Lettera al nuovo Sindaco di Asigliano Veneto
Lunedì 02 Agosto 2004 - politica, Basso Vicentino e Berici,
ha elaborato e intrapreso un ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale per l'annullamento della deliberazione della Giunta Regionale del Veneto del 21.06.02 n. 1671 nella parte in cui veniva individuata, al margine nord del territorio comunale una nuova zona produttiva della superficie complessiva di 350.000 mq destinata parte a zone produttiva D2 parte a zona produttiva D5.
Il nostro comitato si é lanciato in questa faticosa e rischiosa impresa di cui tuttora non si conosce l'esito, rispondendo all'amaro disagio e alla profonda inquietudine degli asiglianesi suoi soci oltre che di parte più estesa della popolazione, e per dare voce alle preoccupazioni degli abitanti di paesi limitrofi come Orgiano, in particolare per la sua frazione di Pilastro, e Pojana Maggiore per la sua frazione di Cagnano.
Ora abbiamo accolto con gioia e soddisfazione il freschissimo insuccesso elettorale della squadra amministrativa e politica che aveva proposto e difeso contro ogni ragione la famigerata variante mentre é stato premiato chi aveva espresso perplessità e dubbi e che nello sconcerto della sciagurata approvazione in sala di Consiglio, aveva trovato, fuori dall'aula ma fra la gente, il nostro comitato che per conto suo ha proseguito per vie amministrative e tecniche l'opzione politica di chi é ora diventato primo cittadino e membro della maggioranza consiliare.
Sottolineiamo che il Comitato intende proseguire l'iter amministrativo e legale del ricorso alla variante in questione, ma davanti alla felice novità politica del paese ci sentiamo in dovere di esprimere e comunicare le nostre idee e le nostre riflessioni su ció che si puó fare con quanto é stato realizzato di infrastrutture per la variante purtroppo in atto:
1. Fare al più presto una nuova variante che preveda la possibilità di realizzare solo e non più di 1/5 di zona territoriale omogenea D (industriale, artigianale, direzionale, commerciale, agroalimentare) rispetto ció che era stato promosso con la variante in oggetto, ovvero circa 10 lotti per capannoni invece degli attuali 54. Pare che solo 3 siano stati tuttora venduti quindi nulla di difficoltoso all'orizzonte. In materia di gestione del proprio territorio con la buona ragione dell'interesse pubblico un Comune é sovrano quanto gli si contrappone solo l'interesse finanziario privato quindi non c'é nulla da temere in materia di possibile rivalse legali.
2. E' comunque fondamentale che i lotti che ora vanno venduti (anche nel quadro della vigente variante) siano raggruppati in un'unica area compatta giustamente ubicata in funzione della viabilità esistente e non vengano disseminati sulla zona di variante in modo da compromettere in tempi brevi ma soprattutto se i tempi sono lunghi, il ridisegno urbanistico dell'area sfruttando, sia ben chiaro, le infrastrutture esistenti.
3. Delle attività concesse nessun spazio deve essere dato ad attività insalubri e inquinanti come abbiamo sempre sostenuto.
4. La nuova variante di cui al punto 1 che manterrebbe solo 1/5 ad attività produttiva dovrebbe prevedere la trasformazione dei rimanenti 4/5 della superficie come zona di tipo ricettiva ricreativa e sportiva (zona F, quindi aree che eventualmente per il preminente interesse pubblico possono essere anche espropriate o comunque realizzate in accordo con i privati) che possa fare del paese di Asigliano un luogo di richiamo per l'offerta di questo tipo di servizi carenti nei paesi limitrofi. Una simile trasformazione di zona D in zona F, oltre a fare da esempio di etica sociale e politica rivolta ad un sviluppo sostenibile, non mancherebbe di favorire un tipo d'insediamento residenziale qualitativamente diverso e quantitativamente più ragionevole.
5. Desideriamo sottolineare come tale contenimento delle zona industriale oltre che da esigenze ambientali viene anche giustificato dal difficile momento economico, dal conseguente andamento del mercato immobiliare e dalle effettive esigenze di un piccolo comune. E' importante ricordare che ogni espansione non comporta solo oneri di urbanizzazione ma anche spese per parecchi decenni.
Quanto é qui esposto, é stato verbalmente espresso dal nostro presidente in un recente incontro con il nuovo eletto, la sua forma scritta, che ci riserviamo di rendere pubblica, mira a sottolineare la nostra posizione dettagliata in concrete proposte a cui siamo disposti a dare anche seguito tecnico propositivo, nonché ad affermare le nostre speranze ora tangibili per il futuro di Asigliano e della sua gente presente e avvenire.
Cogliamo l'occasione per congratularci nuovamente con la nuova amministrazione e porgerVi i più cordiali auguri di buon lavoro.
Il presidente
Prof. François Bruzzo











