Manifestazione a Monselice sulla proposta di Italcementi
Martedì 25 Maggio 2010 - estrattive, inquinamento, provincia Padova,

Nell´ultimo periodo, l´impegno di tutti è stato rivolto ad evidenziare le numerose contraddizioni
ed i pericoli collegati alla proposta di Italcementi di attuare un´imponente ristrutturazione, progetto che ha creato sconcerto, paura, e rabbia tra la popolazione.
Ma questo grosso problema, non deve oscurare le decine di piccole battaglie in corso in ogni paese di questa parte della provincia. La manifestazione del 29 maggio si configura quindi, come un momento importante che a partire dalla critica al cosiddetto revamping di Italcementi, vuole
nel contempo evidenziare le criticità ambientali presenti in tutto il territorio. Oltre ai Comitati e alle associazioni locali, sono pervenute adesioni significative da ogni angolo del Veneto, comitati e coordinamenti che invieranno propri rappresentanti a testimoniare la loro solidarietà a queste battaglie. Hanno assicurato la loro presenza numerosi Sindaci e amministratori locali di ogni schieramento politico, proprio per rafforzare quella trasversalità rappresentata dal documento dei 27 Sindaci e dal voto nel Consiglio Comunale di Monselice.
Lo svolgimento della pubblica manifestazione in difesa della salute e dell´ambiente, sarà articolata nel modo seguente:
- Ore 16.30: Concentramento in Piazza Mazzini - Monselice
- Ore 17.00: corteo che percorrerà Via XXVIII Aprile, Via Argine Sx, Riviera Belzoni, Via Zanellato, Piazza San Marco, Via Cadorna, Via Santarello, Via Carboni, Via Battisti, Via Roma, Via Dante, Via Zanellato
- Ore 18.30: Sit-in PIAZZA SAN MARCO di fronte al MUNICIPIO con interventi dei rappresentanti delle varie realtà)
I CEMENTIFICI RISCHIANO DI TRASFORMARSI IN INCENERITORI:
è ormai evidente il tentativo di usare CDR(combustibile derivato da rifiuti) in tutti e 3 i cementifici della bassa padovana. Questo inciderà in modo irreversibile sulla salute di lavoratori e residentiin una vasta area, in quanto i rifiuti nella combustione possono liberare sostanze nocive, tossiche, cancerogene e teratogene. Ciò è ancora più grave nei cementifici, poiché questi impianti non sono soggetti, pur smaltendo e/o bruciando rifiuti come gli inceneritori, ai controlli e ai limiti d´emissione degli inceneritori di rifiuti.
IL QUADRO ECONOMICO NON CONVINCE:
non è realistico rientrare in 10 anni dall´investimento di 160 milioni, in quanto si prevede una riduzione della produzione e si sta operando in una situazione di crollo della domanda e dei prezzi del cemento. In realtà i guadagni potrebbero essere ottenuti attraverso l´uso dei rifiuti.
NON RISPETTA LE NORME DEL PIANO AMBIENTALE DEL PARCO COLLI EUGANEI:
in particolare dell´articolo 19 delle Norme Tecniche di Attuazione che definisce questi impianti "incompatibili con le finalità del Parco" e subordina l´adeguamento degli impianti e delle strutture e le ristrutturazioni interne alla stipula di apposite convenzioni, con la partecipazione dell´Ente Parco e dei Comuni interessati.
NON SI GARANTISCE STABILMENTE L´OCCUPAZIONE:
dopo la fase della demolizione/costruzione del nuovo impianto, è prevista una riduzione della quantità di cemento prodotta e conseguentemente un taglio netto anche del numero degli occupati. Inoltre questa ristrutturazione, per effetto della concorrenza, potrebbe determinare ripercussioni negative sugli occupati degli altri stabilimenti.
SI DEVASTA IL PAESAGGIO COLLINARE:
il nuovo forno dell´Italcementi, con i suoi 122 metri s.l.m., produrrà un impatto visivo difficilmente riducibile, marchiando il territorio con un biglietto da visita che allontanerà residenti, turisti ed investitori, con pesanti ricadute sull´intera economia del territorio. Questa torre rappresenterà la fine del Parco dei Colli Euganei.
PROPONIAMO UN PATTO AI LAVORATORI:
- PER RIDISCUTERE IL PROGETTO ITALCEMENTI
- PER CHIEDERE AI NOSTRI AMMINISTRATORI UNA PROPOSTA ALTERNATIVA CHE TUTELI I LAVORATORI E TUTTI I CITTADINI DI QUESTO TERRITORIO











