Piano cave: anche il trevigiano in tumulto
Giovedì 30 Ottobre 2008 - estrattive, provincia Treviso,
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Articolo della Tribuna di Treviso
LUNEDÌ, 27 OTTOBRE 2008
Pagina 10 - Cronaca
L’appello: ‘I trevigiani lo fermino in consiglio regionale, altrimenti sarà la
Fine’. Puppato: ‘Sarebbe meglio sfruttare i materiali riciclati’
Legambiente: piano cave devastante
Il presidente Zanoni: ‘Il via libera agli ampliamenti fa saltare ogni vincolo’
http://quotidianiespresso.extra.kataweb.it/finegil/tribunatreviso/Edizione_27_Ottobre_2008/scelta_web.html
‘Il nuovo piano regionale sull’attività di cava è un ulteriore regalo alla
lobby dei cavatori’. Legambiente stronca il Prac, adottato marted“ dalla
giunta regionale. Per la Marca, finalmente, cala la quota di escavazione
prevista per i prossimi anni. Ma per Andrea Zanoni, presidente provinciale di
Legambiente e di Paeseambiente, si tratta solo di uno specchietto per le
allodole: ‘Il Prac - dice - ha come nuova regola non l’apertura di nuovi siti
ma la possibilità di ampliare l’escavazione l“ dove si è già scavato: cos“
salterà l’unico debole paletto che avevano i cavatori, il limite del 3%’.
Il Prac prevede per la provincia di Treviso quattro aree estrattive per un
totale di 6 milioni 825 mila metri cubi annui di ghiaia estraibile. Due aree,
ad oggi non ancora scavate, resteranno congelate per i prossimi 5 anni, poi si
vedrà. La prima è fra Godega, Orsago e Cordignano; la secondo fra Cimadolmo e
Santa Lucia di Piave. Poi ci sono altre due vaste aree già molto scavate in
cui, già da subito, si potrà scavare ancora tramite ampliamento: a nord di
Castelfranco e la più vasta zona compresa fra Spresiano, Arcade, Istrana,
Paese e Trevignano. Ecco la bomba: con l’approvazione del Prac a Treviso si
scaveranno 1.034.848 metri cubi in meno, certo, ma oltre 6 milioni di metri
cubi annui di materiale potranno essere prelevati nelle cave già esistenti che
si trovano appunto nell’area Spresiano-Arcade-Istrana-Paese-Trevigianno,
denominata IE3, che avrà il monopolio. «E cos“ potremo dire addio al paletto
del 3% sull’escavazione fissato dalla vecchia legge 44 del 1982 - dice Zanoni
- Come il vecchio piano di escavazione era un regalo ai cavatori, anche quello
nuovo non cambia linea. Scavare ancora dove si è già scavato significa
autorizzare porcherie come la cava Morganella di Paese, 700 mila metri, ci sta
dentro una volta e mezza la città del Vaticano, una profondità di 40 metri
oltre la falda con in ballo la richiesta di arrivare fino a 65 metri.
Prendiamo atto che la lobby dei cavatori continua a dettare legge - incalza
Zanoni -: in Veneto sono potenti come i petrolieri in Texas: fanno quello che
vogliono. non resta che sperare nel passaggio in consiglio regionale: ci
appelliamo ai consiglieri trevigiani anche di maggioranza: fermate
l’obbrobrio, difendete la Marca trevigiana da questo nuovo assalto’. Il
sindaco di Montebelluna Laura Puppato è allarmata: ‘La filosofia non cambia, e
pensare che se si impiegassero i materiali riciclati si potrebbe coprire il
70% del fabbisogno di ghiaia’.
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