Sala polifunzionale, comitato in lotta

Sabato 17 Gennaio 2004 - architettonici, rassegna stampa, Basso Vicentino e Berici,

Riportiamo questo articolo apparso nel Gazzettino del nord-est il 16-01-2004. “Finalmente ad Orgiano é tornata la tranquillità e possiamo riprendere a fare il nostro lavoro serenamente”. Questa, secondo il primo cittadino Lorenzo Rezzadore, la più importante novità degli ultimi mesi.

“Il comitato - continua il sindaco - ha mostrato chiaramente i suoi limiti. Ormai é palese che certe posizioni assunte hanno ben poco a che vedere con la salvaguardia dell'ambiente e del territorio, ma sono dettate esclusivamente da motivi politici”. Solo un breve, secco commento quindi sull'ultima, recente polemica sollevata dal comitato : ´E' l'ennesimo tentativo di creare scompiglio. Si stanno pronunciando su questioni che evidentemente non conoscono, eppure i documenti in proposito sono ben chiari e non lasciano spazio a dubbi”. Risposta, questa, che non soddisfa assolutamente il comitato , preoccupato per ´la progressiva cementificazione cui il paese sta andando incontro”. Dopo la zona industriale, dopo la circonvallazione, dopo i lavori di restauro della piazza principale, adesso ad essere al centro di nuove polemiche sarebbe la costruzione di una sala polifunzionale in via Perara, dirimpetto alle mura di villa Fracanzan. L'amministrazione ha già annunciato la volontà di destinare i nuovi spazi a biblioteca comunale e sala mensa per la scuola elementare. La parte confinante con il cortile della scuola media sarebbe invece utilizzata come cucina dalla ProLoco. ´In realtà - sottolinea François Bruzzo, presidente del comitato - nell'avviso di conferimento incarico di progettazione, l'amministrazione afferma di voler abbattere edifici fatiscenti per ricavare una sala polifunzionale il cui uso deve ancora essere stabilito. Ad Orgiano si sta adottando una politica sbagliata: prima si fanno i lavori e poi si pensa a cosa potrebbero essere destinati”. Secondo il comitato questo non sarebbe tuttavia l'errore più grave: ´Ció che é soprattutto riprovevole - continua Bruzzo - é il fatto che l'abitato si trovi su particelle ben riconoscibili già nelle antiche mappe del 1670 e quindi, pur non essendo sottoposto ad alcun vincolo, ha una grande importanza per la memoria storica collettiva. Prima di seppellire il nostro comune sotto un lastrone di cemento e mattoni gli organi competenti avrebbero dovuto essere interpellati. Questo naturalmente non é stato fatto e noi cercheremo ancora una volta di andare a fondo della questione”.

fonte:
Gazzettino del nord-est

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.