Orgiancrac: derive e strumentalizzazioni

Sabato 15 Maggio 2004 - economia, Basso Vicentino e Berici,

C'era da aspettarselo, la maximulta di 6 miliardi di vecchie lire piombata sull'amministrazione comunale, non certo come un fulmine a ciel sereno ma piuttosto coperto con qualche bel nuvolone nero ad incudine che non prometteva nulla di buono, intravisto già a luglio dell'anno scorso,

sta provocando derive tormentose e preoccupanti presso i più sinceri ed inquieti mentre c'é chi strumentalizza derive e inquietudine per trarre qualche vantaggio ancora una volta dalla situazione.


Lo si é potuto verificare nella riunione convocata dal sindaco, riservata alle associazioni che si é svolta lo scorso gioved" 13 maggio alle ore 21 presso la sala consiliare.
Era tutto da ascoltare per capire l'aria che tira, gli umori e le tendenze che circolano nel tessuto orgianese più apparicente nella vita del paese. Cominciamo dalle derive.
Si é potuto constatare che gran parte della serata é stata dedicata all'incriminazione della giustizia italiana secondo un copione che va di moda nel conformismo massmediatico e politico attuale, che scaccia via pensiero e cultura critica per appiattire tutto su un sapere mediocre e un uso limitato della riflessione. Con l'effetto forse intenzionale di deviare l'attenzione, questa palla é stata mandata in campo dal sindaco, tramite un discorso molto ozioso sull'istituto giuridico della presupposizione (fondamentale nello spuntarla della controparte in questa causa), da lui esposto come uno scolaro prova a riprodurre concetti base maldigeriti. Poi, in modo scapestatro, é stata inforcata un'allucinante distinzione fra giurisprudenza e diritto di preoccupante analfabetismo qualunquista, che porterebbe a radere al suolo con il solito scavatore cosi tanto amato dai nostri sindaci, tutte le facoltà di giurisprudenza d'Italia e mettere al rogo libri di Weber, Schmitt, Kelsen e del nostro Bobbio, per citare solo testi fondamentali.
C'é chi la palla l'ha comunque raccolta, con il conseguente inabbissamento nella mediocrità a effetto oscurantista, adducendo all'interpretazione giuridica come male della giustizia italiana.... Ma per fortuna c'é chi non é caduto nella trappola ed é andato al dunque, rimproverando al sindaco di non avere insistito su una trattativa e colto l'occasione di un'apertura della controparte ad una soluzione in tempo utile, quando l'attuale primo cittadino era al suo primo mandato. Le risposte del sindaco sono rimaste vaghe e poco verificabili.
Altre voci hanno insistito concretamente che bisogna cogliere ancora l'occasione di trattare o "patteggiare" per una somma inferiore con la parte Vicariotto prima che venga registrata la sentenza... il sindaco su questo si é trovato impreparato e confuso.
Ma su due cose non é rimasto confuso. Prima sul sottolineare che la maximulta implica l'ovvia mobilitazione di fondi riservati a servizi non indispensabili, come quelli svolti dalla maggiore parte delle associazioni presenti in sala, e quindi richiamare alla necessità del volontariato che vuole peró anche dire, in questo caso, un quasi totale autofinanziamento. Il secondo punto é stata invece una schieta strumentalizzazione della maximulta e del conseguente tornado finanziario per tentare un affondo nei confronti di chi, come il comitato e la dimissionata opposizione, ha ritardato il perfezionamento della variante facendola passare da quasi 700.000 mq a quasi 350.000 mq, ritardando così entrate ICI che ora sarebbero ben venute (invece di dovere sicuramente aumentare l'attuale tasso), o addirittura, accennando al caso ex-Filippini, contro chi (citazione testuale) "se ga autocastrà con le proprie mani" facendo rinforzare il vincolo della Soprintendenza sull'edificio in questione, rendendolo difficilmente vendibile. Al quale argomento c'é chi non ha mancato di opporre altri beni alienabili di maggior valore e minore importanza urbana e storica.


Il pudore morale e l'umiltà non sono certo il forte del sindaco, così come non lo é la chiarezza operativa, e ci si chiede a che cosa doveva servire la riunione di gioved", in cui le uniche cose molto probabilmente pensate, preparate e studiate per l'incontro erano questi due ultimi punti elencati appena più sopra. Si puó pensare che nel ciclone il cui occhio-voragine si sta avvicinando sempre di più e lo potrebbe travolgere, l'Amministratore principe cerchi disperatamente consensi su cose che gli hanno fatto fare bruttissima e torva figura davanti al paese e anche fuori.


C'é chi pensa che queste varie riunioni non servono al confronto per qualcuno a chi il confrontarsi con gli altri non é mai importato, ma solo ad una strategia di vittimizzazione di chi le convoca. Peró le voci impazienti che si sono alzate l'altra sera hanno dimostrato che c'é chi non si lascia prendere al gioco.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.