Biodigestore ad Asigliano: le osservazioni del comitato
Mercoledì 03 Novembre 2010 - rifiuti, relazioni tecniche, Basso Vicentino e Berici,
Osservazioni
Al
Progetto definitivo di un Impianto di messa in riserva e trattamento mediante cernita, selezione e biodigestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (FORSU) con recupero ai fini energetici del biogas prodotto presso il Polo Industriale Ca' d'Oro in Comune di Asigliano Veneto, presentato da Berica Utilya SpA
OSSERVAZIONE 1.
Chiediamo alla Provincia di Vicenza e agli enti preposti di verificare il rapporto fra la Berica Utilya SpA proponitrice del progetto in oggetto e la Utilya Srl che ha assegnato l'appalto dopo avvenuta gara.
Questo rapporto appare poco chiaro nei punti del SIA del progetto in oggetto che vi accennano.
Cosa significa questa cosiddetta sinergia?
- Chi sono esattamente i membri azionisti della Berica Utilya Spa?
- Visto la sovrapposizione e la confluenza della denominazione delle due società, ci sono fra gli azionisti della Berica Utilya Spa individui che direttamente o indirettamente sono coinvolti nella Utilya Srl che risulta a capitale pubblico? Ovvero: ci sono amministratori o persone coinvolte nella gestione dei comuni soci della stessa (Alonte, Asigliano Veneto, Lonigo, Pojana Maggiore, San Germano dei Berici, Villaga, Zovencedo)che direttamente o indirettamente (attraverso familiari, congiunti o simili) sono coinvolti nella Berica Ullitya SpA .
Questa trasparenza è necessaria quando una società a capitale pubblico promuove un gara d'appalto e la assegna ad una società privata. Tale trasparenza non viene messa in atto dal SIA in oggetto neppure nei suoi prodromi.
- Visto che si è trattato di una gara d'appalto sarebbe necessario nell'ambito del principio di trasparenza a cui rispondono le valutazioni VIA conoscere i dettagli delle modalità in cui questa gara d'appalto è stata svolta e con che criterio di relazione qualità/prezzo la gara è stata aggiudicata dalla società a capitale pubblico Utilya Srl alla società privata Berica Utilya SpA.
È doveroso che i cittadini siano adeguatamente informato di questo ultimo aspetto visto che una società a capitale pubblico quale la Utilya Srl è all'origine di questo progetto.
OSSERVAZIONE 2.
Vari elementi compresi del quadro programmatico di riferimento, in modo particolare il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento vigente e l'attuale assetto legislativo (e non si può addurre ad impianti legislativi in via di formulazione come lo fa a più riprese il SIA in oggetto) in materia di trattamento dei rifiuti e particolarmente incalzanti in merito al progetto in oggetto, non vengono preso in considerazione e risultano trascurati.
Nell'attuale sistema gestione rifiuti la FORSU è considerata come parte della filiera rifiuti (come ben lo dimostra la direttiva comunitaria europea in materia) e come tale rimane inquadrata in ciò che prevede in proposito il DM 5/09/94 in materia di industrie insalubri come lo specifica a pagina 20 il manuale pubblicato dall'Agenzia Nazionale per la protezione dell'Ambiente e dall'Osservatorio Nazionale sui Rifiuti intitolato Il recupero di sostanza organica dai rifiuti per la produzione di ammendanti di qualità che individua fra le restrizioni alla localizzazione d'impianti simili a quello in oggetto i vincoli generati « in particolar modo», dal «DM 5 settembre 1994 recante "Elenco delle industrie insalubri di cui all'articolo 216 del Testo Unico delle leggi sanitarie".»
Riteniamo quindi errato è fuorviante il ritenere l'impianto in oggetto come non appartenente alla categoria delle industrie insalubri le cui N.T.O di zona produttiva di Asigliano escludono la presenza secondo quanto prescritto da delibera comunale del 2004.
Ricordiamo che tale delibera è il risultato di una strenua e tenace lotta della gente di Asigliano, di frazioni limitrofi di Orgiano e di Pojana Maggiore contro la variante che istituì la zona produttiva in questione. Tale coraggiosa opposizione si tradusse in un ricorso al TAR del Veneto autofinanziato dal pubblico ricorrente ed è per rispondere ai quesiti posti da quel ricorso che l'allora amministrazione comunale di Asigliano formulò la delibera che esclude industrie insalubri quali quelle a cui appartiene l'impianto in oggetto. Chi considera valida la capziosa argomentazione della Berica Utilya SpA mirante ad vanificare questa delibera, si assume una responsabilità politica priva di ombrello in campo amministrativo ambientale e particolarmente sprezzante e beffardo nei confronti della gente che impegnò in modo esemplare energie proprie e risorse finanziarie personali per ottenere una garanzia che si vuole cancellare per vie politiche.
Questo dovrebbe portare ad una Variante che passa sopra la testa dei cittadini di Asigliano.
Lo stesso progetto parla della necessità di un'ulteriore variante per portare alla localizzazione dell'impianto sulla zona D5 che è a vocazione Agroindustriale.
Asigliano si trova così presa d'assedio da volontà ed interessi esterni compattati nella Utilya Srl e viene da chiederci come mai i comuni soci della Utilya Srl non si assumano loro la responsabilità di accogliere sul loro territorio questo impianto così lodevole. Lonigo oppure Pojana per esempio producono probabilmente più FORSU di Asigliano e il vigente PTRC raccomanda d'altronde un serio esame proprio in quella direzione, tramite l'articolo 41 primo comma in cui si stabilisce che prima di qualunque variante venga compiuto un studio condotto almeno a livello
intercomunale di disponibilità di aree già destinate e senza compiere una variante per cambiare una destinazione di area.
Appare quindi logico ed di buon gusto politico che i comuni soci della Utilya Srl si guardino in casa per capire chi di loro possiede aree disponibili e già destinate ad impianti di questa tipologia e nel caso in cui una simile area da loro esiste, accogliere il progetto della Berica Utilya SpA su quel terreno da loro già destinato, e lasciare stare Asigliano che non vuole questo impianto.
E quando l'Utilya Srl acquistò i lotti di Asigliano sapendo dei vincoli presenti su quell'area che rendono difficile la localizzazione di quell'impianto se non vengono imposte delle varianti dall'alto, a cosa pensava? Forse all'aiuto decisivo di qualche santo protettore? Un' altra cosa difficile da mandare giù.
Comunque lo studio d'impatto ambientale non porta nessun esame della possibile disponibilità di aree già destinate a questa tipologia d'impianto sui rispettivi territori di competenza di ogni singolo comune socio della Utilya Srl e per questo risulta poco convincente oltre che incompleto. Tale esame doveva figurare in quella parte dello Studio d'Impatto Ambientale in cui si devono individuare le possibili alternative al progetto oggetto dello SIA.
OSSERVAZIONE 3.
L'impianto per funzionare in modo tecnicamente opportuno ed economicamente redditizio (e se non si ipotizza di raggiungere un volume di FORSU economicamente redditizio non si capisce perché una ditta quale la Berica Utilya dovrebbe iniziare un simile percorso progettuale) avrà bisogno del FORSU non solo proveniente da zone della provincia di Vicenza lontane dal Basso Vicentino, ma soprattutto proveniente da altre provincie così come lo ha sottolineato l'ing. Trevisan rappresentante di spicco della Berica Utliya SpA, nella presentazione pubblica del S.I.A. ad Asigliano Veneto il giorno 9 settembre 2010. Questo particolare aspetto del funzionamento dell'impianto comporta due conseguenze notevoli.
- a. Ciò significa che su Asigliano confluirà un trasporto proveniente da altre province. Il S.I.A. del progetto in oggetto rimane nella più totale vaghezza sulla viabilità usata dal mezzi di trasporto per il rifornimento dell'impianto, proprio in quanto non si sa ancora da dove proverrà neppure la quantità minima per il funzionamento minimale dell'impianto (15.000 tonnellate annue) e a maggiore ragione la quantità necessaria al suo funzionamento ottimale (30.000 tonnellate). I comuni soci non producono un simile quantitativo di FORSU annuo, anzi ne produrrebbero addirittura solo il 10% (a questo punto perché localizzarlo proprio nel Basso Vicentino!!!!????? e non in zone di alta produzione di FORSU verso le quali portare il FORSU di zone che ne producono poco anche per ragioni di efficienza della raccolta differenziata messo in atto nel Basso Vicentino ), quindi per ragioni economiche l'impianto avrà bisogno di rifornimento provenienti da non si sa dove con relativo traffico pesante.
Questa vaghezza di provenienza del FORSU necessario che si ripercuote su una vaghezza sulla viabilità che subirà l'impatto del trasporto pesante collegato al rifornimento dell'impianto, pregiudica della validità del S.I.A. che su questo punto non riesce a fornire chiarimenti idonei e attendibili.
- Si ipotizza uno scarto del 20 al 22% del FORSU totale che dovrebbe finire in discarica. Questo quantitativo di scarto dovuto alla qualità del FORSU e questa procedura di smaltimento dello scarto medesimo sono state ribadite dallo stesso Ing. Trevisan rappresentante della Berica Utilya SpA.
Il Basso Vicentino che produce una quantità di FORSU ridicolmente irrilevante per rapporto alle necessità dell'impianto grazie alle pratiche virtuose della sua raccolta differenziata, vedrà gravare sul proprio territorio un imponente massa di FORSU di bassa qualità di zone del vicentino e di altre provincie o altre regioni poco virtuose su questo capitolo.
Inoltre quel 22% di scarto andrà a finire in discarica. E quale discarica? Non si sa. Probabilmente nel Vicentino che dovrà smaltire in proprie discariche lo scarto di FORSU (6600 tonnellate) proveniente dal altre province .
Appare palese che la volontà di localizzare un simile impianto ad Asigliano Veneto è il frutto di una ponderosa forzatura a livello socio ambientale e di un mero interesse economico che non trova nessuna legittimazione di tipo territoriale ad installarsi sul suolo di Asigliano.











