura Padana, targate NATO e "Patto di Varsavia"! Una persona di buon senso puó chiedere: come fa una bomba atomica ad essere "selettiva". E' peró ancora poco lo sforzo intellettuale di questi strateghi della morte dal momento che, anni dopo, i loro successori concepirono il concetto inarrivabile di "bombe intelligenti" e “intervento umanitarioî (peace and state building) da parte di un esercito armato!
La serie dottrinale 900 della fine degli anni '70 é il frutto "dell'armonica combinazione di resistenze di varia natura, reazione dinamiche, fuoco ed ostacolo". Si parla ancora di "uso limitato e selettivo" delle armi atomiche. Si nota anche una maggiore attenzione alla comunicazione e l'uso di eufemismi per indicare situazioni drammatiche e migliaia di morti civili coinvolti nei war games di generali educati al cinismo delle migliori scuole di guerra in cui essi mescolavano lo studio dello storico greco Tucidide e la lettura di Macchiavelli con i versi di Omero, naturalmente tutti in lingua originale. Diciamo con profonda amarezza che sotto questa patina di cultura rimane nel DNA di questi soggetti una profonda noncuranza della vita: in fondo i generali nati nel secolo scorso erano meno sofisticati nei giri di parole.
Il sistema di controllo delle armi nucleari tattiche era concepito con il sistema della "doppia chiave". In pratica per lanciare una bomba atomica era necessario il concorso di due volontà: la rimozione degli ordigni dai depositi (che erano sempre custoditi esclusivamente dagli americani) ed il loro lancio.
Negli anni 70 in Europa erano stoccati più di 7.000 ordigni nucleari in più di 100 siti e nel 60% dei casi gli americani avevano il controllo sia del deposito, sia del lancio. Nel 1986 in Italia si trovavano circa 550 testate atomiche.
"Site Pluto" ospitava negli anni 80 un impressionante arsenale di morte , cos' da farlo ritenere "il principale sito italiano di deposito di armi nucleari a disposizione delle forze armate USA e fra i più importanti d'Europa" . Si puó tranquillamente affermare che nelle caverne di Longare erano stivate non meno di 200 bombe atomiche. Ci si potrebbe chiedere se negli anni 60-70 fossero di pi?, dal momento che nel 1979 furono ritirate dall'Europa 1.000 testate e altre 1.400 nel 1983.
A disposizione dei militari americani erano depositate:
N.24 ADM (Atomic Demolition Munition) o SADM (Special Atomic Demolition Munition), mine nucleari terrestri ognuna con una potenza variabile da 0,1 a 15 kilotonnellate (la potenza della bomba di Hiroshima). Erano bombe atomiche pesanti solo 23 kg che potevano essere trasportate a spalla da Forze Speciali USA (di solito paracadutisti in squadre di due). In caso di necessità le avrebbero poste in luoghi predeterminati (una sorta di loculo) presso importanti passi alpini o strade rotabili per sbarrare il passaggio di truppe nemiche e le avrebbero fatte esplodere con un congegno a tempo. A "Site Pluto" (o meglio dal Tormeno, se ha senso fare questa distinzione ) queste mine giunsero verosimilmente nel 1963; furono rimosse gradualmente dal 1986 al 1989. Si calcola che in quel periodo fossero presenti in Italia un totale di 50 arnesi infernali di questo tipo.
N.50 proiettili nucleari da 155 mm. Dal 1963 era disponibile la bomba W-48 (0,072 kilotonnellate), poi sostituita dalla bomba W-82 di potenza un po' inferiore a 2 kilotonnellate. W-48 e W-82 furono ritirate da “Site Plutoî tra il 1990 ed il 1992.
A disposizione dei militari italiani erano depositati:
N.29 proiettili nucleari da 8 pollici. Nel periodo 1957-1981 erano caricati con la bomba W-33 dotata di una potenza distruttiva variabile tra 5 e ben 40 kilotonnellate. Nel 1981 fu sostituita da W-79 dotata di una potenza minore (0,1-1,1 kilotonnellate) in ossequio alla maggior “selettivitàî richiesta dai vertici militari. Le versioni erano sia a fissione, sia a radiazioni (bomba a neutroni), ma a Longare, con ogni probabilità, quest'ultima versione non giunse mai. Nelle vaste caverne di “Site Plutoî sono state stoccate fianco a fianco sia W-33, sia W-79, dal momento che tutti e due questi strumenti di morte sono stati ritirati nel 1992.
N.60 missili Nike Hercules destinati all'Aeronautica Militare (verosimilmente per la base di via S.Rocco a Longare, posizionata proprio sopra "Site Pluto" in cima alla collina), caricabili sia con testata nucleare, sia convenzionale. Erano missili piuttosto grandi (12,6 m di lunghezza) e per questo in ogni postazione sotterranea erano in numero massimo di 8. Le rastrelliere di custodia, gli ascensori e le rampe di lancio erano anch'esse particolari ed adattate a questo inusuale formato. “Site Plutoî era certamente dotato di questi strumenti di morte anche perché la recinzione perimetrale era doppia con in mezzo i cani a pattugliare (working dogs). Nike Hercules era destinato sia alla difesa contraerea contro formazioni di bombardieri, sia contro missili in arrivo, sia per essere lanciato sulla superficie. Raggiungeva 3,65 Mach (1 Mach é la velocità del suono), aveva una gittata massima di 110 km., poteva raggiungere 150.000 piedi d'altezza ed era dotato di un sistema interno di guida. Questi missili furono portati a "Site Pluto" negli anni a cavallo tra i 50 ed i 60 e ritirati probabilmente prima del 1992. Nike Hercules era caricato con la testata nucleare W-31, lunga 48 pollici, pesante 945 libbre e di potenza pari a 2 kilotonnellate.
N.42 missili MGM-52 Lance. Andavano a sostituire gli MGR-1 "Honest John" (si potrebbe tradurre "Giovanni il virtuoso"...) i missili che giunsero a Vicenza con le prime truppe americane. Il Lance era lungo 6,14 m ed ospitava la testata nucleare W-70 (lunghezza 18 pollici, peso 270 libbre). Fu prodotto tra il 1972 ed il 1991. I primi Lance arrivarono a Longare nel 1976. Erano missili a corto raggio (5-125 km.) ma molto veloci (Mach 3, cioé raggiungevano 3 volte la velocità del suono). La testata W-70 fu prodotta dal 1973 al 1977 in 3 versioni di potenza variabile da 1 a 100 kilotonnellate. Tra il 1981 ed il 1983 fu prodotta una quarta versione (bomba ai neutroni) di potenza pari a circa 1 kilotonnellata. Non é chiaro se le testate presenti a "Site Pluto" furono rinnovate con la nuova versione (60% a fusione e 40% a fissione nucleare; in grado di annientare gli esseri viventi, risparmiando gli edifici), dal momento che in America si riteneva di tenere i ëmoduli' per questa bomba negli USA e mandarli in Europa solo se necessario e con l'accordo degli alleati .
In un famoso articolo apparso su ëEpoca' Giulio di Vita faceva due rapidi conti e traeva una conclusione di incredibile attualità. Egli calcolava un totale di 1.000 kg di Plutonio custoditi a “Site Plutoî. Si chiedeva stupefatto come ció fosse possibile a ridosso di un paese e a 8 km dal centro di una città, quando in Gran Bretagna, dove aveva lavorato a lungo, ció non accadeva mai per ragioni di sicurezza! Nello stesso tempo prefigurava possibili “atti di sabotaggioî. Pur ritenendolo “estremamente improbabileî, paventava la possibilità che “il plutonio fuoriesca da ogive e testate nucleari, diffondendo dalle caverne nell'atmosfera una nube mortaleî.
GLI INCIDENTI E LE BOMBE ATOMICHE - 1992 ñ cosa é successo in una galleria?
Il 5 giugno 1996 “Nuova Vicenzaîpubblicava un inquietante articolo a firma di Alessandro Mognon in cui il giornalista informa i lettori che una galleria di “Site Plutoî é stata completamente cementata dopo aver rilevato radioattività da parte del personale addetto.
Un fatto é certo: per un paio di giorni si nota un continuo via-vai di grandi betoniere, poi la base é chiusa per un paio di anni."
“Le armi nucleari sono concepite con gran attenzione per esplodere solamente quando sono intenzionalmente innescate e fatte brillare. Nonostante ció c'é sempre una possibilità, a seguito di circostanze accidentali, che inavvertitamente possa avvenire un'esplosione. Nonostante tutte le ragionevoli precauzioni che possano essere state prese per prevenire incidenti, ció puó comunque avvenire nelle aree di assemblaggio delle bombe, di loro immagazzinamento, carico e trasporto sul suolo o su un aereo o missile.î
Commissione per l'energia atomica ñ Dipartimento della difesa - The Effects of Nuclear Weapons, 1962
Non c'é da stupirsi che sia potuto avvenire un incidente, visto il considerevole numero di problemi più o meno gravi che sono avvenuti nel corso degli anni in ogni parte della Terra e che hanno coinvolto bombe atomiche.
E' un campionario degli orrori: bombe perse, bruciate, esplose, collisioni...
Il Centro per la difesa dell'informazione di Washington DC riporta 55 incidenti nel periodo tra il 1950 ed il 1980 “alcuni dei quali hanno disperso radioattività su suolo, mare ed atmosferaî .
- 21 gennaio 1968: a Thule in Groenlandia precipita un B-52 con 4 bombe atomiche. Tre bombe bruciano, la quarta cade nell'oceano e viene individuata perché, a causa del forte calore, il ghiaccio fonde. La pulizia del luogo é effettuata da operai danesi che in breve tempo muoiono o hanno gravi problemi di salute. La bomba é recuperata solo nel 1979.
- 17 gennaio 1966: a Palomares (Spagna) un B-52 con 4 bombe atomiche si scontra in aria con l'aereo-cisterna che lo deve rifornire. Due bombe sono ritrovate dopo 4 mesi (!) di intense ricerche. 1.400 tonnellate di ësuolo poco contaminato e vegetazione sono rimossi e portati a stoccare negli USAî. Sta di fatto che tuttora l'area é controllata.
- Una causa giudiziaria promossa in una Corte federale delle Hawaii ha fatto intravedere che probabilmente tra il 1965 ed il 1977 ci sono stati 381 incidenti di vario grado che hanno coinvolto armi nucleari sul mare.
PLUTONIO ñ un veleno immortale
Il plutonio é un elemento chimico artificiale e come l'uranio é utilizzato nelle bombe atomiche per produrre istantaneamente un'enorme energia distruttiva.
Alcuni reattori sono in grado di liberare l'energia del plutonio lentamente ed in forma controllata per produrre vapore e, attraverso quest'ultimo, energia elettrica.
Il problema é rappresentato dai rifiuti radioattivi che rimangono pericolosi per periodi di tempo lunghissimi con enormi problemi di immagazzinamento e conservazione.
Si usa un termine (tempo di dimezzamento) per indicare il tempo che impiega un elemento radioattivo per divenire la metà della quantità iniziale.
Il tempo di dimezzamento del plutonio é di 24.000 anni (questo vuol dire che per dimezzarsi ulteriormente servono ancora 24.000 anni!).
Il plutonio é molto difficile da maneggiare perché se esposto all'aria prende fuoco facilmente e per una causa qualsiasi puó disperdersi nell'aria, essere inalato dall'uomo e disperdersi sul suolo, nell'acqua e sulle piante, passando da un essere vivente all'altro.
Il plutonio inalato in parte si deposita nei polmoni e l' compie il suo terribile effetto .
La maggior parte (80%) passa nel sangue e di l' nel fegato e, soprattutto, nelle ossa e nel midollo osseo .
Se viene ingerito passa dall'intestino al sangue.
In ogni caso solo un'infinitesima parte é eliminata attraverso le feci e le urine.
Rimane nel corpo emettendo particelle alfa che possono sviluppare una serie di tumori (soprattutto leucemie, tumori al fegato, tumore osseo, e tumori ai polmoni).
URANIO - un sottile nemico di più facile utilizzo
L'uranio impoverito (DU ñ depleted uranium) é un prodotto del ciclo di produzione del combustibile nucleare e dell'uranio arricchito che entra nelle bombe atomiche . Gli USA hanno in deposito enormi quantità di DU fin dal 1940 e “a causa dei costi associati all'immagazzinamento di una cos' straordinaria quantità di materiale, stimata in 700.000 tonnellate di UF6, che costituisce un pesantissimo fardello per il Dipartimento dell'Energia degli USA, l'uso di DU nelle munizioni divenne un sistema attuabile per ridurre i costi di stoccaggioî.
Usato nelle munizioni, DU permette a queste di penetrare l'acciaio ed il cemento con enorme efficienza.
Il Dipartimento USA dell'Energia americano si fa in quattro per promuovere l'uso di DU come un ëbeneficio per l'umanità'!
DU entra in quantità diverse nella produzione di munizioni, schermi protettivi e perfino nel calcestruzzo (DUCRETE).
Tra l'altro, é stato usato nelle famigerate “bombe a grappoloî (cluster bombs) ADAM e PDM e nei missili Cruise Tomahawk III.
Il problema di questo ëbeneficio dell'umanità' consiste nel fatto che é un pericoloso veleno chimico e radioattivo, sia per esposizione diretta, sia soprattutto quando si diffonde nell'ambiente attraverso l'esplosione delle armi di guerra.
Dopo l'esplosione si frammenta in una polvere finissima, un aerosol che si puó diffondere per molti Km contaminando l'ambiente.
DU emette radiazioni alfa, beta, gamma e raggi X.
Se inalato danneggia il tessuto molle del polmone, se ingerito puó essere eliminato fino al 90% attraverso l'urina . Se passa nel circolo sanguigno é un veleno che accompagna l'individuo per tutta la vita. Il rene é l'organo che risulta più colpito insieme al polmone (una particella di DU nel polmone equivale all'esposizione a raggi X per ogni momento della propria vita!).
La NATO ha ammesso di aver esploso 31.000 bombe DU in una piccola area del Kosovo. Si ha conoscenza dell'uso di DU anche a Belgrado, Novi Sad e in Serbia-Montenegro. Sicuramente é stato usato in IRAQ nel 1991 (300-700 tonnellate) ed in Bosnia nel 1995.
DU é stato evocato come una delle possibili cause della “Sindrome del Golfoî che aveva colpito numerosi soldati americani reduci dall'Iraq, ed anche dell'aumento delle malformazioni genetiche dei neonati nel sud-Iraq e dell'aumento (600%) di leucemie denunciato da oncologi iracheni.
E' altrettanto noto, perché ampiamente diffuso dai media, il caso di soldati italiani morti a seguito dell'uso di munizioni a DU o allo stazionamento in aree contaminate.
Nonostante tutto questo DU non é proibito.
Un vero crimine contro l'umanità commesso dall'apparato militare-industriale solo PER EVITARE I COSTI DI IMMAGAZZINAMENTO .
Ancora una volta non ha limite il cinismo criminale degli apparati militari protetti da un ben difeso SEGRETO DI STATO .
Possiamo fare una ipotesi realistica riguardo la colata di cemento del 1992:
puó essersi verificata una fuoruscita di materiale radioattivo da una o più bombe per un'errata manovra, per eventi imprevisti (soprattutto fuoco) o per condizioni non ottimali ;
Potrebbe essere fatta un'ipotesi altrettanto inquietante: dovendo eliminare uno o più silos per missili si approfittó per inglobare nella colata di calcestruzzo dei rifiuti radioattivi (nuclear waste).
Un fatto é certo: a Longare, a parità di periodo, si muore per leucemia con una frequenza DOPPIA rispetto ai paesi vicini
Possiamo offrire un paio di dati scientifici certi per quel che riguarda il Distretto Sud-Est dell'ULSS 6: la mortalità media annua per tumore é passata da 290,1 morti per ogni 100.000 abitanti, nel periodo 1990-1999, a 305,3 nel periodo 2000-2003. La mortalità per leucemia e tumori linfatici é passata da 22,5 a 26,9 casi per ogni 100.000 abitanti. Per avere una dimensione esatta della gravità del fenomeno, si consideri che la mortalità per leucemia e tumori linfatici nel medesimo periodo in Italia si aggira attorno al valore di 4-5 per ogni 100.000 abitanti in Italia e 4-6 in Veneto.
SITE PLUTO ñ hai un futuro nero?
Mettiamo insieme alcuni fatti:
1. Le basi statunitensi prese in considerazione come deposito di plutonio - New York Times del 27 maggio 1994: ë... tonnellate di plutonio resto della guerra fredda potrebbero essere depositate per decenni nelle basi militari'
2. D.Albright, F.Berkout, W.Walker ñ Inventario mondiale del Plutonio e dell'Uranio arricchito nel 1992 ñ Oxford University Press, 1993 ñ pag. 197
(tonnellate ñ dati di fine 1990)
Civile Militare Totale
Plutonio 654 257 911
Uranio arricchito (HEU) 20 1.310 1.330
Salta all'occhio quanto plutonio sia in mano privata e quanto uranio arricchito sia in possesso dei militari.
Non c'é nulla che ci possa tranquillizzare.
3. Ambasciata USA in Italia ñ 16 febbraio 2006 ñ “Iniziativa globale per lo sviluppo dell'energia nucleareî (16 febbraio 2006) Andrzej Zwaniecki (che annota sotto questo titolo: “U.S. dice: il cambio di politica segue lo sviluppo di una tecnologia aggressivaî) riporta le dichiarazioni di Clay Sell sottosegretario all'Energia: “Gli USA hanno lanciato un'iniziativa tecnologica internazionale per sviluppare l'industria nucleare in tutto il mondoî. L'iniziativa si chiama GNEP (Global Nuclear Energy Partnership) e affronta “molte sfide politiche, di sicurezza, finanziarie e logisticheî. Promuove lo sviluppo dell'energia nucleare per produrre elettricità, il riciclaggio di combustibili nucleari, ponendo come obiettivo la vendita di tecnologia USAî per “essere leader e non semplici spettatoriî. La dichiarazione prosegue indicando che il progetto GNEP “potrà ridurre drasticamente la necessità di depositi sotterranei per i rifiuti nucleari, uno dei maggiori motivi di ostacolo per una più ampia espansione dell'industria nucleareî. Nella stessa dichiarazione si pone l'accento sul fatto che i movimenti ambientalisti trovano il loro punto di forza nella pericolosità dei rifiuti nucleari. Con un certo rammarico il portavoce dell'Istituto per l'industria nucleare riporta che le loro “analisi indicano che queste tecnologie non saranno pronte per l'uso prima di 50-60 anniî. Il sottosegretario di Stato Robert Joseph sollecita di far presto perché “l'amministrazione spera di avere un sistema di riprocessazione (cioé riciclaggio dei rifiuti nucleari) nel 2025î. Sottinteso: nel frattempo si stoccano in depositi sotterranei.
4. E' sufficiente leggere la rassegna stampa degli ultimi anni per constatare che esiste una pressione sempre più forte per dirigere l'opinione pubblica verso un atteggiamento più tollerante verso il nucleare. Questa pressione dei media si accentua quando si paventa un rischio di scarsità energetica.
5. Documento di dottrina militare NATO NC-400/2 del 19 maggio 2000: presenta una nuova strategia militare che autorizza i membri della NATO ad usare le bombe atomiche come misura preventiva (first strike). Il documento fu presentato con una sorta di procedura di “silenzio-assensoîcon l'indicazione di un periodo di tempo per eventuali osservazioni degli stati membri. Il primo accenno a questo infernale documento fu fatto dalla stazione televisiva tedesca ARD . Ne fece cenno anche il Ministro degli Esteri tedesco Fischer rifiutando ogni ulteriore commento. Nel convegno NATO di Firenze fu approvata una risoluzione che legava al silenzio i membri.
6. “Declassata la base di Avianoî articolo di Dario Furlan apparso su “Il Gazzettinoî del 18 gennaio 2004: Il Comandante delle forze armate americane in Europa gen. Jones rende pubblica la lista dei siti di “valore duraturoîper la presenza USA in Europa. Tra essi Vicenza. Informa che vuole portare a tre il numero di battaglioni aerotrasportati di stanza a Vicenza. Dichiara di aver ottenuto il via-libera dal Senato per edificare ad Aviano strutture per accogliere ed inviare 1.000 paracadutisti in Africa o Medio Oriente in sole 36 ore. Si conferma Aviano come piattaforma per i caccia F-16. Con dichiarazioni del 2005 e 2006 riafferma il ruolo di Vicenza quale sede di una brigata di intervento rapido con addestramento e stazionamento di truppe e la definisce una “Base Operativa Principaleî.
7. Il Giornale di Vicenza del 3 febbraio 2007 riporta una precisazione della Setaf riguardante lavori in atto nelle basi di Longare e Tormeno. Precisano che si tratta di “interventi previsti da tempo e ritenuti necessari per evitare il degrado definitivo delle aree interessateî. La Bilfinger Berger si aggiudica un importo di 862.000 USD per la base di Longare (impianto idrico) ed uno di 765.000 USD per il Tormeno (depositi di “munizioni per armi leggere di addestramentoî). Una briciolina di 556.000 USD per una ditta italiana (Cooperativa Muratori Riuniti) per opere stradali a Longare.
8. Il 17 ottobre 2006 il sito http://www.altravicenza.it riporta il resoconto di una conversazione con il titolare della ditta Comin Costruzioni Generali spa di Loria (TV) che ha ottenuto un appalto per l'escavazione di 1.000.000 di metri cubi all'interno dei colli Berici per l'ampliamento di gallerie. Non si hanno comunque ulteriori riscontri riguardo questa notizia.
9. La base di S. Rocco a Longare, un tempo affidata alle Forze armate italiane e poi abbandonata completamente sino ad un completo degrado (ampi squarci sulla recinzione), é stata completamente rimessa a nuovo (opere di decespugliamento, rifacimento dell'illuminazione e della recinzione nelle parti deteriorate. Si nota un via-vai di soggetti in borghese, non facilmente classificabili, che entrano ed escono con le chiavi del lucchetto d'ingresso (interrogati risposero che la base era stata ristrutturata per “addestramento dei Carabinieriî). Anche all'ingresso di “Site Plutoî si nota un notevole e continuo movimento di auto .
Possiamo concludere:
1. “Site Plutoî e la collegata base del Tormeno possono essere attualmente o divenire al termine delle ristrutturazioni in atto il deposito di sostanze radioattive presenti in occidente
2. non si puó escludere la presenza di ordigni nucleari tattici ed é certa quella di materiale bellico convenzionale
3. il materiale radioattivo potrebbe essere utilizzato per alimentare centrali nucleari che nel frattempo potrebbero essere costruite Italia (se il progetto di addomesticamento dell'opinione pubblica avrà successo) ed in ogni caso per stoccare per decenni materiali altamente pericolosi per i quali si fatica a trovare una collocazione sicura
4. la struttura di S. Rocco, recintata e fuori da occhi indiscreti, potrà ospitare le esercitazioni di militari senza dover fare nemmeno un movimento di uomini e mezzi dall'esterno
Se queste nostre deduzioni sono inesatte il nostro Governo ed il nostro Ministero della Difesa le potrà correggere fornendo dati trasparenti a tutti i Cittadini
Ci chiediamo: dove le forze armate USA potrebbero trovare un complesso militare-logistico migliore dotato di:
- una città occidentale sicura, finora ospitale e con buone infrastrutture in cui i soldati possano ritemprarsi prima e dopo le battaglie (Vicenza)
- una grande base consolidata nel territorio da decenni (Ederle)
- un aeroporto d'appoggio non grande ma in area urbana (Dal Molin)
- un quartiere dormitorio a pochi minuti dalla Ederle (Quinto Vicentino)
- un deposito sotterraneo immenso protetto da strati di roccia e cemento in cui stoccare armi e veleni, con un centro di intelligence che resisterebbe anche ad un attacco atomico (Longare-Tormeno)
- un'area per esercitazioni ed addestramento delle truppe tranquilla ed adiacente alla base (S. Rocco di Longare)
- un aeroporto di grandi dimensioni dotato di armi nucleari a poca distanza, vero trampolino di lancio per ogni azione (Aviano)
- un secondo aeroporto anch'esso dotato di armi nucleari a poca distanza (Ghedi-Torre)
- il tutto sotto la coperta protettiva di un segreto militare impenetrabile
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Vicenza, marzo 2007











