Caso biodigestore I comitati chiedono la variante al Prg
Mercoledì 30 Giugno 2010 - giustizia, industrie, inquinamento, rassegna stampa, Basso Vicentino e Berici,
Così il presidente del Comitato Tutela Territorio di Orgiano e Asigliano Francois Bruzzo ha motivato nel secondo incontro ospitato alla Baita degli alpini di Cagnano la necessità di proseguire una battaglia avviata col primo ricorso del 2003. «Sono infatti scaduti i termini di 5 anni dell'avvenuto deposito del ricorso per cui il TAR, che non ha ancora deliberato in merito, chiede che venga fatta una nuova domanda di fissazione della discussione del ricorso per evitare che non sia considerato estinto per cui serve una condivisione specie degli abitanti di Cagnano, confinanti con l'area produttiva e quindi i più motivati ad evitare il completamento della variante», ha proseguito Bruzzo ripercorrendo le motivazioni tecniche e di diritto del ricorso contro la variante:dall'abnormità di un'area di 350.000 mq. vista la disponibilità di altre aree vicine per 853.000 mq. alla mancanza di uno studio intercomunale e di un accordo tra Comuni vicini, dalla
presenza di zone esondabili alla vicinanza della falda acquifera con pericolo di inquinamento,dai deboli vincoli posti nel 2004 dall'Amministrazione Zampieri al mancato accoglimento delle proposte di modifica della Commissione tecnica regionale.
«L'insediamento del biodigestore anaerobico potrebbe aprire scenari inquietanti eludendo il vincolo n.100 che vieta insediamenti di attività insalubri (rifiuti solidi e liquidi,depositi e impianti di depurazione) per cui il nuovo ricorso al TAR rappresenta così l'unica risposta credibile per arginare insediamenti indesiderati determinati dal business attorno al ciclo dei rifiuti e creare un effetto intimidatorio e proibitivo verso eventuali investitori in tale area», ha concluso Bruzzo indicando la necessità di raccogliere 6 mila euro le cui modalità sono sul sito www.orgiano.org.
F.B.
Articolo pubblicato su: il Giornale di Vicenza
il 30 giugno 2010













