mai più fabbriche che puzzano!
Mercoledì 04 Dicembre 2002 - industrie, provincia Verona,
Il territorio di Zimella é da tempo interessato dagli odori delle concerie. Sorto un Comitato territoriale per la salute. il sindaco Lunardi si schiera decisamente contro gli inquinamenti e prende posizione il parroco di Zimella, don Sigfrido Crestani a difesa dell'ambiente.
nell'area artigianale di Zimella, sorta con lo scopo di dare Impulso all'economia della zona e di rinsanguare ln asfittiche entrate della cassa comunale, da qualche anno sono sorte tre quattro industrie legate alla rifinitura della pelle. Alle assicurazioni, fornite all'amministrazione comunale, che non si trattava di vere e proprie concerie si é presto giunti alla presa di posizione di quanti abitano o lavorano nei pressi dell'area artigianale a causa degli odori dovuti dalle emissioni dei prodotti usati per la colorazione delle pelli e dei solventi Nei mesi scorsi é stato costituito anche un appo-sito comitato territoriale e salute, dichiaratamente apartitico. 'I fondatori, si legge nell'atto costitutivo sono cit-tadini, imprenditori e lavoratori che si sono stancati di vedere il territorio messo a disposizione di industrie che nulla hanno a che fare con la nostra economia e che non si preoccupano dei danni che provocano. Ció che maggiormente preoccupa sono i danni alla salute che tali tipi di industrie potrebbero provocare". Una presa di posizione netta di salvaguardia dell' ambiente e di tutela delle persone che é stata condivisa in pieno sia dall'amministrazione comunale di Zimella che dai parroci della zona. La mia Amministrazione ha preso subito a cuore il pro-blema" ci spiega l'attuale sindaco Giancarlo Lunardi" e proprio in queste ultime settimane abbiamo cercato di rimediare alla concessione rilasciata dalla precedente Giunta comunale modificando il regolamento esistente. Da oggi in poi non sarà più possibile permettere insediamenti come quelli attualmente esistente in località San Vito. Se ci siamo mossi dopo le lamentele dei cittadini a causa delle esalazioni? Certamente. Abbiamo controllato che ci siano vasche stagne, in modo che i liquidi risultanti dalle lavorazioni siano trasportate con autobotti al depuratore di Arzignano. Pià volte, inoltre, abbiamo chiesto l'intervento dell' Arpav per i dovuti controlli: tutto é sempre risultato nei parametri previsti dalla legge. E' stato presentato anche un ricorso al Tar avverso al rilascio della concessione da due aziende della zona. Ancora non siamo venuti a conoscenza della sentenza emessa in aprile, ma ho il fondato sospetto che ci sia avversa. Ed é stato in seguito a tutto questo che ab-biamo deciso di non volere più questo tipo di attività nel nostro territorio". Anche il parroco di Zimella, don Sigfrido Crestani, ha preso posizione dal pulpito nei mesi scorsi in particolare contro l'installazione del collettore, il famigerato tubo, che proprio in questi giorni é stato interrato nel territorio comunale ed é oramai giunto alla fine della corsa all'altezza del fiume Togna Piovego Acquetta. In un foglio rivolto ai fedeli il battagliero parroco, che a molti ricorda don Tarcisio Biasin il sacerdote che nei primi anni 80 condusse a Spessa una strenua lotta contro una salatura di pelli, aveva definito l'inquinamento come un vero e proprio atto terroristico contro le persone e la natura. "Il Colognese sta diventando - é stata la sua amara conclusione- la discarica dei "poveri" conciari che a nord non trovano i soldi per depurare l'acqua che avvelenano". "Occorre avere il coraggio- sostiene un altro sacerdote di Cologna Veneta, di prendere decisioni alle quali nessuno deve sottrarsi. Anche la cultura e la religione sono chiamate in causa. Nessuno puó stare a guardare, perché tutti hanno il dovere di difendere l'ambiente e la salute dei cittadini".
articolo di Rino Boseggia
il basso Veronese











