E se un sindaco bara.....

Giovedì 09 Settembre 2004 - politica,

Un sindaco puó avere un interesse personale a fare vagliare una variante al PRG del proprio Comune senza particolare inghippi quando viene appoggiato da una maggioranza servile, e che non vuole mettere il naso dei conflitti d'interessi di facile ricorrenza in un piccolo Comune.

Eccone un esempio. Quando viene convertita un'area di 90.000 mq appartenente ad un singolo proprietario da zona agricola a zona residenziale o produttiva, la notevole rivalutazione che ció comporta per il terreno in questione puó portare ad un'intesa interessata e losca fra proprietario e sindaco. A maggiore ragione, se la superficie in mano al nostro singolo proprietario é maggiore e se fra il proprietario e il primo cittadino corrono relazioni di longeva e antica amicizia o se, addirittura si trovono imparentati anche per alleanza matrimoniale per esempio.
Quando una variante al PRG di un piccolo Comune viene proposta é di rigore farsi quelle domande perché spesso non é solo una questione di spiccioli e che l'interesse di pocchissimi puó cambiare l'ambiente di vita dei più.
Si puó giustamente pensare che l'equilibrio politico di un'amministrazione comunale serve a contrastare simili deviazioni, appunto: basta che l'equilibrio ci sia. Che le procedure amministrattive di rito quando regolare sono una garanzia:non sempre lo sono una garanzia e a volte hanno anche qualcosa di tendenzioso che puó passare se nessuna va a vederci da vicino.
Un trucco semplice per trovare un buon indizio: usare di un po' di psicologia per valutare l'accanimento con il quale, magrado i vari pareri contrastanti, un sindaco difende una conversione con questi ingedienti "contrattuali".

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.