Notiziario di luglio
Sabato 26 Luglio 2003 - notiziario, Basso Vicentino e Berici,
é costituito da persone appartenenti a varie fasce di età e varie aree professionali che si sono trovate unite e concordi contro la volontà dell'autorità comunale di adottare un'immane variante al piano regolatore generale di circa 578.000 mq (più di un centinaio di capannoni!) alla quale si devono aggiungere 90.000 mq di zona residenziale che l'autorità comunale ha deciso di presentare direttamente in Regione, senza farla passare ulteriormente attraverso il processo delle osservazioni e controdeduzioni sottraendola in questo modo alla discussione pubblica. Appoggiandosi su una consistente base di consensi in loco, il Comitato ha poi esteso le sue iniziative al territorio del comune di Asigliano che da parte sua aveva già approvato una variante al PRG di 356.000mq (54 capannoni).
Per quanto riguarda Orgiano, l'attività iniziale del Comitato é consistita nel fare uscire le informazioni dalle usualmente deserte sedute del Consiglio comunale per portarle in piazza a conoscenza della gente di Orgiano, provando a penetrare in modo capillare nelle conseguenze che tale variante poteva comportare dal punto di vista ambientale e sociale. Per fare questo il Comitato ha coinvolto esperti di vari settori che hanno portato il loro contributo informativo alla gente del nostro paese in vari incontri organizzati a questo fine. La gente ha capito ed é venuta numerosa per esprimere il suo dissentimento dalle iniziative del comune ed ha affollato, compatta, le sedute del consiglio comunale che non sono mai state cos' gremite. Davanti a tutto ció la maggioranza consigliare, guidata dal sindaco e sotto la sistematica protezione di una decina di agenti delle varie forze dell'ordine presenti in ogni seduta relativa al PRG, intestardita, ha portato avanti la propria volontà di rifondere il territorio di Orgiano e il suo assetto sociale, economico, ambientale e paesistico. Dopo la nostra protesta articolata in vari modi ed occasioni, a questo punto, erano stati stralciati (cioé cancellati dall'iniziale area di 578.000 mq) una quantità di 275000 mq. Nell'ultimo consiglio comunale del 7 luglio, ritiratasi la minoranza consigliare dall'aula, la variante in questione é stata approvata con l'aggiunta di 30.000 m_ che sono stati sottratti all'area stralciata che sembrava salva e che cos' é stata erosa di circa il 10%. Ricordiamo che quando erano stati consultati gli industriali e artigiani di Orgiano avevano originariamente avanzato la necessità di soli 15.000 mq per il loro fabbisogno di sviluppo e che le 1200 firme raccolte per cancellare e ripensare l'intera variante sono state snobbate dalla maggioranza consigliare. Nel consiglio del 7 luglio, oltre la variante appena descritta, é stata approvata la variante n. 1 del 2003 che consiste nella circonvallazione che permetterebbe di sottrarre il cuore del paese al traffico pesante ma il cui tracciato é molto discutibile in quanto non sfrutta nessun tracciato o sistema viario preesistente, tagliando e sezionando invece strade ora esistenti, creando aree morte per l'agricoltura (appezzamenti di terreno dilaniati da incroci o incastonati fra circonvallazione e sistemi viari o abitativi gi? esistenti) che di solito sono chiamati a trasformarsi in ulteriore cemento.
In quanto riguarda Asigliano, tutto é andato molto veloce con una giunta che ha approvato alla chetichella una variante mastodontica per il piccolo paese e che secondo attendibili previsioni demografiche dovrebbe portare ad un aumento del 60% della popolazione del luogo per l'apporto di manodopera venuta dall'esterno mentre tuttora non é prevista una zona residenziale. Le nuove zone industriali di Orgiano e Asigliano saranno quasi a ridosso l'una dell'altra provocando una concentrazione industriale che manderà a ramingo l'attuale assetto ambientale e sociale a dispetto di qualsiasi ragionevolezza. Davanti alla fretta della giunta di Asigliano e del suo sindaco, l'unico strumento rimasto era il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale che come Comitato, con l'appoggio di numerosi cittadini di Asigliano, abbiamo intrapreso.
Se per Asigliano si é dovuto ricorrere al TAR ottenendo comunque, prima di una qualunque decisione di quell'organo di giustizia amministrativa, una correzione del tiro da parte della giunta comunale di Asigliano che ha di recente manifestato l'intenzione di apportare le dovute modifiche alla propria variante onde evitare le lavorazioni della concia e da essa derivanti (senza la nostra azione quindi la concia era pronta ad insediarsi!), per Orgiano e le sue due varianti dobbiamo ora aspettare le decisioni della Regione che verranno prese esaminando le osservazioni alle quali ha in modo preponderante contribuito il Comitato, e le controdeduzioni fatte dai tecnici interpreti e traduttori in linguaggio specialistico della volontà della maggioranza consigliare. Solo davanti alle decisioni prese dalla Regione, si potrà elaborare una successiva strategia di risposta e costruire se necessario i presupposti per un ricorso al giudizio del TAR.
L'azione del Comitato di Tutela si svolge in contatto con altri comitati della zona e ha costituito con loro un Coordinamento la cui prima manifestazione é stata la “Prima pedalata tra i colliî dello scorso 22 giugno che ha visto la partecipazione di più di un centinaio di ciclisti. Ciascun comitato lotta nella propria area per il medesimo scopo di uno sviluppo sostenibile e non selvaggio, per una dinamica che sappia sfruttare con nuove idee ció che il nostro territorio mantiene tuttora di identità ambientale, paesistica e di particolare equilibrio sociale, e non un destabilizzante e avventuroso riassetto urbanistico imitato da modelli vecchi e per nulla attraenti che hanno dato vita a ció che é diventato il magma socio urbanistico e industriale dell'alto Vicentino e che conosciamo tutti quando da Valdagno scendiamo verso Lonigo passando per Montecchio Maggiore (e se provate a tagliare per Montorso e Montebello non é certo migliore per gli occhi, il naso, i nervi, la salute!). Voler infliggere tutto questo al nostro territorio e a chi lo abita é segno di arretratezza e di una spregiudicata applicazione di idee vecchie di tipo protoindustriale da cui anche responsabili regionali e nazionali (lo stesso ministro Matteoli sul Corriere della Sera del 13 luglio) vogliono prendere le distanze.
Segnaliamo che Sossano ha di recente approvato una variante di 269.000 m_ che si svilupperà proprio ai confini con Orgiano. Una nuova imponente cava deturperà le colline della Val Liona che fanno da fondale al borgo medioevale di Campolongo. Fra Sossano, Orgiano, Asigliano e Alonte, se si lascia solo fare la speculazione edilizia e i promotori, ci ritroveremo con qualcosa come 150 capannoni in più fra qualche anno con tutti i danni ambientali e disagi sociali che ne deriveranno anche se avessimo a che fare con attività industriali pulitissime che producessero solo aria pura (aumento del traffico, aumento della concentrazione di abitanti con servizi ospedali e scuole del tutto inadeguati ad assorbire le necessità della pressione demografica,ecc. ). E per finire il quadro davvero preoccupante che minaccia di fissare e imprigionare il nostro territorio in un futuro bituminoso, é di recentissima proposta il passaggio del TAV (Treno ad Alta Velocità) in zona Teonghio-Spessa. Vicenza che é politicamente forte a vari livelli amministrativi e istituzionali, visto che il treno nella sua stazione non si ferma non lo vuole, se non totalmente invisibile per Vicenza città e dintorni, quindi se non passa in galleria e interrato lo manda da chi é politicamente debole a vari livelli di rappresentanza e non alza la voce: cioé il Basso Vicentino.
Facciamo quindi il possibile per evitare questa sistematica distruzione dell'identità paesistica e dell'equilibrio socioeconomico del nostro territorio con i conseguenti danni alla qualità della nostra vita e alla nostra salute.
La nostra attività non si limita alle grandi questioni legate allo stato di assedio che sta subendo in questo momento il nostro territorio qual'é descritto più sopra, ma anche a questioni più spicciole di tutela ambientale di quotidiana amministrazione.
Il Comitato di Tutela non ha scopi di lucro e deve sostenere le proprie azioni per fare valere i diritti del cittadino all'informazione, alla salute, alla giustizia e vigilare sulla tutela dell'ambiente con la generosità dei propri soci e simpatizzanti e il volontariato dei suoi membri attivi. Un ricorso al TAR costa 5000 Euro, dobbiamo anche sostenere spese di perizie e consulenze di esperti necessarie alla correttezza ed efficacia delle nostre procedure e iniziative, per questo un'offerta libera é sempre benvenuta.











