Legge Lupi

Martedì 24 Gennaio 2006 - urbanistica,

La Camera dei Deputati il 28 giugno del 2005 ha approvato la riforma del governo del territorio come predisposta dal presidente della commissione on. Lupi.

Questa “riforma” annulla il principio stesso del governo pubblico del territorio, che rappresenta una della principali conquiste del costituzionalismo liberale e accomuna tutti i paesi sviluppati. La “riforma” cancella i risultati d'importanti conquiste per la civiltà e la vivibilità della condizione urbana e la tutela del territorio ottenute negli ultimi cinquanta anni.

La “riforma” sostituisce la normale attività pubblica di pianificazione, con gli “atti negoziali con i soggetti interessati”. Questi ultimi non sono l'insieme dei cittadini che hanno diritto ad avere una ambiente urbano vivibile e salubre, ma s'identificano invece con la ristretta cerchia degli operatori economici cioé con gli immobiliaristi. I luoghi della vita comune, le città e il territorio sono, quindi, affidati alle convenienze del mercato.

La riforma annulla l'obbligo di riservare determinate quantità d'aree alle esigenze di verde, servizi collettivi (scuole, sanità, sport, cultura, ricreazione) e spazi di vita comuni per i cittadini. Gli “standard urbanistici” sono sostituiti dalla raccomandazione di “garantire comunque un livello minimo” d'attrezzature e servizi, “anche con il concorso di soggetti privati”. La riforma esclude la tutela del paesaggio e dei beni culturali dagli impegni della pianificazione ordinaria delle città e del territorio.

Gli indirizzi di pianificazione urbanistica a Vicenza e provincia sembrano anticipare già l'impianto “Lex Lupi “.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.