Il buongiorno si vede dal mattone
Giovedì 01 Aprile 2004 - notiziario, Basso Vicentino e Berici,
di cui forse ne sanno qualcosa Montalbano e colleghi?), e benché lo si aspettasse da un bel po', il suo contenuto, per il suo tenore preoccupante, ha colto un po' tutti di sorpresa, Provincia compresa.
Il nome funesto degno di una creatura di Mordor come viene chiamata la Terra del Male nel Signore degli Anelli non é altro che la sigla del Piano Regionale di Attività Cave.
Il territorio veneto e particolarmente il Basso Vicentino, viveva una situazione gi? pesante legata ad anni di permissivismo (una carenza istituzionale di più di vent'anni, dalla L.R. 44/82 ad oggi), e invece di arginare le ferite conseguenti alla lunga penuria legislative, il PRAC infierisce ulteriormente, apparendo, secondo alcuni, come una semplice sanatoria di situazioni anomale ( una specie di condono estrattivo) che peró apre la strada a successivi scenari molto minacciosi per la tutela dell'ambiente e della salute.
Ricordiamoci che nel contesto gi? tormentato del Basso Vicentino, la nostra fascia dei Berici é quella più sfruttata dall'attività estrattiva di tutta la Provincia e che Orgiano ha il triste primato di ospitare la più grande cava del Triveneto.
I punti più tremendi sono i seguenti:
1. L'attività di miniera rimane privilegiata ed ha delle priorità su quella di cava. Questo fa si che le attività di miniera (secondo una legislazione antiquata Reggio Decreto del 1923) che i cavatori fanno funzionare come una nota trappola, seguano un percorso di approvazione diverso: possono avvenire nelle zone protette tipo SIC (Sito di Importanza Comunitaria) come le nostre colline, e vengono utilizzate per poi essere trasformate dagli addetti ai lavori in pure e semplici cave a cielo aperto con tremendi impatti sul paesaggio, la fauna e la flora. Sistema noto ai tecnici legislatori che si sono ben guardati di arginarlo.
2. Viene data la possibilità di cavare sotto falda nelle cave gi? esistenti come nel caso della mastodontica cava Italcementi di Orgiano: effetto che puó essere devastante dal punto di vista idrico in momenti in cui l'acqua é un bene sempre più prezioso e costoso come lo sanno fin troppo bene gli abitanti di Orgiano.
3. Viene stabilito lo statuto di “cave di prestitoî che sono una vera e propria pirateria e sciacallaggio territoriale e ambientale: in funzione della necessità (e necessità ci sarà visto che al materiale richiesto per l'autostrada si sommerà quello necessario alle zone industriali che i nostri sindaci dell'età della pietra e del calcestruzzo vogliono spalmare sul nostro territorio) viene requisito il territorio interessante per l'attività di cava, ne vengono espropriati i proprietari e si scava!
Il nostro comitato si sta adoperando per contrastare con le dovute osservazioni il PRAC. Il termine di presentazione delle osservazioni é il 13 aprile. In questo oltre a formalizzare le nostre proprie osservazioni, collaboriamo con comitati e associazioni particolarmente interessate all' incidenza di attività di cava sul loro territorio e con istituzioni come Italia Nostra.
Occorre comunque ricordare che i sindaci delle nostre zone che oltre ad essere cos' “ingenuamenteî favorevoli al progetto autostrada, vogliono cementificare a spron battuto il nostro territorio, sono direttamente complici di chi spiana i nostri monti per ricavarne con ingenti profitti il materiale necessario al futuro di calcestruzzo e bitume che si proietta inutilmente per il nostro paesaggio e l'ambiente di vita nostro e dei nostri figli. Spargere immane colate di cemento, calcestruzzo e bitume con in mente i futuri proventi ICI e chiamare cinicamente questo “rivalutazione del territorioî fa parte dello stesso principio che vede colline e collinette trasformarsi in enorme buche da giorno dell'apocalisse e sparire del tutto dal nostro paesaggio per figurare soltanto nel bilancio comunale sotto la voce “proventi caveî.
Nel caso specifico di Orgiano, nel programma triennale opere pubbliche, i proventi cave previsti per il 2004 sono di 130.000 euro, con addirittura un aumento a 180.000 euro per il 2005 che si ripetà per il 2006. Aumenti dei proventi cave significa anche aumento del volume estratto e non di poco poiché si tratta del 20% in più quando, ripetiamo, questa cave é gi? la più grande del Triveneto e si vede addirittura da satellite.
Abbiamo provato ad organizzare una conferenza informativa sulle cave, il sindaco ha usato modi subdoli per farci desistere adducendo che la sala consiliare serve ad usi strettamente istituzionali (mentre vi sono state allestite anche mostre di pittura di rezzadoregna memoria) scaricando ad altri il diniego di utilizzo di qualsiasi altra sala pubblica.
Alcune domande sui “Filippiniî.
Si tratta dell'edificio, posto in piazza Marconi a ridosso della mura della Villa, che l'Amministrazione vorrebbe “valorizzareî. Bene, alle “valorizzazioniî non é contrario nessuno. Quando poi peró si va a vedere il dettaglio della faccenda, compaiono bei problemi. Elenchiamo le stranezze.
Primo. L'operazione é stata presentata solo ai professionisti e rappresentanti delle Associazioni (peró il nostro Comitato, legalmente costituito, di solito non viene invitato?), durante una serata organizzata dal Comune. Perché non a tutti i cittadini?
Secondo. Normalmente, quando un Comune vuole intervenire su di un bene pubblico, ricorre ad un “concorso di ideeî. In questo modo si possono confrontare più proposte, mantenendo bassi i costi della progettazione preliminare. Qui invece un professionista ha “spontaneamenteî presentato una sua idea. Suggestivo, ma? da quando in qua un tecnico investe tempo e soldi per elaborare un progetto, se non ha almeno la “speranzaî di poterlo realizzare? Se la proposta dovesse passare, il signore in questione avrà l'esclusiva (con relativi emolumenti) della realizzazione? E se s', perché lui e non altri, scelti con criteri trasparenti e pubblici?
Terzo. Come mai si pensa di recuperare 6000 metri cubi, quando l'attuale volume é di soli 3600? Tale misura viola i vincoli imposti dalla Soprintendenza. Ma poi, non é che per caso tale volumetria serva a giustificare un investimento altrimenti in perdita per un privato? E a tal proposito, si pensa di realizzare l'opera con la finanza di progetto? Se s', si tenga conto che di norma i privati danno al Comune al massimo il cinque per cento dell'edificato. Diversamente, non ci stanno più con le spese.
Possiamo confermare tale stima con numerosi casi.
Quarto. In alternativa, bisogna che l'iniziativa, anche economica, sia presa dal Comune. Le parole del Sindaco (“Mantenere la proprietà cedendo spazi in affittoî) sembrano avvalorare tale ipotesi. Ma allora, si dica almeno quanti soldi ci vogliono, e dove si pensa di trovarli (ICIà Mutui? Nuove zone industriali?). Siamo poi sicuri che con gli affitti si recupereranno almeno le spese? Le esperienze maturate in altri Comuni nella gestione degli spazi sociali indicano che tali operazioni non sono “investimenti proficuiî, sono soldi che il Comune spende e basta.
Quinto. Da quando in qua un Comune si mette a fare l'Agenzia Immobiliare? Esso ha almeno valutato tutti i problemi che possono sorgere? Secondo noi, il compito del Comune non é ristrutturare e affittare locali. Esso deve fornire solo servizi pubblici ai cittadini. L'idea dell'Amministrazione sarebbe ben curiosa, se non fosse pericolosa per le casse comunali.
L'intera operazione é pensata male. E' giusto trovare nuovi spazi per il paese. Ma le valutazioni, anche economiche, devono essere chiare, pubbliche e ben pensate dai cittadini (tutti!) e da svariati tecnici, non solo dal primo che si presenta. Si tratta di spendere il denaro che i cittadini pagano con le tasse (a proposito, tagli in vista per i Comuni con la nuova Finanziaria!).











