Risposta al sindaco sui manifesti
Sabato 04 Gennaio 2003 - politica, Basso Vicentino e Berici,
Troviamo offensive e non veritiere alcune affermazioni:
“…..La nostra proposta iniziale aveva anche lo scopo di sondare il terreno, di capire se i tempi erano maturi per un intervento del genere….” Il terreno andava sondato prima di adottare la variante ed, ad essere precisi, l’Amministrazione Comunale ha fatto poco per sondarlo anche dopo; Se altri non ci avessero pensato probabilmente sarebbe successo come ad Asigliano Veneto dove la popolazione era all’oscuro di tutto. Lasciamo poi ai cittadini il commento sui “ tempi maturi”….
“….Il regolamento da noi adottato impedisce senza mezzi termini l’accesso di aziende insalubri: concerie e lavorazioni ad esse collegate naturalmente escluse…”: FALSO e lo dimostriamo in due punti:
1) Nelle zone destinate ad attività produttive artigianali ed industriali di completamento il vincolo è generico e non fa riferimento alle tabelle identificative delle industrie insalubri di I° e II° classe elencate nel Decreto Ministeriale del 5 settembre 1994. Il nostro consulente legale ed altri esperti di diritto amministrativo ci hanno assicurato che questo tipo di vincolo, tanto sbandierato dal Primo Cittadino, è totalmente inaffidabile e può essere facilmente impugnato da un qualsiasi ricorso legale. Solo questo dovrebbe far desistere il Sindaco dal portare avanti la Variante, in quanto solo l’attuazione di una nuova Variante, che porti nello specifico il divieto assoluto all’insediamento di industrie insalubri, può salvare il territorio da questo tipo di rischio.
2) Nelle zone industriali di espansione non è presente alcun vincolo. Nella riunione dell’Assemblea Comunale, aperta al pubblico, lo stesso progettista della Variante ha ammesso chiaramente di aver commesso un ERRORE!! Il Sindaco ha comunicato che, per correggere questo errore, è stata formulata una osservazione da mandare in Regione che dichiara lo sbaglio e chiede di apportare la correzione. L’osservazione non dà però al cittadino alcuna garanzia, in quanto la Regione può non considerarla e potremmo ritrovarci con una Variante al PRG approvata non recante vincoli all’insediamento di industrie insalubri. A quel punto, ci chiediamo, cosa dirà il Sindaco e la sua Maggioranza? Probabilmente: “La Regione ha deciso!!!!” scaricando così la responsabilità su altri;
“….Nessuna conceria ha comprato lotti….”: ma gentili Amministratori, non vi sembra che i tempi siano prematuri? Nessuna azienda può aver già comprato lotti, dato che la Variante non è ancora stata approvata dalla Regione;
“….Nessuna attività può iniziare senza autorizzazione comunale che escluderà in assoluto le concerie….”: come possono il Sindaco ed i Consiglieri che hanno votato a favore sapere a chi le prossime Amministrazioni daranno l’autorizzazione? Inoltre essi non sembrano essere a conoscenza dello Sportello Unico. Con esso, non è più solo competenza dell’Amministrazione Comunale decidere se un’industria debba insediarsi oppure no;
“…..L’agenzia immobiliare si affretta a precisare “E’ stato un equivoco….”: Prima una “dimenticanza” (del vincolo) da parte dell’Amministrazione, ora un equivoco. Ma perché quando due rappresentanti del Comitato si sono presentati dal responsabile leoniceno dell’agenzia “Vicenza” questi ha affermato senza mezzi termini che la variante di Asigliano prevede alcuni tipi di lavorazione pelli, tipo la lavorazione “a secco”à Perché ora smentisce e parla di malinteso?
“…Il Consiglio Comunale modificherà la variante….”: Ma non è la maggioranza dei voti espressi in un Consiglio Comunale a decidere? O la lista di maggioranza per deliberare queste cose usa metodi e sedi diverse? O vogliono invece limitarsi ad un’altra osservazione? Ribadiamo che la Regione può non tenerne conto: se in Regione saranno presentati 578.000 mq il Sindaco non ci venga a dire che, con certezza, la Regione ne approverà la metà! Lo dimostra Asigliano Veneto dove la Regione ha approvato tutti i 356.646 mq. Se invece hanno deciso di modificare davvero il testo della Variante devono dirci quando e in che modo sarà fatto. Il Sindaco afferma (per ora sono solo parole) che è disposto a stralciare 280.000 mq di nuove aree produttive.
Quello che chiediamo è solo un atteggiamento serio e professionale: un Primo Cittadino veramente intenzionato a portare avanti gli interessi della cittadinanza che l’ha eletto, dopo un dissenso così vasto e consapevole da parte della maggioranza degli orgianesi avrebbe sicuramente analizzato con cura le modifiche da effettuare alla Variante discutendola con i cittadini e le associazioni di categoria e ponendo in essere ricerche ambientali, economiche, idrauliche, sociologiche ecc…….Invece l’Amministrazione sembra aver deciso senza nessuna analisi che 300.000 mq ( circa 80 campi vicentini) si devono fare. Perchéà Gli artigiani orgianesi ne hanno chiesto solo 15.000! nessuno vuole che “Orgiano resti ferma” ma solo che le modiche al P.R.G. siano studiate con cura e adattate alle reali esigenze.
Ma forse, a questo punto, è più importante chiedersi perché il Sindaco di un paese come il nostro rischia la propria immagine ed il proprio futuro politico per difendere a tutti i costi un progetto di questo tipo!
ZONA PRODUTTIVA (INDUSTRIALE, ARTIGIANALE E COMMERICIALE) DI ORGIANO
SUPERFICIE ZONA INDUSTRIALE ESISTENTE: CIRCA mq. 540.000;
DISOCCUPAZIONE NEL COMUNE DI ORGIANO: pressoché assente.
POTENZIALE CAPACITA’ OCCUPAZIONALE DELLA NUOVA AREA PRODUTTIVA PREVISTA DALLA VARIANTE AL PIANO REGOLATORE GENERALE: 600 - 800 lavoratori.
COSA PREVEDE LA NUOVA VARIANTEà
ZONA D 1 DESTINATE AD ATTIVITA’ PRODUTTIVE ARTIGIANALI E INDUSTRIALI DI COMPLETAMENTO: ai sensi della nuova Variante “sono escluse dalle destinazioni ammesse le attività invasive per produzione di odori, polveri e sostanze moleste o inquinanti quali:
- attività conciaria e chimiche in genere;
- attività di deposito o trattamento rifiuti solidi, nocivi o di altro genere;
- attività od impianti ed industrie con produzione di reflui liquidi inquinanti o immissioni in atmosfera.”
* Vediamo che nella zona industriale di completamento il vincolo che vieta l’insediamento di industrie insalubri è stato formulato in termini troppo vaghi rispetto a quanto definito nel D.M. 5 settembre 1994, potrebbe quindi essere aggirato facilmente.
ü ZONA DI ESPANSIONE (TEORICAMENTE TUTTE LE NUOVE AREE PREVISTE PARI A 578.832 MQ): secondo la nuova Variante non c’è nessun vincolo che vieti l’insediamento di industrie insalubri.
MINISTERO DELLA SANITA’: Decreto Ministeriale 5 settembre 1994
ELENCO DELLE INDUSTRIE INSALUBRI - INDUSTRIE DI PRIMA CLASSE e DI SECONDA CLASSE:
INDUSTRIE DI PRIMA CLASSE |
INDUSTRIE DI SECONDA CLASSE |
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1. Allevamento di animali |
1. Calderai |
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2. Stalla sosta per il bestiame. |
2. Candeggio |
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3. Mercati di bestiame. |
3. Cantine industriali. |
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4. Allevamento di larve ed altre esche per la pesca. |
4. Decaffeinizzazione. |
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5. Autocisterne, fusti ed altri contenitori; lavaggio della capacità interna; rigenerazione. |
5. Falegnamerie. |
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6. Carpenterie, carrozzerie, martellerie. |
6. Fonderie di seconda fusione. |
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7. Centrali termoelettriche. |
7. Friggitorie. |
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8. Concerie. |
8. Impianti e laboratori nucleari: laboratori a medio e basso livello di attività. |
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9. Deposito e demolizione di autoveicoli ed altre apparecchiature elettromeccaniche e loro parti fuori uso (e recupero materiali). |
9. Lavanderie a secco. |
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10. Distillerie. |
10. Macinazione, altre lavorazioni dell’industria molitoria dei cereali. |
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11. Filande. |
11. Officine per la lavorazione dei metalli: lavorazione non considerate in altre voci. |
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12. Galvotecnica, galvanoplastica, galvanostesia. |
12. Salumifici senza macellazione. |
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13. Impianti e laboratori nucleari: impianti nucleari di potenza e di ricerca; impianti per il trattamento di combustibili nucleari. Impianti per la preparazione, fabbricazione di materie fossili e combustibili nucleari; laboratori ad alto livello di attività. |
13. Stazioni di disinfezione. |
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14. Inceneritori. |
14. Stazioni di servizio per automezzi e motocicli. |
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15. Industrie chimiche: produzione anche per via petrolchimica non considerate nelle altre voci. |
15. Tintura di fibre con prodotti che non ricadono in altre voci. |
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16. Liofilizzazione di sostanze alimentari, animali e vegetali. |
16. Tipografie senza rotative. |
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17. Macelli, inclusa la scuoiatura e la spennatura. |
17. Vetrerie artistiche. |
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18. Motori a scoppio: prova dei motori. |
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19. Petrolio: raffinerie. |
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20. Salumifici con macellazione. |
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21. Scuderie, maneggi. |
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22. Smerigliatura, sabbiatura. |
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23. Stazioni di disinfestazione. |
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24. Tipografie con rotative. |
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25. Verniciatura a fuoco e con vernici a solvente organico. |
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26. Verniciatura elettrostatica con vernice a polvere. |
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27. Zincatura per immersione in bagno fuso. |
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28. Zuccherifici, raffinazione dello zucchero. |
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CONSIDERAZIONI SULLA TABELLA
-Alcune attività, esempio fra tutte, la smerigliatura e sabbiatura rappresentano alcune delle fasi intermedie del ciclo totale della lavorazione conciaria, definita lavorazione pelli.
-Considerando le attività consentite in entrambe le zone si nota come esse siano fortemente inquinanti e pericolose per la salute dei cittadini.
-Gran parte dell'inquinamento atmosferico è causata dall'uso dei combustibili fossili (carbone e petrolio) e dei loro derivati. Più del 90% degli ossidi di zolfo, quasi il 40% degli ossidi di azoto e circa il 40% delle polveri immessi nell'atmosfera sul territorio italiano vengono rilasciati da impianti di combustione alimentati con combustibili fossili (centrali elettriche, caldaie industriali e impianti di riscaldamento). ["Inquinamento atmosferico," Enciclopedia Microsoft® Encarta® 99.]
-Le malattie ambientali possono colpire qualsiasi apparato del corpo. Il modo in cui le malattie si esprimono dipende da come l'agente ambientale penetra nell'organismo, da come viene metabolizzato e dalla via di escrezione. Pelle, polmoni, fegato, reni e sistema nervoso vengono comunemente colpiti da diversi agenti in luoghi diversi. Particolarmente preoccupante è la capacità di molti agenti ambientali di causare vari tipi di cancro. Le malattie ambientali possono essere blande o gravi, transitorie o croniche a seconda delle dosi di sostanze tossiche ricevute. Alcune malattie si verificano subito dopo l'esposizione, mentre il tempo di esordio di altre può variare. I tumori indotti dall'ambiente, ad esempio, hanno di solito periodi di latenza di 15-30 anni. ["Le malattie professionali e ambientali," Enciclopedia Microsoft® Encarta® 99.]
Noi del Comitato crediamo in ciò che facciamo, amiamo il nostro paese, vogliamo difendere l’ambiente che ci circonda e ci sentiamo sostenuti da tutte quelle persone, incontrate in queste settimane, che ci hanno ringraziato per il nostro lavoro. Noi ringraziamo tutti coloro che ci sono vicini e ci incoraggiano a continuare.











