a Monselice intimidazioni degne di un territorio di camorra

Lunedì 15 Novembre 2010 - segnalazioni, provincia Padova,

Si parla di un’Italia difficilmente unita, ma quanto ci viene qui raccontato di Monselice e del clima che si è creato attorno al revamping del cementificio, quanto si racconta di alcuni territori del Casertano o della Calabria avviene anche da noi: un Italia unita nel degrado generalizzato della vita sociale e politica.

Dopo la riuscita e partecipata assemblea/convegno di venerdì 12 a Monselice si sono verificati alcuni episodi che non intendiamo sottovalutare. Sabato pomeriggio la moglie di Paolo (portavoce del comitato) con figli al seguito, è stata fermata da alcuni lavoratori presenti al presidio "pro-revamping" e le frasi rivolte  "ora facciamo sul serio... state attenti..."  suonavano come una pesante minaccia. Sabato notte, persone ignote hanno avuto la brillante idea di mettere due sacchettini pieni di escrementi umani sul tappeto di casa mia... Sono venuti i cc per raccogliere la segnalazione.
domenica mattina è toccato ad un altro consigliere comunale, colpevole di essere contrario al revamping, essere pesantemente apostrofato mentre transitava in piazza san Marco nei pressi del presidio. Poi ci sono purtroppo tanti altri piccoli episodi... volantini strappati messi davanti casa di un esponente dei comitati... minacce e offese quando eravamo al banchetto di raccolta delle diffide, nostre le locandine strappate sotto gli occhi di tutti, etc...


Contemporaneamente arrivano diverse segnalazioni di fumi e odori che invadono il quartiere di monte ricco... e non è difficile capire da dove provengano. Abbiamo la netta sensazione di trovarci di fronte ad una strategia precisa (dove ogni soggetto - azienda - sindacato - politici amici - svolge il suo compitino) rivolta ad intimidire gli oppositori del revamping e convincere la popolazione che è "meglio ammodernare gli impianti"...
Insomma. vorrebbero impedirci di dire quello che pensiamo dei cementifici e di questo progetto. Ma non ci faremo intimidire e continueremo con le nostre iniziative, chiedendo alle autorità che sia garantita l'agibilità e la possibilità a tutti di esprimere liberamente le proprie  opinioni.

un saluto.

a cura di: Francesco Miazzi