miniera Meledo: la commissione regionale concede vergognosamente l'ampliamento

Lunedì 25 Agosto 2008 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,

comunicato del comitato tutela territorio area berica in data 5 agosto 2008 la commissione regionale via ha approvato l’ampliamento del cantiere minerario monte del prete entro la concessione della costa benedetta di sarego.

Questo ennesimo 'golpe' estivo al territorio vicentino, è stato perpetrato nonostante che questo Comitato di cittadini abbia segnalato alla VIA che lo studio di Impatto Ambientale prodotto dalla ditta Berica Immobiliare srl, contenesse palesi inesattezze, errori, e dati fuorvianti, come l’ultimo in ordine di tempo (quello del 16 luglio 2008), relativo al carotaggio effettuato sopra il cumulo di materiale argilloso accatastato dalla ditta stessa. Questo per poter dimostrare che all’interno del cantiere esiste un forte banco di argille e per poter convincere la Commissione sulla consistenza della miniera .
Senza contare il fatto che la miniera è all’interno del SIC 'Colli Berici'( Sito di Importanza Comunitario tutelato da 'Rete Natura 2000'), all’interno del quale la ditta stessa ha ammesso che esistono 'specie prioritarie', la presenza delle quali avrebbero escluso la concessione mineraria.
L’apertura di questo cantiere minerario , assieme a quello limitrofo del cantiere minerario 'Graone' , inoltre, porterà alla viabilità locale un appesantimento insostenibile. Sono previsti oltre 200 camion al giorno da e per la miniera Costa Benedetta, che si sommeranno ad altrettanti in entrata e in uscita del limitrofo cantiere 'Graone', il tutto sulla stretta strada che da Sarego porta a Grancona e tutti questi mezzi pesanti si riverseranno sulla statale Lonigo - Alte Ceccato. In relazione alla viabilità, il Comitato Intercomunale Tutela Territorio Area Berica (C.I.T.T.A.B.) ha pure messo in evidenza per la stessa Commissione quanto i percorsi viari ipotizzati nel progetto fossero inattendibili per false informazioni sulle strade disponibili per il taffico pesante da cava, ma apparentemente la Commissione non ci ha sentito forse perché doveva fare passare il progetto in questione a costo di apparire ridicola.
Infine la ditta, già in passato, ha dimostrato di non essere interessata alle argille , ma al materiale calcareo presente sul posto .

Pertanto questo è il reale paradosso di questa concessione mineraria : si sacrificherà un territorio di oltre 30 ettari , tutelato da più leggi e da più piani , si apriranno fronti di avanzamento di calcare alti 50 metri, per estrarre , forse, soltanto 15.000 mc di argille con caratteristiche che vanno da scadenti a molto scadenti , per un loro eventuale utilizzo, secondo quanto classificato dal R.D. n° 1443/27 e accertato dal Centro Ceramico di Bologna , e invece si caverebbero 5.250.000mc. di calcari.
Se, come si presume, la Giunta Regionale , farà proprio questo parere, questo Comitato di cittadini farà ricorso al TAR del Veneto e se questo non basterà, porterà la questione davanti al Consiglio di Stato.

C.I.T.T.A.B.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.