La nefasta ninnananna del nonno Nani

Giovedì 18 Ottobre 2007 - architettonici, Basso Vicentino e Berici,

C'era una volta?. Magari! Invece del passato indefinito e fuori tempo delle fiabe bisogna purtroppo usare il presente. C'é un signore chiamato Nani che é presidente di un ente questo si fuori tempo, ente del pleistocene della cosa amministrativa, organismo dinosauro della gestione territoriale che torna a seviziare la tranquillità della vita degli Orgianesi.

Il dinosauro cavalcato dal presidente Nani si chiama come tutti sanno Consorzio di Bonifica della Riviera Berica , si tratta di un relitto dell'era predemocratica da ancien régime i cui membri, il presidente compreso, sono eletti secondo l'infausta regola del censo: i proprietari di una maggiore quantità di terreno hanno diritto a un più grande numero di rappresentanti, benché nel complesso, dal punto di vista numerico, essi siano difatti ampiamente minoritari. Il Consorzio di Bonifica la cui rata il presidente Nanni insiste a fare pagare anche a chi vive in centro città contro le indicazioni della stessa Regione Veneto in materia, verte su un principio latifondista. Chi comanda sono i grandi proprietari terrieri! Anche quando questi sono agricoltori come lo stesso presidente Nani, non si capisce perché possono decidere vita morte e miracoli del nostro territorio anche quello che fa parte integrante dei beni comuni.
Il Consorzio di Bonifica si occupa prevalentemente di questioni idriche e per questo sta sobillando la stampa locale e le autorità provinciali della necessità di bacini di raccolta. Ebbene parliamo pure di problemi idrici e di bacini di raccolta. L'inclinazione del presidente Nani non é di usare invasi esistenti con cave dismesse, ma bens' di appoggiare la richiesta di nuove cave (vedi il caso sciagurato di Bosco di Nanto) o l'ampliamento di cave esistenti (vedi l'ultimo notissimo caso di Orgiano). In altre parole il presidente Nani sembra prestare man forte ai cavatori ed altri guastatori del territorio. Il caso di Orgiano é cos' lampante che basta ricordare in poche parole le memorabili apparizioni di Nani attorno a questa vicenda:
1. Egli sposa senza discuterne il primo progetto Dal Prà commissionato dalla ditta Italcementi gi? nel maggio del 2004 (perché Nani dice subito un “siî incondizionato all'Italcementi cominciando immediatamente il suo battage pubblicitario sulla stampa locale senza confrontarsi con il territorio?) 2. Nel cuore del 2006 l'Italcementi presenta il suo progetto di raddoppio della cava di Orgiano e la sua dovuta Valutazione d'Impatto Ambientale nella quale appare la proposta di recuperare il sito finale come bacino di espansione: Nani se ne fa sempre di più il pubblico alfiere facendo anche brutta figura nel primo incontro pubblico di Orgiano dove rivela di misconoscere i dettagli salienti del progetto, nonché?. la dimensione dell'unico lago naturale dei Berici, il lago di Fimon, che viene sorpassata dall'artificiale lago di acqua sporca e inquinata (diciamolo subito) di Orgiano
3. Il nostro Comitato raccoglie una montagna di firme contro il progetto di ampliamento, espone i suoi dubbi sui problemi di carsificazione del fondo di cava e la qualità dell'acqua che verrebbe raccolta nel bacino, la nuova amministrazione comunale approfondisce la questione della carsificazione con uno specifico studio geologico il cui risultato contrasta con quello della ditta Italcementi che assicura invece che il fondo cava é totalmente impermeabile, e Nani entra in tutte le furie, “Questo il comune non lo doveva fare!î grida come un bambino a cui si toglie il giocatolino. Cioé secondo lui, l'amministrazione comunale non doveva accertarsi della tutela del proprio territorio e della propria gente, usando gli strumenti a sua disposizione!!!
Sul Giornale di Vicenza del 12 ottobre, Nani il sobillatore torna a rovinare la pace degli Orgianesi, con una mossa da accusatore dell'attuale amministrazione di Orgiano. E questo non é più sopportabile! Proprio perché il presidente con il suo ente dinosauro, quando ora torna a lamentarsi dei problemi idrici dovuti all'impermeabilizzazione del territorio si dimentica che uno dei corresponsabili di questo risultato é proprio lui, che ha dato il suo bene placet sull'impatto idrico dei milioni di metri quadrati di zone produttive escogitate in questi ultimissimi anni nel Basso Vicentino. Dopo avere detto che 350.000 mq di Asigliano non avevano impatto idrico degno di rilievo, lo stesso per i 350.000 di Orgiano, lo stesso per la pandemia da cemento di Alonte, con il mega progetto Triveneto cavi che costituisce un vero e proprio mostro idrovoro che va pure bene al presidente Nani (é chiaro che l'amministrazione di tassoniana scuola di Alonte é una sua alleata in questa direzione), ora sprona per l'ampliamento della cava Italcementi, senza preoccuparsi dei danni irreversibili che puó causare al territorio. I danni sono l'effetto tragico della ninnananna che Nani scrive con il nostro territorio.
I vigneti dei Monti Berici soffrono non a causa delle decisioni pesate come quella presa dall'attuale amministrazione di Orgiano ma casomai a causa dalla malapolitica idrica passata e presente del Consorzio di Bonifica di cui Antonio Nani é il presidente granitico, irremovibile e ostinato.
E che la smetta pure di fare balenare il bacino idrico (riempito con l'acqua di lavaggio delle zone artigianali che lo stesso Consorzio di Bonifica ha avvallato) come una soluzione imminente: si prenda il tempo di leggere i faldoni della VIA presentato dalla ditta Italcementi e vedrà che prima che il bacino sia in funzione come lo asserisce, sui Berici potrebbero gi? crescere banane.
E che si aggiorni: una Valutazione d'Impatto Ambientale non viene realizzata per modulare soltanto un si, serve anche a ponderare un deciso no.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.