Le“Priare” di Sossano: un'occasione che rischia di andare perduta anzi rubata
Giovedì 03 Maggio 2007 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,
Questa seduta della Commissione in cui era presente di diritto anche il sindaco di Sossano, davanti ad alcune difficoltà poste in sedute, é stata poi aggiornata e viene ora riproposta per il marted" 8 maggio prossimo.
Nella lettera aperta veniva esposto al sindaco e all'Amministrazione di Sossano le nostre perplessità maturate dopo un'attenta valutazione del progetto di ricomposizione della cava redatto dal prof. Sedea per conto della ditta escavatrice, queste perplessità erano state anche esposte verbalmente allo stesso sindaco di Sossano, ma notando la disattenzione con la quale venivano accolte le nostre osservazioni e sicuri della loro fondatezza abbiamo deciso di renderle pubbliche e ufficiali attraverso la semplice procedura offerta dalla lettera aperta.
Con rammarico abbiamo potuto verificare che questa nostra lettera é stata accolta con lo stesso mutismo e la stessa incomunicabilità da parte dell'Amministrazione Comunale di Sossano.
Nella lettera si sottolinea che:
a) dagli elaborati del progetto di ricomposizione prodotti dalla Villaga Calce, le sezioni di progetto non sembrano per nulla realistiche nella rappresentazione della situazione attuale dove invece non sono in grado di accettare nessun tipo di piantumazione quale esposte dal progetto;
b) il progetto di ricomposizione presentato é del tutto insufficiente ed inadeguato a contrastare e recuperare lo sfacelo ambientale compiuto dalla Villaga Calce fino alla sospensione manu militari dei lavori da parte delle autorità regionali,
c) che la grottesca soluzione di ossidazione per annerimento si era dimostrata un trucco inconsistente e insignificante presto lavato dalla pioggia l' dove era stato provato,
d) la somma di irregolarità compiute dalla ditta escavatrice (ci si trova in una zona SIC fortemente vincolata eppure si facevano tranquillamente brillare mine procedendo senza una reperibile Valutazione d'Impatto Ambientale e Valutazione d'Incidenza), portava la sessa Procura della Repubblica nel febbraio 2005 ad ordinare il sequestro preventivo d'urgenza “per difformitàî compiute dalla ditta “tali da non consentire la ricomposizione ambientale del sitoî.
Per questi vari punti veniva chiesto al sindaco di esprimersi contro il progetto di ricomposizione proposto, perché mantenendosi sulla sua posizione favorevole rischiava di trasformare in trappola a tutto svantaggio della sua comunità quello che era solo una ennesima sconsideratezza e leggerezza della ditta escavatrice.
Il progetto essendo insufficiente ed inadeguato come l'ha rilevato la stessa Commissione Tecnica esso apriva alla possibilità di rifiutarlo e si poteva fare semplicemente sostenere che quella inidoneità condivisa lo doveva fare stralciare. Mentre esprimendosi a favore (e davvero, la questo punto, non si capisce per quali ragioni inerenti al progetto in questione il sindaco possa essere razionalmente favorevole) si apre la strada a modifiche affrettate (entro l'8 maggio!), raffazzonature, rattoppi di un tessuto progettuale nato male perché col massimo risparmio di denaro e di idee, senza tenuta e fragilissimo davanti all'impatto del recupero da compiere. E in che cosa rischiano di tradursi più precisamente queste raffazzonature? In ulteriore scempio con il peggioramento dello stato attuale del cantiere.
Siccome gradoni e pedate degli stessi gradoni sono inadatti ad accogliere la piantumazione prevista dal progetto presentato allora si dovrà trovare il materiale per renderli adatti a tale compito, ricordiamo peró che la ditta non ha mai accantonato durante gli anni di escavazioni quel materiale nel sito, come lo prevede la normativa vigente che d'altronde é stata cos' pesantemente disattesa da provocare l'intervento dei carabinieri. Dove si troverà nel sito questo materiale benché esso non sia mai stato accantonato? In quello che non é mai stato scavato, in quel famoso terzo lotto stralciato nell'ampliamento del 1990 perché doveva costituire una quinta per impedire la visibilità del cantiere dal paese stesso di Sossano. Il dente salvasguardo la cui preservazione faceva parte delle prescrizioni espresse dalla Commissione Regionale. E questo significa 5 anni di ulteriori lavori e movimento terra (e perché non, a questo punto, brillamenti di mine) che dovranno sopportare gli abitanti di Sossano. Una burla!
Con questo espediente infelice verrà perpetuato ed accentuato uno scempio superiore al quello gi? esistente e da sanare con la ripresa pesante dei lavori e dei danni di chi sta vicino alla cava.
Invece cosa si poteva e si doveva fare? Ricordiamo che il professore Sedea, autore dell'inadeguato progetto di ricomposizione é noto a chi segue da vicino le attività di cava e miniere sui Berici in quanto, (oltre ad essere stato un componente delle C.T.R.A.E) lo troviamo come coordinatore dello stesso insieme (una terna o una quaterna) di tecnici che ha firmato gli studi d'impatto ambientale per l'ampliamento della miniera Costa Benedetta di Meledo e per l'attualissimo progetto di nuova cava sul Monte Cogolo di Albettone (che in linea retta sarà proprio visibile dalle prime alture di Sossano come ora le Priare di Sossano sono visibili dal Monte Cogolo!) che “bizzarramenteî ( ma di bizzarro c'é poco, chi ha poche idee lo mette sempre in evidenza) promette un scenario molto simile a quello sossanese, una cava quasi gemella. Esaminando i progetti di ricomposizione del prof. Sedea, troviamo sempre le stesse soluzioni, opera secondo uno schema altamente prevedibile, e secondo principi di elaborazione del progetto che sono state ogni volta contestate nelle sede opportune (Commissione VIA) per la loro modalità di articolazione e la loro base costitutiva.
» l'Amministratore che in questo momento preciso deve essere lungimirante e cogliere l'opportunità di segnare un punto, e un punto notevole, un match point, considerati la triste emblematicità delle Priare e il fatto noto che l'attuale amministrazione di Sossano ha basato la sua battaglia elettorale in grande parte sulla questione delle Priare. Per esempio, si poteva opporre a quel misero e disgraziato progetto, il bando di un bel concorso di idee aperto ad architetti o progettisti di paesaggio, fare una mostra dei progetti cos' ideati, di modo che la popolazione di Sossano potesse anch'essa partecipare alla valutazione del progetto più idoneo e cos' avere proprio l'opportunità di riprendersi il proprio territorio.
L'occasione quando é perduta in questo modo puó assumere la valenza di un furto, uno scippo ai danni della popolazione, in cui non solo la cava ora sigillata, ritorna ad attivarsi per altri cinque anni con tutti i disagi collaterali e correlati, ma inoltre questo potrebbe essere la scorciatoia che la ditta benché altamente responsabile della tremenda situazione ambientale attuale, intravede per uscire dal penale in cui si era avventurata, e a poche spese.
Burla di tutte le burle ma scenario possibile, futuribile e da non sottovalutare: ricordiamo che la stessa ditta é proprietaria di un terreno proprio nelle immediate vicinanza del sito attuale alla fine dei lavori di “ricomposizioneî (usiamo le virgolette perché si puó ora capire che ricomposizione ci sarà poco di più che la parola), fra forse cinque anni quale sarà il quadro normativo Regionale e Provinciale in materia, e oltre il quadro normativo, il quadro politico? E in funzione di queste varianti che, tempo permettendo, possono avere effetti paradossali, la stessa ditta escavatrice potrebbe senza troppo impicci normativi chiedere un'ampliamento della cava a lavori di “ricomposizioneî (sempre con le virgolette)compiuti.
Il modo di evitare che ricrescano le teste dell'Idra di Lerna (perché Ercole o supereroi non pretendiamo essere), e di segnare un match point decisivo non solo per Sossano, ma per molte altre situazioni simili sui Berici, e di vincere in questo modo la partita, facendo cos' da esempio e dando un buona lezione di comportamento virtuale in una materia cos' drammatica per i Berici come quella della cave, é di giocare d'anticipo e di non lasciare tempo a chi dal tempo puó solo trarre vantaggio sempre ai danni del territorio e della sua tutela. Colpo di scena e colpo di spugna possono coincidere.
Il nostro compito di informazione e di avvertimento l'abbiamo svolto. Ora che tutti gli interessati sono stati informati non potranno più dire che non sapevano o che non potevano immaginarselo. Il nostro non é pessimismo ma realismo, crudo e nudo.











