Prospettive per il 2006.

Lunedì 23 Gennaio 2006 - politica,

L'anno 2006 sarà il figlio dell'anno 2005 in modo particolare per chi si preoccupa per l'ambiente e ha a cuore la tutela del territorio.

Una figliolanza grave e pesante quindi da affrontare forgiando nuovi strumenti e tipologie associative ed operative, che sono l'unico modo per contrastare l'attacco senza quartiere al territorio da parte dell'attuale governo e l'attenzione timida e di facciata per non dire superficiale del centro sinistra, in cui (a parte ovviamente l'energica opposizione dei Verdi di Pecoraro Scanio, presenti sul terreno), l'impegno e l'assunzione di un preciso programma di vera valenza ambientale é fortemente minoritario, isolato all'interno dei singoli partiti e di rito.
Il territorio é sotto assedio: in una politica dominata dalla potenza finanziaria dei palazzinari di cui lo stesso primo ministro Berlusconi é il degno esempio (senza dimenticare il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Lunardi il cui potere e la cui fortuna deriva anch'esso dal consumo del territorio), palazzinari che si ritrovano nel cuore degli scandali che ormai invadono i giornali: dal cosiddetto “clan dei furbettiî alla finanza creativa in cui brilla l'ultima finanziaria che da in pasto ai privati le coste e le spiagge italiane. Il territorio dell'intera penisola é sottomesso ad un attacco speculativo che porta l'Italia ai primi posti del dissesto ambientale in Europa. Anche se si puó sperare in una vittoria del centro sinistra alle prossime elezioni, staremo a vedere quanto tempo quest'ultimo metterà a disfare il dispositivo di sciacallaggio del territorio messo a punto dall'attuale governo, e quanta voglia avrà di farlo; quanta parte del centro sinistra porrà come suo obiettivo almeno un allineamento con le raccomandazioni dell'Unione Europea in materia.
La TAV, la questione energetica, lo smaltimento dei rifiuti e l'inquinamento indicano chiaramente che chi si candida a salvare l'Italia dal baratro in cui sta precipitando abbia le idee confuse in materia. Le vicende della Valle di Susa sono state esemplare e sintomatiche sono state gli atteggiamenti del centro sinistra. Accanto alla totale insensibilità del governo Berlusconi davanti al disagio espresso dalle popolazioni della Valle di Susa, pronto, con la solita ipocrisia che lo caratterizza del “non ho seguito io quella faccendaî, a ripetere il festival del manganello di genovese memoria, il centro sinistra ha fatto il solo passetto di dire di ascoltare la gente mentre la stessa Presidente Presso cavalcava la prepotenza del potere lanciando ultimatum ai suoi elettori.
La situazione di forte attenzione mediatica doveva essere colta per sottolineare come il progetto TAV é gravemente dannoso non solo nel caso specifico della Valle di Susa che gi? sopporta una forte concentrazione di vie di comunicazione oltre ai pericoli dovuti alla presenza di materiali pericolosi tipo amianto che il governo vuole aggirare con una VIA facilitona di comodo, bens' nella sua totalità per l'impianto economico e finanziario che ne sta alla base: Project financing e General contractor che si ritrovano alla base del dispositivo della Legge Obiettivo ideate per accelerare la realizzazione delle Grandi Opere. L'impianto economico TAV e quello della Legge Obiettivo é una vera e propria truffa ai danni dello Stato e quindi dei cittadini: privatizza enormi profitti e socializza enormi perdite che i cittadini dovranno poi affrontare e accollarsi con una carenza ed un impoverimento dei servizi essenziali come gi? si verifica ora nella stessa rete dei trasporti ferroviari. Esperti come Ivan Cicconi, Venosi, Bettini hanno sottolineato questo aspetto e prevedono che se non viene rivisto l'intero impianto economico e finanziario di AV ripreso dalla stessa Legge Obiettivo, l'abisso in cui verserà l'economia italiana verso il 2010 se si continua di questo passo sarà disastrosi e incolmabile.
Quale dei rappresentanti più in vista del centro sinistra quali Prodi, Rutelli, Fassino, ha raccolto queste critiche e usato il proprio bacino di ascolto o di militanza per istruire l'intero paese dell'imbroglio in corso? A nostra conoscenza nessuno. Ci ritroviamo davanti alle stesse timidezze e incertezze, e la stessa bonarietà che il centro sinistra manifestó sulla questione del conflitto d'interesse quando era ancora al governo e poteva fare evitare al paese l'inferno del governo Berlusconi. Una coazione a ripetere che bisogna leggere anche come un sintomo dello scollamento della politica istituzionale dei partiti per rapporto ai reali problemi delle gente e del paese. Un muoversi elefantesco sul territorio da chi dovrebbe avere la sensibilità e l'intelligenza di raccogliere ció che é stato messo a tacere e letteralmente obliterato dal governo di centro destra.
La proliferazione dei comitati di tutela del territorio e dell'ambiente sono una delle conseguenze della politica sorda degli ultimi cinque anni a livello nazionale, regionale e locale, in modo particolare nel Veneto, e c'insegna che un'indipendenza e una prevenzione nei confronti dei rappresentanti istituzionali di vario livello territoriale e amministrativo sono doverose e fondamentali. Lo sforzo organizzativo di questo tipo di associazionismo deve continuare, articolandosi in modo molecolare sul territorio, con la costruzione di reti di collaborazione e comunicazione che gi? esistono in parte ma che devono ancora essere approfondite e radicalizzare soprattutto nella nostra Provincia e con le province limitrofe ora che si dovrà affrontare il percorso della AV visto l'esosità del tunnel sotto Vicenza.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.