Legge Obiettivo Regionale: rieccola
Mercoledì 25 Agosto 2010 - economia, infrastrutture,
Sopravvive solo traendo effimero ed egoistico beneficio dalla trasformazione del territorio agricolo ad asfalto e cemento. Pensiamo a quello che nell'area berica potrebbe accadere con il sistema tangenziale e il TAV grazie a quella legge!
Ricordiamoci che i nemici più tremendi del nostro territorio e delle nostre risorse, della nostra salute e dei nostri beni comuni sono quelli che riescono ad annidarsi negli avamposti che sono gli uffici della nostra Regione a Venezia e non tanto negli uffici romani. È ora di finirla con la tiritera di "Roma ladrona" che è diventata ormai un obsoleto paravento: si sta infatti per dare in mano agli più spietati speculatori locali gli strumenti adatti e più spediti per strozzare ogni confronto democratico relativo alle politiche territoriali venete in Veneto. Ovverosia: da Venezia Zaia sta iniziando a lanciare l'idea di fare un Veneto in cui non occorre confrontarsi continuamente con il territorio, anzi meglio evitare di sentire cosa ne pensa la gente veneta perché si perde tempo e schei. Essendo stato eletto, pare convinto di non avere più bisogno del contatto reale con la quotidianità di chi vive sul territorio, ma gli basterebbe sentire cosa vogliono le lobby che contano .... che contano la loro pecunia.
Da una parte fa lo spadaccino contro gli Ogm e questo ci va benissimo, però non ci va giù che su questo campo liberato dagli Ogm faccia passare un giorno grazie a quella legge obiettivo, pesanti infrastrutture non volute dalla gente (espropriando e gettando nella disoccupazione gli agricoltori) o permetta l'impianto di centri commerciali che divorano territorio e professionalità dei nostri paesi.
Ora lasciamo la parola agli amici della Riviera del Brenta.
E nel tanto decantato Federalismo che si sbandiera non senza buonissime ragioni come una fonte di rinnovo delle nostre istituzioni, vengono però ad intrufolarsi ed annidarsi per simili vie a questa Legge obiettivo regionale i mali peggiori della Penisola e della sua politicaglia
L´inaugurazione della bretella di Pianzano da parte del Governatore Zaia ha riportato in auge la proposta di una legge obiettivo regionale già avanzata nell´era Galan dall´Assessore Chisso, e passata in commissione regionale col voto favorevole di tutti i partiti presenti. In breve, la fotocopia della proposta di legge regionale della Regione Lombardia, subito impugnata dallo stesso Governo Berlusconi in carica davanti alla Corte Costituzionale per i numerosi profili di contrasto con il dettato costituzionale e con la normativa di settore.
Il rispolvero di una proposta sulla quale si butta a capofitto l´ineffabile Assessore alle Infrastrutture Renato Chisso, memore degli stop imposti da CAT con l´aiuto dei cittadini ad opere come la "Camionabile PD-VE", per il mancato rispetto di norme procedurali già edulcorate e largamente semplificate. Lo slogan è che "è tutta colpa di Roma e dei suoi funzionari" e che per il progresso del Veneto occorre semplificare e velocizzare di più, insomma "fare presto e bene", come ripeteva il duo Galan-Chisso.
La nuova legge obiettivo prevede che, in caso di inerzia degli organi statali e del CIPE, trascorsi 60 giorni la Regione Veneto possa sostituirsi ad essi, esautorando così la commissione VIA nazionale; pressoché con il solo pensiero, magari dell´Assessore Chisso, di Zaia e pure della Segretaria del PD Filippin, le opere diventeranno seduta stante di reale interesse collettivo, di vera utilità, sostenibili e tranquillamente accettate dai cittadini che ne subiranno il peso in termini di salute e pure patrimoniali (per il bene collettivo magari di trasportatori e di imprenditori globalizzati con fabbrichette all´estero).
Opere che sentito l´altro slogan "Prima il Veneto" saranno certamente realizzate in finanza di progetto solo da ditte venete o vicine al sistema veneto. Come dire "sistema Galan": Mantovani qua, studio Astaldi là, un pezzetto di Adria Infrastrutture della Sig.ra Minutillo (ex segretaria di Galan), Compagnia delle Opere dappertutto ed una spruzzatina di cooperative rosse.
Basterà che dalla Regione si dica un VORREI... e già vedremo fiorire nuove autostrade gestite privatamente per 40 anni anche trasformando strade o tangenziali ora percorribili gratuitamente, o nuovi ospedali che asciugheranno di ogni risorsa tutto il budget sanitario regionale per gli anni a venire.
La legge obiettivo varata dal Governo Berlusconi e immodificata da quello Prodi è di per se già un insulto per la democrazia, che espropria di fatto le comunità locali, i comuni, le province, dalla possibilità di minimamente incidere nel procedimento di approvazione e realizzazione di una opera infrastrutturale decisa sì, dal governo centrale, ma anche sulla base di indicazioni provenienti dalle Regioni.
Semplificare ulteriormente una procedura come la legge obiettivo che, invece, dovrebbe essere abolita, significa mettere ancor più in pericolo un territorio fortemente antropizzato come quello della Regione Veneto, che ha già perso molto, moltissimo, del suo fascino e della sua vivibilità e che non ha davvero bisogno che il buon governatore un bel giorno si svegli con l´idea di dire "bisogna fare l´autostrada Venezia-Monaco" (lungo il Piave, per Cortina, sotto le dolomiti di Fanes).
Perché, da domani, potrebbe essere già fatta!
CAT Comitati Ambiente Territorio
Adone Doni Mattia Donadel
Laboratorio Mirano Condivisa - www.miranocondivisa.it
CAT Comitati Ambiente e Territorio - Riviera del Brenta e Miranese - www.infocat.it











