Dall'onorevole Vascon sulle nuove aree industriali

Sabato 01 Marzo 2003 - politica, Basso Vicentino e Berici,

Mercoledì 26 Febbraio 2003. Bassovicentino. Il parlamentare leghista interviene sulle nuove aree industriali. ‘Sindaci, piano con i Prg’. Vascon: zone produttive stop, completare l'esistente


di Lino Zonin


´L'Area Berica é un'isola felice: stiamo attenti a non rovinarla con
iniziative avventate’.
La pensa cos' l'on. Luigino Vascon, parlamentare di riferimento del
Basso Vicentino, zona in cui divampa la polemica sulla volontà
manifestata da alcuni sindaci di realizzare nuovi e massicci interventi
urbanistici per ampliare le aree produttive.
´Con l'annunciato arrivo del tratto di prolungamento a sud della
"Valdastico" - continua il deputato leghista - la nostra area avrà
indubbi benefici per quanto riguarda la mobilità di persone e merci’.
´Oggi, per andare a Vicenza, dobbiamo correre sopra un argine ed é
quindi assolutamente necessario potenziare le infrastrutture e creare
nuove e migliori possibilità di collegamento’.
´Questo non significa peró che il Basso Vicentino sia da considerare una
terra di conquista per chiunque voglia insediare nuove fabbriche’.
Una posizione in sintonia con quella dei molti comitati spontanei sorti
negli ultimi tempi.
´Dei quali condivido le preoccupazioni ed apprezzo le iniziative -
afferma Vascon - ma ai quali non voglio aderire per motivi di
opportunità politica. Ritengo sia giusto soddisfare le esigenze delle
aziende gi? presenti, completando o, al massimo, ampliando di poco le
aree produttive che sono gi? presenti’.
Ma sono fermamente contrario alle mega-lottizzazioni che snaturano il
territorio ed aprono la strada ad una industrializzazione diffusa, della
quale non si sente affatto il bisogno. Dobbiamo imparare dagli errori
compiuti in altre zone della provincia qualche decennio fa, e cercare
delle vie di sviluppo alternative e di minore impatto ambientale’.
L'onorevole Vascon non condivide quindi l'operato di quei sindaci che
puntano alla realizzazione di nuove aree produttive.
´In molti casi - aggiunge il parlamentare di Sossano - si tratta di
sindaci a fine mandato, che stanno completando la seconda delle due
legislature ammesse per legge’.
´Capisco il desiderio di qualcuno di "firmare" con grandi opere il suo
passaggio nel governo della cosa pubblica; ma a volte le impronte che si
rischiano di lasciare sul terreno sono degne di Attila’.
´Per questo sto caldeggiando la proposta di legge ideata per consentire
un terzo mandato, in modo da poter diluire nel tempo la smania di
protagonismo di molti primi cittadini’.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.