Il revamping di Monselice non si discute

Sabato 15 Maggio 2010 - estrattive, inquinamento, lavoro, provincia Padova,

MONSELICE. Avanti tutta con il revamping, sul lungo termine si può discutere. Fermo restando che le cementerie non si possono riconvertire o delocalizzare. E´ la posizione espressa ieri dai sindacati Cgil e Cisl. Martedì alle 15,30 assemblea dei lavoratori delle tre cementerie al 5 Dita.

Invitati anche i sindaci di Este Giancarlo Piva e di Monselice Francesco Lunghi. L´urgenza, per i lavoratori, resta il via libera al revamping, ossia la ristrutturazione da 160 milioni di euro dello stabilimento Italcementi. A ribadirlo sono i segretari provinciali di Fillea Cgil, Marco Benati, e di Filca Cisl, Renato Ceccarello, affiancati da Fulvio Dal Zio, della segreteria Cgil di Padova e da Gregorio Loreggian della segreteria Cisl. E´ la prima presa di posizione del sindacato, dopo la clamorosa iniziativa annunciata la scorsa settimana dall´Ente Parco dei Colli Euganei: l´avvio di un accordo di programma che punta all´adeguamento, alla riconversione o alla delocalizzazione dei tre cementifici. «Siamo favorevoli alla programmazione dell´attività delle cementerie - spiega una nota congiunta di Fillea Cgil e Filca Cisl - fermo restando che non può prescindere da prospettive di lungo periodo, e che non deve tramutarsi in un lungo processo di "ostruzionismo" per i progetti oggi in discussione». Insomma, ben venga il tavolo sulla programmazione, purché ora passi il revamping. A cui i sindacati sono favorevole». «Rappresenta un importante investimento in controtendenza rispetto alla de-industrializzazione della Bassa Padovana - sottolineano Cgil e Cisl - garantirà gli attuali livelli occupazionali per oltre 20 anni e un netto miglioramento dell´impatto ambientale». Chiudere ora al revamping, per i sindacati, vorrebbe dire mettere un´ipoteca anche sulle altre cementerie. «Comprendiamo i timori degli amministratori - concede Dal Zio - ci dovranno essere i necessari controlli». «Il tema non può essere affrontato con chiacchiere da bar» rincara Loreggian. Ancora più esplicito Benati: «Se il progetto di revamping dev´essere discusso in numerosi tavoli ci vorrà molto tempo. Temiamo che il gruppo Italcementi possa decidere di investire altrove». E´ vero che Italcementi ha assicurato che, anche se non passa il revamping, non chiuderà. Cruciale per il destino dello stabilimento è la proroga della cava di Orgiano. Ma i lavoratori non sono rassicurati. «Siamo per la programmazione, ma a lungo termine - continua Benati - e con due punti fermi: i cementifici non si possono né riconvertire, né delocalizzare. Se il contesto sarà quello di dialogo senza ostruzionismo, non ci sottrarremo». Sferzante Ceccarello: «La questione dei cementifici è sul tappeto da anni. Spesso la politica ha osteggiato queste attività. Quel che ha fatto alzare il coperchio della pentola è stato il revamping. Si è sollevato un polverone che mira alla chiusura dei cementifici, sia pure in tempi medio-lunghi: noi non possiamo essere d´accordo». L´altra sera summit fra 10 sindaci e i dirigenti di Italcementi, promosso alla sede di Confindustria Este per illustrare il progetto. La prossima settimana l´assemblea dei lavoratori e il 21 consiglio comunale.

articolo di: Francesca Segato

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di seguito altri articoli vari sullo stesso argomento:

 

Confronto sul revamping in diretta tivù

 

MONSELICE. Sarà un consiglio comunale «caldo» quanto il dibattito che sta coinvolgendo il progetto di revamping dello stabilimento Italcementi. Si terrà il 21 maggio, alle 20.30, all´auditorium del Kennedy: sede scelta per accogliere un pubblico numeroso. Inoltre il sindaco Lunghi ha espresso l´intenzione di affidare a una televisione privata la trasmissione in diretta dell´evento.  In discussione le due mozioni presentate dal centrosinistra e da 7 consiglieri della maggioranza, di Pdl e Lega. Uscirà allo scoperto la discussione che sta agitando la politica locale, e che ha avuto l´ultima tappa nell´infuocata riunione di maggioranza di martedì sera.  Ma sarà anche una prova generale della manifestazione che i comitati hanno lanciato per il 29 maggio. Per la serata del consiglio sono già allertati questura, prefettura, carabinieri e protezione civile.  Nel frattempo, lancia una proposta-provocazione l´architetto Arnaldo Merlin, membro della commissione edilizia a Monselice ed ex assessore all´Urbanistica a Baone. Parte dall´idea di spostare l´Ospedale Unico nell´area Italcementi.  «Immaginiamo l´attuale sito destinato all´Ospedale trasformato per ospitare un grande polo sportivo intercomunale Este-Monselice, con più campi da calcio, rugby, tennis, atletica e altro ancora che, assieme al vicino palasport, sarebbe un punto di eccellenza territoriale con investimenti di 20-25 milioni di euro» dice Merlin.  «L´area Italcementi, inserita nell´area del Parco dei Colli Eeuganei, è favorita come nessun´altra - aggiunge - per posizione strategica nella possibilità di offrire importanti servizi primari a scala territoriale per la vicinanza di strada regionale 10, stazione ferroviaria, strada regionale 16 e altre infrastrutture».  Per l´architetto, l´area potrebbe inserirsi in un progetto di «Paesaggio Terapeutico». Nel rendering, accanto all´ospedale, spuntano centro di riabilitazione, clinica specialistica, strutture ricettive, un´area residenziale con parte commerciale-direzionale. Il tutto immerso nel verde con aree a parco e percorsi riabilitativi. Secondo lo studio, l´azienda potrebbe capitalizzare un valore venale dai 64 ai 77 milioni di euro. Aggiungendo il valore delle attività immobiliari per realizzare gli interventi, la stima è di un giro di affari dai 400 ai 450 milioni. Per l´architetto Merlin «si aprirebbe un panorama con alcune centinaia di nuove assunzioni all´orizzonte».

articolo di: Francesca Segato

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Cementerie e ambiente: «Senza ostruzionismo»

 

In rappresentanza dei lavoratori delle tre cementerie sono scesi in campo Fulvio Dal Zio e Marco Benati di Fillea Cgil, Renato Ceccarello e Gregorio Loreggian di Filca Cisl. «Come organizzazione sindacale riconosciamo che il discorso non è più limitato al revamping di Italcementi, ma riguarda l´impatto generale dell´attività dei tre cementifici, in particolare in considerazione della loro presenza all´interno del Parco Colli», ha introdotto Benati. «Ambiente e lavoro sono due valori da coniugare in modo equilibrato - ha continuato Dal Zio - Gli amministratori dovrebbero mantenere una posizione meno ideologica e valutare con attenzione il da farsi, assicurandosi che ci siano le necessarie verifiche perché, in caso di realizzazione del revamping, vengano rispettati gli impegni assunti dall´azienda». Loreggian ha poi spiegato la necessità di attuare una programmazione del territorio a lungo termine, all´insegna della sostenibilità ambientale. «Basta chiacchiere da bar, si facciano incontri tecnici per realizzare un investimento concertato con il territorio, nell´ottica di un miglioramento continuo». Ceccarello ha invece invitato i presenti a diffidare dai posti di lavoro alternativi promessi dalla politica. Infine Benati ha concluso: «Siamo tutti d´accordo sull´idea che il revamping debba proseguire con la partecipazione responsabile di tutti i soggetti, riconoscendo che non sono possibili né la dislocazione né la riconversione. Siamo inoltre favorevoli alla programmazione dell´attività delle cementerie, purché a lungo termine: non deve trasformarsi in un lungo processo di ostruzionismo per i progetti attualmente in discussione».

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il documento della CGIL....
FUTURO DELLA BASSA PADOVANA: IL LAVORO E L´AMBIENTE!

 

In questo ultimo mese, successivamente alla presentazione del progetto di ristrutturazione generale degli impianti (revamping) dello stabilimento Italcementi di Monselice, si sta sviluppando una forte discussione, con una posizione critica da parte di rappresentanti delle istituzioni locali, nei confronti dell´attività dei cementifici della Bassa Padovana. 
La discussione ed il confronto politico riguardano sia il progetto di revamping Italcementi, in particolare per l´impatto paesaggistico della prevista torre per l´abbattimento delle emissioni, ma effettivamente riguarda, in modo sempre più evidente, l´impatto generale dell´attività dei tre cementifici in particolare in considerazione della loro presenza all´interno del Parco Colli.

In riferimento a questo ultimo e principale aspetto, il Comitato esecutivo del Parco Colli ha deliberato, in data 05/05/2010, di attivare un "accordo di programma al fine di prevedere azioni di contenimento dell´impatto ambientale e paesistico e per concertare strategie di adeguamento, ed eventuale riconversione e/o ricollocazione dell´attività dei cementifici".

Di fronte all´attuale discussione riteniamo necessario proporre le nostre seguenti considerazioni:

Ambiente e lavoro

Sono due valori che si devono coniugare in modo equilibrato e nel pieno rispetto della salute dei lavoratori e dei cittadini. Questa obiettivo è sempre stato oggetto di analisi e di proposte da parte dei lavoratori delle cementerie. In questo particolare momento di crisi profonda e strutturale della Bassa Padovana, per quanto riguarda il lavoro manifatturiero, diventa ancora maggiore la responsabilità da parte di tutti gli attori sociali ed istituzionali promuovere un equilibrato punto di sintesi.
Per questo rifiutiamo l´etichetta del "ricatto occupazionale" che ci viene accostata quando noi richiamiamo responsabilmente la necessaria attenzione sui temi sopra esposti, partendo dalla necessità di garantire il mantenimento dei posti di lavoro.

Revamping Italcementi

La nostra valutazione del progetto presentato dall´azienda ha il nostro giudizio positivo principalmente per i seguenti motivi:
Si tratta di un progetto industriale con un importante investimento, in completa controtendenza alla de-industrializzazione che stiamo drammaticamente attraversando nella Bassa Padovana, investimento che garantirà gli attuali livelli occupazionali per oltre 20 anni.


Il revamping degli impianti rappresenta, in base alla documentazione presentata dall´azienda che sarà oggetto di valutazione della commissione VIA della Provincia di Padova, un netto miglioramento dell´impatto ambientale dell´attività dello stabilimento a parità di quantità prodotta, sia per quanto riguarda le emissioni in atmosfera sia per quanto riguarda l´utilizzo del combustibile che delle materie prime.


In base alla nostra valutazione riteniamo pertanto che il processo di valutazione del revamping debba proseguire con la partecipazione responsabile di tutti i soggetti coinvolti, attivando tutti i necessari momenti di verifica che gli obiettivi di abbattimento delle emissioni siamo realizzati.

 

Programmazione dell´attività delle cementerie

 

Noi abbiamo sempre ritenuto opportuna la programmazione dell´attività delle cementerie all´interno di un piano di sviluppo economico e sociale del territorio. Negli ultimi anni abbiamo più volte richiesto l´apertura di un tavolo di programmazione, in quanto la programmazione delle attività industriali, se svolta nelle sedi competenti, e con un senso di responsabilità sulle conseguenze in termini sociali, è un metodo corretto per tutelare il lavoro e l´ambiente. Inoltre, la programmazione dell´attività dei cementifici, rientra  nella primaria necessità di programmazione dello sviluppo economico e sociale in termini sostenibili del territorio della Bassa padovana nel suo complesso.

Per questo siamo favorevoli alla programmazione dell´attività delle cementerie, fermo restando che affinché sia responsabile ed efficace non può prescindere da prospettive di lungo periodo e che non deve tramutarsi in un lungo processo di "ostruzionismo" per i progetti attualmente in discussione.

articolo di: FILLEA FILCA di Padova

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UN CORPO ESTRANEO:

il Parco dei Colli Euganei o le cementerie dell´area Euganea?

Il Parco dei Colli Euganei ha compiuto nel 2009 vent´anni di vita.
Le attività svolte per celebrare questo evento da parte dell´Amministrazione del Parco hanno trascurato di valutare pienamente da una parte la legge istitutiva del Parco e le sue finalità, dall´altra gli obiettivi raggiunti nei vent´anni di vita di questo Ente.

Oggi tutte le forze politiche riconoscono valore alla scelta che nel 1989 è stata fatta.

In quegli anni tante battaglie da parte del mondo ambientalista, tanti conflitti sul futuro dell´area euganea vedevano contrapposti interessi che riemergono oggi con straordinaria attualità.

Il Parco dei Colli Euganei, quando è stato istituito, voleva rappresentare un luogo dove sperimentare una modalità di sviluppo economico e sociale "alternativa" che, partendo dal rispetto dei luoghi desse un significato nuovo allo sviluppo delle comunità euganee.

In un momento di straordinaria crisi economica, come quella che oggi stiamo vivendo, ci rendiamo forse conto dell´occasione persa; non si è voluto sperimentare fino in fondo il significato di sviluppo sostenibile e le alternative a quanto nel corso degli ultimi quarant´anni è successo sui Colli Euganei.

Se con la legge Romanato-Fracanzani si è bloccata di fatto l´attività di cava, nei fatti non si è mai conclusa l´attività delle cementerie che insistono nel nostro territorio.

Il Piano Ambientale dei Colli Euganei, approvato dal parco, dichiara incompatibile la presenza delle cementerie nell´area del Parco.

Il Piano Cave approvato dal Consiglio dell´ente nel 1997, nel regolamentare l´attività di cava di trachite finalizzando l´uso di questo materiale soprattutto per fini di manutenzione monumentale, definiva la cessazione di ogni attività estrattiva di marna, prodotto che alimenta le cementerie per la produzione di cemento.

Se tutto questo è vero, che senso ha parlare di "revamping" di Italcementi?

E cioè di consistenti investimenti che dovranno essere ammortizzati nel tempo per la riqualificazione dello stabilimento di Monselice?

E poi, arriverà forse la proposta dell´altra cementeria di Monselice e di quella di Este?

E quando mai riusciremo a liberarci di questa ingombrante presenza industriale nel nostro territorio ed immaginare uno sviluppo più legato al turismo, attraverso la valorizzazione dei siti culturali e monumentali, e della piccola e media impresa e dell´artigianato che costituiscono la vera risorsa ed alternativa imprenditoriale alla grande impresa?

Il tema non ammette dubbi: o il Parco è un corpo estraneo e allora, via a tutti i vincoli, o le cementerie sono il vero corpo estraneo.

Io non ho dubbi: le cementerie non rappresentano il futuro dello sviluppo economico per il nostro territorio. Il vero tema per il presente è quello della riduzione della quantità di cemento prodotto.
Ora il Parco intende avviare un "accordo di programma" che punti all´adegiamento, alla riconversione o alla delocalizzazione dei tre cementifici, così abbiamo letto sui giornali le prese di posizioni "estemporanee" della presidente.  Non deve essere questo ulteriore "fumo" per nascondere od allontanare la soluzione di un problema  ancora una volta. Se la volontà, con chiarezza, è quella di riprendere la discussione che ha portato alla approvazione del Piano Ambientale tra il 1994 ed il 1998,  ed alla prima stesura del Progetto Cave ( intesa come regolamentazione e chiusura delle cave di marna)  allora si può parlare di comprensione per un nuovo modello di sviluppo senza portare indietro l´orologio della storia del Parco.

Le amministrazioni comunali, i rappresentanti dei lavoratori, i rappresentanti delle imprese, le istituzioni devono farsi carico di questo problema e trovare le soluzioni più adeguate affinché il Parco sia realmente tale, con la sua idea di cultura e di ambiente,  e lo sviluppo economico legato al Parco stesso sia compatibile al nostro territorio.

Paolo Bonaldi
Già vicesindaco di Battaglia Terme 1995/99
E membro del Com. Esec. dell´Ente Parco Colli E. dal 1991/94 e 1996/ 2000

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PAESAGGIO TERAPEUTICO (Therapeutic Landscape)


paesaggio per il Ben-Essere dell´uomo

 

Sollecitato da una suggestiva intuizione del Consigliere Miazzi, nell´individuare la possibilità di spostare il Nuovo Ospedale Unico (ancora da realizzare)  dall´attuale sito previsto all´area Italcementi  l´Arch. Arnaldo Merlin, componente della Commissione Edilizia Comunale di Monselice nonché già Assessore all´Urbanistica del Comune di Baone (2006-2009), ha trovato modo di approfondire tale sollecitazione. Con le premesse che si sono imposte a seguito di talune prese di posizioni attorno al progetto di Revamping, in particolare, la Mozione comune promossa dai 27 Sindaci del territorio che si oppongono a siffatto progetto, la Delibera emanata dall´Ente Parco Colli che stabilisce la rilocalizzazione dei cementifici conformemente al Piano Ambientale attraverso un Accordo di Programma Regionale, le motivate critiche avanzate dai più diversi rappresentanti della politica locale  e dalle diverse associazioni ambientaliste e di categoria, l´Arch. Merlin condivide l´impostazione che tutto ciò potrebbe trasformarsi in una grande opportunità per il futuro di questo territorio. Sviluppando un ragionamento strutturato e graduale dice: "prima di tutto, per garantire il valore commerciale dell´area, immaginiamo l´attuale sito destinato al Nuovo Ospedale Unico trasformato per ospitare un grande polo sportivo intercomunale Este-Monselice, con più campi da calcio, rugby, tennis, atletica e altro ancora che, assieme al vicino palazzetto dello sport recentemente inaugurato, rappresenterebbero un vero punto di eccellenza  territoriale". Poi: "immaginiamo l´area Italcementi delle dimensioni di 654.000 mq, inserita all´interno del Parco Colli, favorita come nessuna altra area  per posizione strategica nella possibilità di offrire importanti servizi primari a scala territoriale data dalla vicinanza della S.S n. 10, della stazione ferroviaria sulla linea (PD-BO), della SS 16 e delle ulteriori importanti infrastrutture come la nuova SS 10 (in parte ancora da realizzare) oltre la prevista rete del sistema metropolitano regionale di superficie".
E ancora: "immaginiamo la stessa area inserita all´interno di  un grande progetto integrato da definirsi sulla base del paradigma del "Paesaggio Terapeutico" (come talune esperienze del nord Europa e anche italiane dimostrano), dove sia possibile collocare non solo il Nuovo Ospedale Unico ma, con esso, anche ulteriori strutture affini e compatibili, che possano originare uno dei più grandi ed evoluti  "Distretti della salute e del paesaggio".
L´ipotesi elaborata dall´Arch Merlin a scopo dimostrativo, mette l´accento sulla potenzialità soprattutto economiche che tutta l´area Italcementi potrebbe rappresentare dato il suo contesto,   evidenziandole con l´inserimento nell´area stessa di alcuni edifici-funzione a dimostrazione della concretezza della proposta.
Al Nuovo Ospedale Unico vengono associati, come esempio, altri edifici quali: un centro di riabilitazione (tipo per malattie degenerative); una clinica specialistica (tipo clinica odontoiatrica low cost); delle strutture ricettive per un Turismo terapeutico (alberghi e SPA); un´area residenziale con parte commerciale-direzionale a scala urbana e, il tutto, immerso nel verde con aree a parco aventi percorsi riabilitativi predisposti per la pratica dell´Ecoterapia, dell´Ecoeducazione, dell´Orticoltura e del Giardino praticati a scopi terapeutici.
Perché  Paesaggio Terapeutico? "Perché in generale e in tale contesto la cura viene intesa come pratica che mira a dare supporto alle persone tramite attività educative e terapeutiche direttamente connesse con l´ambiente. Con questa innovazione progettuale si tenderà così alla valorizzazione degli spazi e del paesaggio come strumento attraverso il quale migliorare l´efficacia dei trattamenti riabilitativi".
In termini economici, quali potrebbero essere gli effettivi vantaggi per la società  Italcementi? "E´ chiaro che la risposta è implicitamente collegata all´operazione economica complessiva che si determinerebbe in funzione degli obiettivi posti dalle Parti coinvolte con l´eventuale Accordo di Programma. Ma, prospettando una variazione della destinazione d´uso dell´area con questa ipotesi e applicandole un indice di edificabilità territoriale minimo di 1mc/mq, si raggiungerebbe una potenzialità edificatoria pari ad un volume di c.ca 640.000 mc che, tradotto in termini commerciali,  potrebbe capitalizzare un valore venale  oscillante dai  64 ai 77 milioni di Euro (facendo riferimento ad  un prezzo di mercato di 100,00/120,00 Euro/mq - ante urbanizazione) .    Infine, se al valore dell´area conseguibile con il cambio di destinazione d´uso  per l´attuazione del supposto "Paesaggio Terapeutico"  aggiungiamo anche il valore delle attività immobiliari atte alla realizzazione degli interventi ivi indicati si genererà un significativo giro di affari che, con l´indotto, potrebbe collocarsi tra i 400 ai 450 milioni di Euro da fare risultare ancora più evidente il lauto ritorno economico complessivo. A questo punto diventerebbe quasi superfluo affermare che non ci sarà alcuna perdita dei posti di lavoro, anzi, si aprirebbe un panorama con alcune centinaia di nuove assunzioni all´orizzonte".

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.