Presentazione del progetto della Berica Immobiliare sulla miniera di Meledo.

Venerdì 15 Settembre 2006 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,

Dopo l'incontro pubblico dovuto dalla Berica Immobiliare alla comunità di Meledo alcune riflessioni s'impongono, visto che questo incontro é il primo della serie nera che vede la fascia del Basso Vicentino dei Monti Berici sotto il tiro raggruppato di varie ditte di escavazioni:

a ridosso di Meledo toccherà a Orgiano per la presentazione alla Commissione VIA regionale dell'ampliamento della già megacava di calcare per cemento da parte dell'Italcementi (con incontro pubblico a Ogiano previsto per il 20 settembre), poi Barbarano con la nuova ostinata richiesta della ditta Thiene di concessione sulla collina di Monticello (assemblea pubblica proposta questa volta dal Comune di Barbarano a fianco dei comitati il 25 settembre), e infine San Germano dei Berici ai primi di ottobre, per una nuova concessione che vede sempre la stessa ditta Thiene come richiedente.

Ma concentriamoci su quanto é accaduto mercoled' 13 settembre a Meledo, che promette di anticipare il tenore dei prossimi incontri a brevissima scadenza. Prima di tutto l'incontro in questione non era altro che la presentazione dovuta secondo la procedura VIA, dello Studio d'Impatto Ambientale che un gruppo di tecnici commissionati dalla Berica Immobiliare ha realizzato, con il fine teorico di valutare la sostenibilità del progetto di escavazione mineraria della Costa Benedetta e del Monte del Prete. Specifichiamo subito che la valutazione di sostenibilità di cui si tratta é solo il fine teorico presupposto dalla procedura VIA, essendo invece la sensazione di chi ha letto l'intero dossier e sentito la presentazione, che il fine reale é di portare il progetto della ditta richiedente a buon fine. In parole povere: i tecnici che hanno redatto il SIA vengono scelti e pagati dalla ditta richiedente e il contraddittorio tecnico diventa cos' oneroso che una comunità deve spesso usare soltanto semplici fucili davanti a chi usa arme tecnologicamente molto sofisticate. “C'est l'argent qui fait la guerreî.
Il cantiere proposto non é altro che lo stesso che era stato bocciato l'anno scorso, ma usando questa volta una procedura, la VIA, che permette di saltare la Provincia di Vicenza che é dichiaratamente molto restia a concedere nuove concessioni ed ampliamenti e che, in questo frangente, puó esprimere solo un parere non vincolante.
I dati presentati dallo Studio sono completamente diversi dalle analisi e dai pareri tecnici espressi in precedenza sia per quanto riguarda la quantità di minerale presente (caolino) sia in quanto riguarda la sua qualità. Mentre precedenti analisi specifiche mettono in evidenza la quantità ridotta di caolino insufficiente a motivare l'enorme asporto di altro materiale inutile per lo scopo e la ragione di un'attività che si definisce mineraria, mentre le stesse autorevoli analisi fatte da tecnici indipendenti (ma nel mezzo c'é anche un parere consone con queste analisi, emesso dall'allora più autorevole rappresentante dell'Ufficio regionale miniere) giudicano di povera qualità il minerale estratto (spurio al punto di rendere un porcellana irrimediabilmente giallina!), ora i tecnici non certo indipendenti per i modi in cui vengono reclutati ma il cui parere rischia di pesare in modo preoccupante sulle decisioni della Commissione VIA, dicono proprio che il minerale c'é in un rapporto dell'uno per due del materiale totale cavato e di una qualità che si puó definire buona. » chiaro che con la fase delle osservazioni ora aperte (50 giorni), la commissione VIA dovrà decidere a chi credere. Ci dispiace usare questi termini ma in questo cose molto serie per il nostro territorio e la nostra gente che ci vive, é meglio chiamare gatto un gatto, piuttosto che nascondersi dietro alla maschera verbale del felix felix.
Maschere verbali e teatrino della scientificità sono espressioni adatte per lo spettacolo a cui si é potuto assistere a Meledo e vedremo quanto di tutto ció ritroveremo nell'incontro pubblico che l'Italcementi farà ad Orgiano il 20 settembre prossimo. Quando difatti i presentatori sono stati bersagliati dalle domande di un pubblico del tutto scontento e incredulo a quanto assisteva, ci si é potuto accorgere che portati dagli intervenuti fuori dal copione a cui pensavano attenersi, le battute diventavano imprecise e le risposte completamente sbagliate. Da bocciatura secca per uno studente universitario di primo anno. Caduto il sotterfugio verbale e tecnologico, tutti hanno potuto vedere che il re era nudo.
Citiamo due momenti lampanti. A una domanda sulla viabilità, il fragore della caduta del palco é stato clamoroso: i tecnici si erano fermati al fatto che i bilici passavano per Lonigo, mentre invece tutti sanno che ora che Lonigo non li vuole più e che questi passano per Monticello di Fara, come lo ha ribadito un abitante del posto che ha invitato i presentatori a prendere il caffé a casa sua per verificare come i numerosi bilici difatti fatto da incongrui miscelatori dello zucchero dalle vibrazioni a cui sottopongono le tazzine. Un secondo momento significativo é stato quando in risposta ad una precisa domanda circa la forte opposizione territoriale a questo stesso progetto manifestatasi l'anno scorso nella stessa sala e che aveva portato all'adeguamento della legge regionale sulle miniere a quelle sulle cave (in quanto ai compensi risarcitivi per i comuni interessati all'attività di miniera), i tecnici demandati dalla ditta hanno dimostrato di saperne nulla e hanno addirittura ammesso di non avere mai cercato un colloquio preventivo con il Comune di Sarego. Per loro l'impatto ambientale non ha niente che fare con la gente: il territorio é solo un'astrazione “tecnicaî, chi vive sul territorio a questo punto non esiste.
Tante sono le obbiezioni al SIA presentato, compresa la riluttanza con cui i tecnici hanno risposto alle legittime domande inquiete degli astanti mentre é cosa dovuta per legge. Fra queste obbiezioni oltre a quelle gi? espresse più sopra, sta per esempio il fatto che non é stato preso in considerazione che quel cantiere e il suo traffico indotto si va a sommare sui due gi? esistenti e vanno a gravare in breve successione sullo stessa viabilità fragile e pericolosa di collina (numerose curve e pendenze irregolari); non sono chiare le modalità dello svolgimento dei sondaggi; non si dice come é stato finora utilizzato il minerale estratto (piatti scarsi ed improbabili o sottofondo stradale?); perché alcuni terreni in cui del minerale si trova a grande profondità sono stati preferiti e letteralmente scambiati con terreni in cui il minerale si trova a scarsissima profondità? Forse allo scopo reale dell'escavazione sono più pregiati i sassi e quindi la nostra miniera é una cava con obblighi normativi ben diversi anche se tuttora laschi? Le piante protette dalla normativa SIC (festuca brometaria) che ancora l'anno scorso hanno salvato il Monte del Prete, dove sono andate a finire? Per non dimenticare che invece di un monte si avrà una conca e che chi vi abita presso un si ritroverà davanti a una grande buca (un riferimento paesaggistico cancellato non rientra in una valutazione d'impatto ambientale?). Sono solo alcuni delle obiezioni che verranno sistematicamente elencate, descritte e approfondite nelle osservazioni al suddetto SIA e che saranno valutate dalla Commissione VIA. Confidiamo nelle istituzioni e che quindi il giudizio finale avverrà in modo dovutamente serio e oggettivo. Parlando di istituzioni, dobbiamo concludere sulla poca considerazione che i tecnici di scena il 13 settembre a Meledo hanno dimostrato su questa materia, andando perfino a definire il Piano d'Area dei Berici una “dichiarazione d'intentiî e ad accusare i consiglieri regionali, di cui alcuni erano presenti, di lassismo per non avere ancora approvato un credibile PRAC (mancata approvazione che favorisce una regolamentazione inadeguata in modo particolare sul fabbisogno regionale, che per ora torna utile a chi vuole scavare senza freno sprecando georisorse non rinnovabili). I “nostriî tecnici hanno invece cos' palesato di farsi strumenti dell'opportunismo di chi approfitta di un comodo vuoto legislativo per operare al proprio vantaggio lasciando in soffitta l'etica ambientale che significa anche rispetto del prossimo (Papa Ratzinger dixit). Sotterfugio per sotterfugio: per travestire l'effetto disastroso della conca che prenderebbe il posto del Monte del Prete uno dei tecnici, che tra l'altro siede anche nella commissione edilizia di Sarego (lupus in fabula!), ha prospettato sul fondo della buca l'ideazione di una finta dolina? Il paese dei balocchi, il gatto, la volpe, Pinocchio? si recitava a soggetto.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.