il Buongiorno si vede dal mattone

Venerdì 26 Dicembre 2003 - notiziario, Basso Vicentino e Berici,

Dal nostro ultimo notiziario di ottobre il fronte dell'urbanizzazione selvaggia del nostro territorio ha lanciato un'altra proposta di ulteriore invasione e conversione questa volta di vecchie pietre, in mattone sonante.

Oltre alle stesse cifre di 150.000 mq di residenziale che prospettano 1500 nuovi abitanti in tempi abbastanza brevi da stordire anche i fieri polli che seguono imperterriti chi li porta al macello, anche un antico fabbricato di via Perara, dirimpetto alla mura della Villa Fracanzan in una posizione ben leggibili su una nota mappa di Orgiano del 1670 verrà prossimamente distrutto per lasciare posto ad una cosiddetta “sala polifunzionaleî del cui uso non si é addirittura ancora discusso come recita la delibera, e quindi un bel giorno ti ritrovi con i negozi come lo dovevano diventare gli ex filippini . Per decidere, sul conto di quelle vecchie pietre che occupano particelle ben riconoscibile su una preziosa mappa storica non si é tuttora chiesto nessun parere tecnico ad organi competenti come la Sovrintendenza ai Beni Culturali e non é nei piani dell'amministrazione farlo visto hanno già fatto la delibera per la demolizione. Non occorrerà più andare via dal paese per non vedere più Orgiano, tanto non ci sarà più. Ve la portano via sotto il naso. Gli orgianesi si sveglieranno un bel mattino e aprendo la loro finestra vedranno che Orgiano non c'é più, scomparsa, volata via, spinta via nel nulla che l'esercito del mattone si sta impegnando di fare dilagare come la peste nera. Bravi ad essere ipocriti, a cantare le radici della comunità fatta di tradizione popolare profonda con i suoi momenti di festivi, di ritualità religiosa, di sapori antichi nella cucina come nella saggezza degli avi, per non parlare dello strisciante lirismo che prende lo spunto delle peculiarità faunistiche e paesaggistiche il tutto recitato in lezioso e manierato dialetto quando stanno già armeggiando con gli scavatori, facendo accordi con gli promotori per fare sparire tutto sotto un lastrone di cemento e mattoni. Già perché chi rimane insediato nel Palazzo dei Vicari (detto ormai dei Sicari) il buon giorno lo vede dal mattone?. E in quella succursale della fiera del mattone uno dei sicari sbraita “150.000 mq di case voglio io per scuotere i pidocchi a quei smorfiosiî!, mentre un altro per non sentirsi a meno incalza stizzito : “e io invece voglio 350.000 mq di capannoni per fare sparire il fango di quel paesaggio schifoso!” e un bel giorno arriva uno che grida ancora più forte fra i suoi baffi che puzzano come il futuro che promette a tutti e battendo il pugno con in mano le chiavi del suo scavatore appena parcheggiato sulla piazza nuova di zecca urla “60.000.000 di metri cubi di schito di pollo sui quali costruire la mia nuova città bituminosa del terzo millennio puzzolente!” ? scusatemi siamo sotto Natale, momento rituale di favole anche per gli aironi come me e se, come si usa dire erroneamente, le favole ci allontanano dalla realtà, un antifavola come quella dei nostri sicari ci avvicina di più alla realtà che da airone intravedo sempre più chiaramente sorvolando il paese.
Come la realtà di Asigliano con infrastrutture per la nuova zona industriale che vanno avanti malgrado il ricorso al TAR Veneto che speriamo blocchi tutto (e comunque preoccupa chi di diritto e quindi frena le operazioni di scempio), con lotti venduti per una pipa di tabacco ad attività che rischiano di compromettere gravemente l'equilibrio del territorio e siccome di delibere che possano ostacolare l'impianto di concerie non ce ne sono mai state quindi? buon Natale conciari e buona notte coltivatori di radicchio?

airone

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.