Legge Lupi
Martedì 24 Gennaio 2006 - urbanistica,
Questa “riforma” annulla il principio stesso del governo pubblico del territorio, che rappresenta una della principali conquiste del costituzionalismo liberale e accomuna tutti i paesi sviluppati. La “riforma” cancella i risultati d'importanti conquiste per la civiltà e la vivibilità della condizione urbana e la tutela del territorio ottenute negli ultimi cinquanta anni.
La “riforma” sostituisce la normale attività pubblica di pianificazione, con gli “atti negoziali con i soggetti interessati”. Questi ultimi non sono l'insieme dei cittadini che hanno diritto ad avere una ambiente urbano vivibile e salubre, ma s'identificano invece con la ristretta cerchia degli operatori economici cioé con gli immobiliaristi. I luoghi della vita comune, le città e il territorio sono, quindi, affidati alle convenienze del mercato.
La riforma annulla l'obbligo di riservare determinate quantità d'aree alle esigenze di verde, servizi collettivi (scuole, sanità, sport, cultura, ricreazione) e spazi di vita comuni per i cittadini. Gli “standard urbanistici” sono sostituiti dalla raccomandazione di “garantire comunque un livello minimo” d'attrezzature e servizi, “anche con il concorso di soggetti privati”. La riforma esclude la tutela del paesaggio e dei beni culturali dagli impegni della pianificazione ordinaria delle città e del territorio.
Gli indirizzi di pianificazione urbanistica a Vicenza e provincia sembrano anticipare già l'impianto “Lex Lupi “.











