Prac: contenuti dell'incontro di orgiano del 28 marzo 2009
Domenica 22 Marzo 2009 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,
Gentile direttore,
il Suo giornale ha scritto più volte sull’approvazione del Piano Regionale di Attività di Cava da parte della giunta del Veneto. Ha riferito anche di un convegno organizzato dall’Albo dei cavatori sulla questione, convegno in cui erano presenti i massimi responsabili degli uffici regionali competenti. A quanto mi risulta, in nessun articolo apparso sulle vostre colonne si specifica che il Piano in questione si applica soltanto a due tipi di materiali d’interesse regionale del gruppo A, le sabbie e le ghiaie, mentre non riguarda un importante materiale dello stesso gruppo, i calcari per cemento, che costituiscono una delle georisorse più caratteristiche dei Monti Berici, pure associate con attività estrattive a cielo aperto fra le più impattanti sui nostri Monti, in particolare modo, a sud, nel Basso Vicentino, come testimoniano per esempio le cave di Orgiano, Alonte, Sossano, Villaga, Albettone, San Germano dei Berici. Questa esclusione è ovviamente ben presente ai redattori del Piano adottato a settembre: a pagina 11 della Relazione introduttiva al Piano alludono infatti a un ulteriore e differenziato Piano Regionale di Attività di Cava che si occuperà questa volta dei materiali del gruppo A (calcari per cementi) non inclusi nell’attuale Piano, nonché dei materiali di interesse regionali di gruppo B (i laterizi,materiale detritico, calcari per industria, calcare per costruzioni, granulati, marmorino e basalti appartengono al gruppo B). Fin qui è tutto chiaro per chi legge il Piano, e questa lettera ha anche come scopo di informare più precisamente i vostri lettori su questa specificità applicativa roconosciuta del Piano che come tale, deve ancora affrontare l’esame del Consiglio Regionale per essere definitivamente approvato.
Però c’è un altro problema. L’attuale Piano rimanda al quadro legislativo regionale vigente che fa riferimento alla Legge Regionale n. 44 del 1982. Esiste tuttavia presso la Regione Veneto un Progetto di Legge n.92 del 18 ottobre 2005, di iniziativa della Giunta regionale che mira a sostituire la tuttora vigente LR n.44 del 1982. Questo progetto non è stato ancora discusso dalla Terza Commissione, competente in questa in materia e presieduta dalla vicentina Giuliana Fontanella, ma lo potrebbe essere nei prossimi mesi. Con varie associazioni di cittadini e comitati vicentini abbiamo fatto un’accurata lettura del testo del progetto di legge in questione e siamo tutti convinti che offre un quadro legislativo decisamente peggiorativo se confrontato a quello vigente. Nei primi mesi nel 2008 abbiamo ottenuto un’audizione presso la terza commissione alla quale abbiamo fatto parte delle nostre preoccupazioni in quanto cittadini residenti nell’area dei Berici, depositando successivamente presso la stessa commissione le nostre osservazioni. Abbiamo comunicato le nostre osservazioni a sindaci con siti estrattivi operanti sul loro territorio, che le condividono e che sono anche loro allarmati da questo progetto di legge regionale.
Quali sono i punti più critici per un abitante dell’area dei Berici? Quello più infausto prevede l’esclusione dei calcari per cemento da materiali di gruppo A che diventano invece materiali di gruppo B: nei materiali di gruppo A rimarrebbero a questo punto soltanto le sabbie e le ghiaie di cui si occupa il Piano appena adottato, esclusione che viene accompagnata da un comma decisivo (articolo 5), che precisa che il Piano Regionale di Attività di Cava 'può' occuparsi dei materiali di gruppo B. Un 'può' che rende difatti facoltativo un Piano regionale che disciplini in modo specifico l’estrazione di tutti questi materiali … Il progetto di legge legittimerebbe in questo modo l’attuale Piano come piano sufficiente ed esauriente dell’attività di cava e non più parziale quale invece è ora. Se questo progetto legislativo dovesse raggiungere tale e quale l’approvazione è lecito temere una deregulation funesta per i luoghi in cui sono presenti quelle georisorse che il nuovo progetto convoglia nel gruppo B. E oltre che sui Berici, l’effetto deleterio paventato si ripercuoterebbe sul paesaggio dell’Altopiano di cui abbiamo tutti un’impressione visiva già spesso dolente per la diffusione di cave a cielo aperto. Un altro punto notevolmente critico del progetto di legge scaturisce dall’articolo 12 in cui vengono considerevolmente ampliate le aree soggette ad attività estrattive: si allargano alle zone D e F le aree di potenziali estrazioni oltre alle zone territoriali E che sono le uniche ad essere considerate come aree di potenziali escavazioni dal quadro legislativo tuttora vigente. A facilitare l’effetto macchia d’olio dell’espansione delle aree di potenziali estrazioni contribuisce la cancellazione delle percentuali che fissano nella legge vigente il tetto di aree estrattive in funzione della superficie del territorio di ogni singolo comune (3% nel caso di cave di sabbia e ghiaia, 5% nel caso di cave di argilla).
Infine, aggiungiamo brevemente che il progetto di legge cancella del tutto disposizioni strategiche comunque presenti nella tuttora vigente legge n. 44 del 1982 e che raccomandano particolari attenzioni per la sostenibilità dell’uso di risorse non rinnovabili e non riproducibili, invocando la ricerca di materiali alternativi, e che, per di più, a parte il Parco degli Euganei giù evocato nella legge 44, il progetto di legge regionale non allude mai all’esistenza in Veneto di sopraggiunte aree di particolare tutela regolamentate da norme europee, quali le Zone di Protezione Speciale e i Siti di Importanza Comunitaria.
Affinché la questione venga pubblicamente discussa in modo preciso e mirato al territorio dell’area berica, i consiglieri regionali competenti e più sensibili sulla questione (per ordine alfabetico Nicola Atalmi Gianfranco Bettin, Giuseppe Berlato Sella, Mara Bizzotto, Dario Bond, Giampaolo Bottacin, Roberto Ciambetti, Giancarlo Conta, Onorio De Boni, Giuliana Fontanella, Claudio Rizzato, Lucio Tiozzo) sono stati invitati ad incontrare i sindaci del Basso Vicentino (sindaci di Albettone, Alonte, Barbarano Vicentino, Orgiano, Poiana Maggiore, San Germano dei Berici, Sarego, Sossano, Villaga, Zovencedo) a Orgiano il sabato 28 marzo prossimo alle ore 15.30, nella sala del Teatro. L’incontro è organizzato dal Comitato Tutela Territorio di Orgiano e Asigliano Veneto, dal Comitato Intercomunale Tutela Area Berica e beneficia del patrocinio del comune di Orgiano.











