Morire di inquinamento
Giovedì 19 Dicembre 2002 - salute,
Un esercito inerme muore ogni ano.E' enorme: 3 milioni di persone; vuol dire che in media ogni giorno,feste e domeniche comprese,perdono la vita 8 219 persone .Ma , malgrado la sua consistenza,quell' esercito é destinato a soccombere,perché il suo nemico é subdolo quanto micidiale: si chiama inquinamento.Miete 3 volte più vittime di un altro temibile avversario , gli incidenti stradali. Con la differenza che questi ultimi fanno notizia.
Il dato delle perdite viene dall' OMS , l' organizzazione mondiale della sanità, lo si puó trovare sulle pagine di un bollettino che pochi conoscono, ma che molti dovrebbero leggere: quello dell' “Earth Policy Institute” organismo specializzato in indagini ambientali . Uno dei cui esperti piu autorevoli Bernie fishlowitz-Roberts, segnala:”il fatto che i decessi causati dall' inquinamento superino di molto quelli degli incidenti stradali suggerisce il bisogno di ridefinire le nozioni stesse di sicurezza. Come dire che sottovalutiamo colpevolmente un fenomeno di devastante portata. I dati del bollettino sono impressionanti, anche perché entrano del dettaglio proponendo alcuni casi limite . .
Così in Francia, Austria e Svizzera, l' inquinamento risulta responsabile di più di 40000 decessi l' anno, circa la metà dei quali é attribuibile direttamente a quello provocato dalle emissioni dei veicoli a motore a scoppio. E negli stati uniti, a fronte di 40 mila vittime sull' asfalto, ce ne sono 70mila uccise da fenomeni legati all' inquinamento.
Commentando questi numeri,Fishlowitz denuncia: “I governi si sono già da lungo tempo impegnati a ridurre gli incidenti stradali, punendo coloro che guidano a velocità pericolose, arrestando o ritirando la patente a chi guida sotto l' influsso di alcool. Ma prestano molta meno attenzione alle morti causate dall' inquinamento, che non sono, peraltro, meno reali e drammatiche”.
Imputati : industrie e automobili.
Sotto accusa ci sono soprattutto il monossido di carbonio, l' ozono, il biossido di zolfo, gli ossidi di zolfo, gli ossidi di azoto ed il particolato, tutte sostanze che provengono principalmente dall' utilizzo di combustibili fossili, significa che sul banco degli imputati finiscono principalmente le industrie e le automobili. Gli effetti possono essere micidiali: ad esempio, l' esposizione prolungata al monossido di carbonio provoca rallentamento dei riflessi e sonnolenza; il biossido di azoto puo provocare l' asma e ridurre le funzioni polmonari; il particolato fine (prodotto soprattutto dai motori diesel) puó depositarsi negli alveoli polmonari, ed associato alla crescita dei ricoveri ospedalieri per problemi respiratori e cardiovascolari. Un autorevole conferma a questi segnali di allarme viene dalla rivista “sciente” , attraverso una ricerca condotta in alcuni dei principali paesi n via di sviluppo, il che dimostra che non siamo in presenza solo di un fenomeno riferito alle nazioni ricche: ozono e particolato causano la crescita della mortalità, fanno aumentare i ricoveri, provocano complicazioni asmatiche e bronchiti, sono responsabili di vari tipi di danni polmonari.
I costi sociali.
Non ultimo le malattie correlate all' inquinamento provocano dovunque un forte lievitare della spesa sanitaria. Sempre per portare alcuni esempi concreti , nella provincia di Ontario, in Canada, con una popolazione di circa 12 milioni di abitanti, il solo inquinamento atmosferico costa ai cittadini almeno un miliardo di dollari l' anno per ricoveri ospedalieri , visite al pronto soccorso e assenze dal lavoro. .
Secondo i dati della Banca Mondiale, i costi sociali dell' esposizione alle polveri sollevate dagli incendi in 3 grandi città orientali come Bangkok, Giakarta e Manila, sono pari al 10% circa delle entrate totali dei primi anni novanta.
Insomma, un bollettino che lascia il segno. Ma che passa colpevolmente inosservato , sia in un opinione pubblica poco disponibile a cambiare i propri stili di vita, sia in governi poco sensibili a introdurre misure certamente impopolari e, tuttavia, salutari. Della serie: come farsi (pesantemente) del male da soli.
Fonte: il messaggero di sant' Antonio.
dicembre 2002











