Resoconto dell'incontro sul Piano Antenne

Martedì 18 Luglio 2006 - inquinamento, Basso Vicentino e Berici,

L'incontro del Giovedì 6 luglio, organizzato dal Comitato Tutela del Territorio di Orgiano con il patrocinio del Comune, nella sala del teatro di Orgiano, verteva sull'enucleazione degli indirizzi da seguire per elaborare un Piano antenne intercomunale.

L'incontro era solo preliminare e quindi comporta un impegno successivo di approfondimento operativo, mettendo insieme i comuni limitrofi (Orgiano, Alonte, Sossano, Asigliano Veneto, Poiana Maggiore) per tracciare all'interno del PATI (Piano di assetto del territorio intercomunale) le condizioni di un Piano antenne intercomunale.

Onde evitare la proliferazione sconclusionata degli impianti di telefonia mobile sul territorio, dovuta all'arbitrarietà delle necessità dei soli gestori di coprire il territorio di supporti trasmittenti (tipo umts), con l'effetto di una totale assenza di considerazioni legate agli effetti sulla salute dei cittadini, provocati dall'elettrosmog sprigionato da simili impianti, nonché dell'inquinamenti visivo sul paesaggio, che esso sia di campagna o urbano, la legge regionale urbanistica veneta del 23 aprile 2004, n.11, rimette al “piano di assetto del territorioî (PAT), ossia al documento del piano regolatore comunale contenente le scelte urbanistiche generali e strategiche, il compito di stabilire i criteri per l'individuazione dei siti di localizzazione delle reti e servizi di comunicazione elettronica. La stessa legge poi individua. tra i contenuti obbligatori del PI (Piano degli interventi), cioé il documento operativo del PRG, quello di definire e localizzare concretamente le opere relative ai servizi predetti.
Appare tuttavia evidente come nel settore della telefonia mobile, in molti casi, risulti indispensabile la necessità di un coordinamento tra amministrazioni locali ai fini di una pianificazione unitaria della rete che coinvolga ambiti territoriali più estesi di quelli comunali.
In tal senso risulterebbe ben utilizzabile lo strumento del “Piano di assetto del territorio intercomunaleî PATI, che la legge regionale testé richiamata, prevede quale strumento urbanistico finalizzato, appunto, al coordinamento fra più Comuni per disciplinare in tutto o in parte del territorio interessato ovvero per affrontare singoli tematismi.
Stabilito questo quadro legislativo all'interno del quale viene legittimato lo strumento urbanistico del Piano antenne, é stato messo in evidenza e più ricordato che in assenza di un simile strumento, i gestori (Tim, Wind, Vodafone, ecc.) possono localizzare i loro impianti dove a loro pare più utile ai fini della copertura di rete, e scegliere, in caso di rifiuto del Comune, di fare un contratto con un privato: quindi non solo la comunità sarebbe sottomessa ad esposizione non monitorata e al non minimizzata di campo elettromagnetico, corredata da un impatto visivo anch'esso non minimizzato, ma non usufruirebbe neppure dell'affitto che il gestore deve versare al proprietario del terreno. E si capisce che ad alcuni privati farebbe comodo prendere qualche decina di migliaia di euro all'anno e quindi la speculazione non avrebbe più fine, a meno che un Piano antenne vincoli la localizzazione degli impianti.
Il Piano antenne, invece, permette al Comune (o ai Comuni coinvolti dal PATI), che é responsabile e garante della di salute dei cittadini, nonché vigile sul tenore d'inquinamento visivo di simili interventi, di localizzare le antenne sul terreno comunale, riscuotendo egli stesso il canone, che risulta a questo punto come una giusta compensazione che torna utile al bene della comunità in quanto verranno investiti in servizi al cittadino.
I vari interventi della serata miravano a stabilire il quadro teorico ed operativo all'interno del quale deve prendere forma un Piano antenne.
Il professore Levis Ordinario di Mutagenesi ambientale all' Università di Padova, nonché presidente dell' Associazione per la prevenzione e la Lotta all'Elettrosmog, ha parlato di Campi elettromagnetici e principio di precauzione. Il principio di precauzione é ció che costituisce il principio operativo del Piano antenne, in quanto é solo attraverso di esso che diventano operanti nell'elaborazione del Piano, l'attenzione per la salute dei cittadini. Il professore Levis, ha messo in evidenza come il dibattito sulla nocività dei campi elettromagnetici degli impianti di telefonia mobile, dia luogo a posizioni divergenti in funzione del grado di indipendenza dei ricercatori dai gestori: ovverosia quando le ricerche sono finanziate dai gestori i campi elettromagnetici non vengono ritenute nocivi da queste predette ricerche, mentre quando le ricerche sono finanziate da enti pubblici e quindi indipendenti da mire private, vengono riscontrati effetti nocivi sull'uomo. Quali sono questi effetti: vari tipi di tumore fra i quali il più frequente é la leucemia. Alcuni tumori sono pure più frequenti in soggetti che usano di più il telefonino (tumore dell'orecchio, dell'occhio, del cervello). Per questa ragione, alcuni stati, come l'Austria hanno emanato delle regole sull'uso del telefonino onde limitarne la nocività. » stato ricordato come l'Italia é il paese europeo a più alta densità di telefonini e che il nostro é diventato addirittura terreno di sperimentazione per alcune tecnologie di telefonia mobile, fra le quali quelle che comportano l'eliminazione del telefono fisso.
Il dottore Stampacchia ha esposto le peculiarità tecniche di una piano antenne a partire dall'esempio negativo di Treviso, che vede la presenza di ben un'ottantina di antenne sul solo territorio urbano. Illustrando quello che un piano antenne permette di evitare in quanto si tratta di una razionalizzazione di localizzazione e di una minimizzazione d'impatto, sulla quale si promette di intervenire un progetto di legge regionale ancora in corso di elaborazione e proposto da consiglieri del centrosinistra. » stato sottolineato che la tecnologia UMTS comporta una numero più fitto d'antenne della tecnologia GPRS, in quanto la portata degli impianti UMTS é minore di quella GPRS, e che quindi, di riflesso, il prevalere dell'UMTS implica una maggiore urgenza di Piano Antenne.
Di particolare interesse per il nostro territorio é stata la relazione di Nicola Mistrorigo, membro del Comitato Tutela Territorio di Orgiano e laureando in Ingegneria Informatica. Il suo intervento verteva su quanto esiste sul nostro territorio in materia di antenne per la telefonia mobile. Con un'indagine sul territorio corroborata da una simulazione del campo elettromagnetico realizzata con speciali procedimenti e programmi informatici, sono stati analizzati alcuni siti della nostra zona. Da questa simulazione é risultato abbastanza critico l'effetto dell'antenna situata in centro a Sossano vicina ad una scuola e in mezzo alla case. Questo specifico contributo, proprio per la sua importanza analitica rispetto al nostro territorio, verrà pubblicato prossimamente sul nostro sito. A questo proposito é stato segnalato che la realizzazione di una Piano antenne intercomunale puó permettere di ricollocare in siti di minore criticità antenne gi? esistenti sul territorio.
In conclusione a questo incontro preliminare il sindaco di Orgiano, Marco Zecchinato, ha confermato il suo interesse attivo e fattivo nel mettere in cantiere al più presto, insieme ai sindaci dei paesi limitrofi, un Piano antenne intercomunale attraverso la strumentazione offerta dal PATI.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.