Le bufale non hanno gambe.
Venerdì 10 Febbraio 2006 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,
prendendosela con il Comitato Tutela del Territorio dopo il successo clamoroso ottenuto dallo stesso Comitato, della bocciatura della cava di Cà del diavolo, visto che quest'ultimo é stato l'unico a vigilare sulle attività dell'amministrazione comunale dopo le dimissioni delle minoranze dal Consiglio comunale. Per il sindaco, il Comitato non c'entra in quel risultato che dice essere tutto merito suo e della sua amministrazione. Falsità che ha le gambe corte e che é ovvia per chi ha assistito all'incontro che il Comitato aveva indetto a settembre dell'anno scorso. L'amministrazione non si é mai fatta avanti quando la richiesta di cava é approdata in Regione, sicché il Comitato ha dovuto mobilitarsi contattando le autorità competenti della Provincia e della Regione e producendo, dopo un'accurata analisi del piano di coltivazione presentata dalla ditta richiedente di Pressana, un dossier che é stato presentato in quell'occasione in cui sono state convocate e hanno partecipato autorità politiche e tecniche di Provincia e Regione.
L'amministrazione ha preso contatto con l'assessorato provinciale al settore solo dopo che il Comitato aveva gi? ottenuto un suo incontro con l'assessore?. che l'aveva, da parte sua assicurato della sua piena disponibilità e collaborazione oltre che soddisfazione per il materiale informativo presentato dallo stesso Comitato. E solo una volta sollecitato, in pubblico durante l'assemblea, a fornire all'assessorato ulteriore materiale informativo individuati dal Comitato ma che questo ultimo non poteva fornire per il tenore discrezionale del suo contenuto che solo un'amministrazione pubblica era in grado di produrre con la dovuta legittimazione (la parte della variante al PRG che coinvolge la frazione di Spessa), che l'amministrazione si é mossa nel modo indicato in pubblico dall'assemblea. I testimoni dell'accaduto sonno numerosi e fra di loro ci sono consiglieri provinciali, tecnici regionali e lo stesso assessore provinciale. » quindi ora che il sindaco la smetta con le panzane elettorali che mirano ad accantonare le associazioni che incidono direttamente sulla tutela del territorio contro le scelte politiche devianti e devastatrici di cui é stato denunciato, dallo stesso Comitato e in numerose occasioni, come il principale artefice.
Una delle prove minime é che la consegna del materiale individuato dal Comitato e che l'amministrazione doveva a tutti costi fornire per corroborare la nostra tesi sulla non fattibilità della cava, é stato recapitato in Provincia il mercoled' pomeriggio successivo all'incontro pubblico avvenuto il luned' sera e all'incontro del presidente del Comitato con l'assessore provinciale avvenuto il marted' in mattinata.
I presenti a questi vari incontri, semplici cittadini di Orgiano e importanti tecnici e politici provinciali e regionali, sapranno giudicare e apprezzare adeguatamente chi argomenta con simili oziose “fantasieî: peccato per Orgiano che sia proprio il suo primo cittadino!
Per delicatezza il Comitato non ha voluto infierire durante l'incontro pubblico, su una lampante carenza dell'amministrazione comunale quando si trattava nel 2001 di mandare in Provincia elementi concreti a sfavore della cava: l'amministrazione ha s' espresso un parere negativo dal valore strettamente politico senza addurre ad argomenti tecnici che comunque erano gi? presenti senza dover aspettare la famigerata variante contro la quale il Comitato ha fatto ricorso al TAR. Il fatto é che se la variante del 2002 va ad incidere sul ravvicinamento della residenzialità della zona di cava (fino ai 40 metri e questo l'ha dimostrato il Comitato:dove sono gli atti che dicono che lo scopo dell'amministrazione in materia di variante mirava ad avvicinare la residenzialità di Spessa alla cava per impedirla?Possiamo invece tranquillamente pensare che avrebbe addirittura contestato invece che la vicinanza dell'area di cava non poteva impedire lo sviluppo della variante cos' vicina alla cava ), la residenzialità gi? esistente di Spessa presentava gi? comunque un avvicinamento sufficiente all'area di cava, cioé 150 metri, per bloccare tutto sul nascere, visto che la legge stabilisce che la distanza deve essere di almeno 200 metri! Come mai questa svista tecnica decisiva? Incompetenza?!!? mettiamola cos'; il che é gi? dire tanto sulla preparazione e l'oculatezza di chi a Orgiano ha amministrato il territorio per due mandati.
Affermiamo con forza e sottolineiamo che se il Comitato non si fosse mosso, avremo avuto un'ulteriore cava in casa. Chi dice il contrario mente.
In quanto al laghetto Italcementi, vale ricordare che il sindaco partecipa attivamente alla gestione di quell'organo settecentesco chiamato Consorzio di bonifica, che funziona ancora secondo una logica predemocratica basato sul valore del censo per chi vuole avere voce in capitolo. La gestione anomala del Consorzio di bonifica é stata più volta denunciata e la stessa Regione si sta occupando della faccenda. Ora agitare lo spauracchio di “una discarica o di una centrale termoelettrica” per portare un ulteriore allargamento della superficie della cava Italcementi, puzza e ha qualcosa di subdolo. Quale ente avrebbe l'irresponsabilità di mettere una discarica sopra una falda in pressione e secondo quale scellerata omissione d'impatto ambientale ai danni della salute dell'intero bacino di utenza? Inoltre, una centrale termoelettrica avrebbe proprio bisogno di un laghetto come quello per funzionare a modo! A questo punto avremmo, oltre al laghetto, anche una centrale termoelettrica! Il laghetto sarebbe proprio il richiamo ideale per una centrale termoelettrica!
E' forse proprio quello che vuole il sindaco di Orgiano: un allargamento della cava Italcementi che porterebbe al bacino di contenimento soprannominato “laghetto”, che da parte sua porterebbe ad un centrale termoelettrica che produrrebbe la sua energia bruciando rifiuti, invadendo con i suoi fumi nocivi Orgiano e Alonte, impianto simile a quello che tutte le forze politiche non hanno voluto a Montecchio Maggiore e non vogliono a Cologna Veneta.
Visto che entriamo in campagna elettorale, si potrà valutare il prezzo politico delle panzane.











