Rassegna Stampa sulla manifestazione di Monselice
Lunedì 31 Maggio 2010 - associazioni, inquinamento, rassegna stampa, provincia Padova,
«Non bruciamoci il futuro»
il mattino di Padova - 30 maggio 2010 pagina 40 sezione: PROVINCIA
MONSELICE. Una raccomandata spedita in Provincia, per dire che il territorio vuole scelte condivise e non imposte. Una scommessa vinta, nonostante la forte pioggia che ha bagnato l'inizio del corteo, la fiumana di gente che ieri ha invaso le strade di Monselice. L'hanno mobilitata i comitati contro il revamping Italcementi, e contro una Bassa Padovana che sembra condannata al ruolo di «pattumiera del Veneto». La stima è di un migliaio di partecipanti. Cittadini, esponenti di comitati da un po' tutto il territorio, politici di tutti gli schieramenti pronti a mettere la faccia su questa battaglia. Consapevoli che il territorio tra i Colli e la Bassa si trova a un punto di svolta. «Se passa questo progetto - tuona Francesco Miazzi - raccoglieremo le firme per sciogliere il Parco». Fischietti, palloncini, striscioni. Un corteo colorato e pacifico, scortato da una cospicua presenza di forze dell'ordine, aperto dal lenzuolo con lo slogan ufficiale: «Non vogliamo bruciare il futuro di questo territorio». La partenza è un po' in insordina, sotto gli ombrelli, ma il serpentone s'ingrossa man mano. Sfilano giovani e meno giovani, cittadini alla prima manifestazione e ambientalisti, dietro i cartelli e gli striscioni che ricordano i tanti fronti aperti nella Bassa. A metà del corteo, la fetta generosa di consiglieri comunali di maggioranza, i «dissidenti» del Pdl Lorenzo Nosarti e Paolo Drago, insieme al consigliere della Lega nord Emanuele Rosina e all'ormai ex assessore «ribelle», Bruno Cama. Il gotha del Carroccio è al completo quando li raggiungono l'onorevole Paola Goisis e il consigliere regionale (e comunale) Santino Bozza. Ci sono i sindaci di Baone Francesco Corso e di Este Giancarlo Piva, il Pd monselicense con Rino Biscaro. Tra i comitati che parlano, in chiusura, anche quello di Orgiano, paese dei Berici sede della cava Italcementi. «Orgiano non la vuole - ricorda il portavoce Francois Bruzzo - Cavano dal 1972 e vorrebbero farlo fino al 2030, passano 500 bilici al giorno». Prendono la parola i politici, e si misura la trasversalità vera. «Mi fa piacere vedere insieme i comitati, la destra, la sinistra e il mio partito - esclama la Goisis - Abbiamo 3 cementifici, 2 discariche, 8 inceneritori di pollina progettati, un termovalorizzatore e l'impianto di trattamento rifiuti a Saletto: diciamo no a tutto questo e combattiamo insieme. Italcementi dovrebbe chiudere tra 5 anni, non possiamo sopportare che inquini per altri 30. Vuol dire condannare il nostro territorio a una morte lenta, abbiamo il più alto tasso di morti per tumori del Veneto». Torna a invocare il dialogo Corso, e bacchetta a distanza l'onorevole Alessandro Naccarato: «Nel movimento trasversale dei 27 sindaci c'è anche il Pd - sottolinea - L'attuale legge elettorale porta in parlamento gente scelta dalle segreterie dei partiti, ma i deputati devono rispondere alla comunità, e questa comunità si è espressa in modo unanime e maturo». «Non hanno voluto darci un referendum, ma la gente ha parlato lo stesso - chiude Miazzi - Oggi mandiamo una raccomandata alla presidente della Provincia: le scelte vanno condivise. Non chiediamo la chiusura delle cementerie: ma togliamo dal tavolo questo progetto e apriamo un confronto. Se passa questo progetto, raccoglieremo le firme per una legge che sciolga il Parco: se deve essere forte coi deboli e debole coi forti, se è solo un carrozzone per mantenere qualche politico, non è il Parco per cui ci siamo battuti, e lo spazzeremo via».
Francesca Segato
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Sfida "trasversale" alla cementeria
IL GAZZETTINO (Domenica 30 Maggio 2010)
Striscioni, palloncini, famigliole e comitati. Ma non solo: politici, amministratori e militanti, e soprattutto tantissimi fischietti. Tutti in piazza contro il revamping. Si è svolta ieri pomeriggio in centro a Monselice la manifestazione di protesta contro il progetto proposto dall´Iltalcementi. Il nubifragio pomeridiano ha sfoltito le file dei manifestanti, che secondo gli organizzatori erano più di 800. Il gruppone è partito alle 17 da piazza Mazzini, sfilando poi nelle vie della città vecchia. Imponente il servizio d´ordine, con i carabinieri, la polizia locale e la protezione civile. Erano presenti tutti i comitati ambientali della bassa padovana, oltre a gruppi provenienti dal vicentino, dal veronese e dalle altre province venete. Ben rappresentata anche la politica locale: hanno sfilato l´ex assessore Bruno Cama, i consiglieri comunali pidiellini Lorenzo Nosarti e Paolo Drago e i leghisti Santino Bozza e Emanuele Rosina. In marcia pure l´amministrazione comunale atestina, con il sindaco Giancarlo Piva e l´assessore all´ambiente, Beatrice Andreose.
Sul palco di fronte al municipio di Monselice è salita anche l´onorevole Paola Goisis, a dimostrazione della "trasversalità" del movimento contrario al revamping. «Quindici anni fa - ha detto la deputata leghista - eravamo qui a raccogliere firme contro l´inceneritore di copertoni. Ora siamo di nuovo qui e consapevoli che in realtà il progetto porterà ad un nuovo inceneritore. Dobbiamo lavorare tutti assieme, in modo indipendente dall´appartenenza politica, perché non vogliamo essere condannati a una morte lenta». «La politica non può accettare - è il commento di Francesco Corso, sindaco di Baone - che il futuro della nostra zona venga deciso da un solo Comune o da una multinazionale». «Non ci faremo imporre - ha concluso Francesco Miazzi, consigliere di centrosinistra - un progetto senza alcuna discussione e alcun confronto. Questa manifestazione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di molte realtà, è una lettera per la Provincia, che avrà l´ultima parola sul revamping».
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Sulla Bassa spira vento di pollina
Martedì in Regione il progetto di inceneritore - Sarà ascoltato il "no" di Provincia e Comuni?
IL GAZZETTINO (Domenica 30 Maggio 2010)
È scattato il conto alla rovescia: martedì la bassa saprà da che parte tira il vento. Vento di pollina, ovviamente, perché è questo il tema della conferenza di servizi in programma a Venezia.
Sul piatto la richiesta di un privato, contestata da mesi da enti e associazioni, relativa alla costruzione di un impianto di produzione energetica tramite le deiezioni animali. Comuni, Arpav, Provincia e Ulss17 hanno già espresso da tempo un parere negativo sul progetto. Ma il peso dei rappresentanti del territorio sarà nullo quando la patata bollente passerà nelle mani della Regione. La commissione tecnica aveva dato il via libera prima delle elezioni regionali di marzo ed ora c´è grande attesa per la posizione della Lega.
Nel frattempo il sindaco di Este, Giancarlo Piva, affila le proprie armi e annuncia battaglia. Un brutto precedente arriva da Roma, dove la normativa sull´argomento dei sottoprodotti e dei rifiuti sta subendo un profondo restyling. Pare che sia allo studio una variazione legislativa che parificherebbe la pollina alle vinacce "esauste". Giusto un paragrafo, quel che basta per aprire la falla nella diga che per adesso trattiene il diffondersi degli inceneritori di deiezioni avicole.
La guerra si combatte su due fronti, visto che anche la Regione aveva trasferito la pollina dalla casella dei rifiuti, non utilizzabili in inceneritori e termovalorizzatori, a quella dei sottoprodotti. Questi possono invece essere usati per produrre energia e calore in semplici impianti, che non necessitano di particolari iter approvativi.
Ferdinando Garavello
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Nessuna fiducia nell´iniziativa
il mattino di Padova - 30 maggio 2010
Amministratori e cittadini rifiutano compatti il progetto del depuratore
SALETTO. Bassa Padovana 2, Columbus 0. Alla seconda uscita stagionale, l´impianto di smaltimento rifiuti liquidi pericolosi di via 1 Maggio incassa un´altra sconfitta, dopo quella registrata alla presentazione del progetto di Dossi. Quasi 150 persone, venerdì sera, hanno presenziato all´incontro organizzato dal Pd del Montagnanese. C´era anche Giorgio Schiavon, amministratore delegato della Columbus Mode.
I sindaci. All´appello mancava solo il Comune di Saletto, la cui assenza è stata fortemente stigmatizzata dai presenti. «I piani provinciali di sviluppo hanno messo dei chiari paletti - ha commentato Giuliano Nicoletti, sindaco di Santa Margherita d´Adige - Un impianto di smaltimento come questo non può essere fatto in una zona così popolata e già abbondantemente vessata da fonti di inquinamento. Possono darmi ogni tipo di assicurazione, ma io continuo a pensare che una struttura del genere sia pericolosa per l´ambiente e la salute». «E´ necessario aprire un tavolo di lavoro sulla questione - ha continuato Barbara Mizzon, sindaco di Megliadino San Vitale - e dispiace notare che in questa problematica qualcuno abbia evitato di coinvolgere i Comuni del territorio. Perché il sindaco di Saletto, che stasera non è presente, non ci ha comunicato con tempestività la notizia?». «A noi fa paura soprattutto il traffico legato a quest´impianto - ha aggiunto Fabio Vigato, assessore all´Ambiente di Ospedaletto Euganeo - Abbiamo già decine di camion che vanno in Sesa: non possiamo tollerarne altri». «Siamo sicuri che l´indirizzo legato a quest´impianto sia veramente sostenibile per questo territorio?», si è limitato invece a dire Sandro Parolo, sindaco di Ponso.
I cittadini. «Il lupo perde il pelo ma non il vizio - è il commento di Marino Mattiazzo, che vive a ridosso degli impianti Columbus - Nei fossi davanti casa, all´epoca della tintoria, vedevo scorrere acque di ogni colore: scaricavano tutto nei nostri scoli pubblici! E se anche su questo progetto non ci fosse nulla da eccepire, come facciamo ad essere sicuri che i controlli saranno costanti?». «L´avevamo detto a suo tempo che la Valdastico Sud avrebbe dato vita a iniziative come queste - sostiene Giorgio Pasotto di Saletto - Ora arriveranno anche le concerie, basta solo aspettare». «Impianti come quelli proposti dalla Columbus non fanno altro che soffocare le vocazioni del nostro territorio. I pregi ambientali della Bassa Padovana sono messi in pericolo in ogni angolo, basti pensare anche al Revamping Italcementi di Monselice», ha affermato Angela Rizzato di Este.
I politici. Oltre a Boris Sartori, erano presenti anche Germana Urbani (conduttrice della serata), Stefano Saoncella e i due consiglieri regionali Piero Ruzzante e Mauro Bortoli. «E´ chiaro: ormai si pensa alla Bassa Padovana come alla pattumiera del Veneto - ha sottolineato il primo - Io credo però che la sollevazione popolare, in questo caso, possa veramente influenzare le decisioni della Regione. Abbiamo già presentato un´interrogazione al Consiglio regionale».
L´imprenditore. Giorgio Schiavon, ad di Columbus, ha cercato di replicare. «Ho offerto gratuitamente al Comune di Saletto la possibilità di partecipare alla società. Ho poi promesso un contributo per pagare un tecnico comunale da tenere in azienda a monitorare la progettazione, la realizzazione il funzionamento dell´impianto. Tutte le norme di sicurezza sono poi rigorosamente rispettate. Cosa posso fare di più?».
NICOLA CESARO











