LA MANO DI DIO...SUI RIFIUTI

Sabato 13 Dicembre 2008 - inquinamento,

La mano di Dio
di Antonio Musella e Alfonso De Vito


Santo subito.
Cos“ le donne di Forza Italia spedite in piazza del Plebiscito dal consigliere regionale del Pdl Fulvio Martusciello acclamavano il premier Berlusconi che dopo anni di malgoverno, corruzione, e scellerata gestione dei rifiuti, all’inizio dell’estate del 2008 era riuscito a ripulire il centro di Napoli.
Un’invocazione divina per l’uomo , che mai più che in questa occasione, viene dipinto come l’unto del signore. Di ciò che ha rappresentato la gestione dei rifiuti in Campania negli ultimi 15 anni si è detto e raccontato tanto. Lo sversamento abusivo di rifiuti speciali, la distruzione sistematica del territorio, la congiunzione tra politica e camorra nella gestione dei rifiuti, l’avvelenamento di quella che oggi è una Campania Infelix.
Sul nuovo assetto gestionario della vicenda rifiuti in Campania, appare invece un’immagine plastificata, costruita a tavolino e che ben nasconde i veri deus ex machina che continuano a gestire appalti e consulenze. Berlusconi senza dubbio incassa un ritorno di immagine che fino a qualche anno fa in città era inimmaginabile, dall’altro il suo governo che ha puntato tutto sull’emergenza rifiuti in Campania incassa un consenso per il ‘miracolo’ della sparizione dell’immondizia. Un’immagine plastificata appunto, condita da generali in mimetica come Giannini , che mostrano il pugno duro contro i resistenti ed i cumuli di rifiuti, ed un vero e proprio uomo del destino, Guido Bertolaso, mandato da Berlusconi per risolvere la crisi rifiuti.
Il dottore con il pulloverino blu ha molto a che fare con quella sorta di alone mistico che circonda gli uomini che il governo ha inviato in Campania per fronteggiare l’emergenza. Nipote del cardinale Camillo Ruini, Bertolaso oggi ricopre la carica di sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania e quella di capo della Protezione Civile.
Ovvero da un lato a capo di quella struttura che ha visto indagati dei suoi eccellenti predecessori come Bassolino e Facchi, e diversi personaggi di rilievo e suoi collaboratori come la sua ex vice Marta Di Gennaro rinviata a giudizio per disastro ambientale.
Dall’altro Bertolaso è a capo di quella struttura, che altro non è che un’associazione di volontariato sostenuta oggi con un impressionante mole di finanziamenti pubblici, che dovrebbe tutelare i cittadini dalle calamità e dai disastri ambientali.
Allo stesso modo Bertolaso ha il ruolo di commissario straordinario nel suo dna. Faceva già parte della struttura commissariale dei mondiali del 1990, ed oggi finisce con ricoprire il ruolo di commissario straordinario anche per il G8 della Maddalena del 2009.
Ma gli uomini chiave della attuale gestione della crisi rifiuti in Campania, Bertolaso l’ha incrociati ricoprendo un’altro ruolo da commissario. Per il Giubileo del 2000 infatti, il governo e lo Stato Pontificio costruirono una struttura commissariale capace di affrontare i milioni e milioni di pellegrini che arrivarono nel nostro paese, e indirizzare nel verso giusto i milioni e milioni di euro di finanziamenti.
Il commissario al Giubileo fu Francesco Rutelli, ed il suo sub commissario proprio Guido Bertolaso. Rutelli rappresentava quella figura all’interno del centro sinistra che poteva essere di garanzia per il Vaticano , edi suoi uomini risultavano essere di totale ed inconfutabile affidabilità da parte della Chiesa prima ancora che dall’ex sindaco di Roma. Marcello Fiori, membro della segreteria politica di Rutelli ai tempi del Campidoglio entrava all’interno del Direttivo del Commissariato straordinario per il Giubileo per conto del governo. Fiori comincia a ricoprire dei ruoli diretti anche all’interno della Protezione Civile di Bertolaso. Diventa direttore generale dell’unità di gestione delle emergenze della Protezione Civile e gestirà poi personalmente l’operazione dei funerali di Giovanni Paolo II. 4 milioni di euro per poco più di un ora di cerimonia.
Donato Mosella invece, napoletano, senatore prima della Margherita, e oggi deputato del Pd, entrava nella struttura come Direttore Generale dei Volontari per il Giubileo. Mosella risulta essere un personaggio chiave già ai tempi del Giubileo. Direttore per otto anni della CSI , apprezzatissimo dagli ambienti ecclesiali tanto da entrare nel commissariato al Giubileo in quota Vaticana, Mosella è capo della segreteria politica di Rutelli e coordinatore poi della campagna elettorale del 2001 per Rutelli Premier.
Ad affiancare gli uomini della Margherita all’interno della struttura commissariale, oltre a Guido Bertolaso, per conto del Vaticano venne inserito Crescenzio Sepe. Da sempre vicino all’Opus Dei, Sepe cominciò a scalare la gerarchia vaticana nella fase finale del papato di Giovanni Paolo II, tanto da essere una delle persone più influenti presso Navarro Walls ex segretario di stato vaticano. Bertolaso, Sepe, Fiori, Mosella....una squadra formidabile.
E fu proprio da quell’esperienza del Giubileo che i quattro, guardati a distanza dal Vaticano e da Rutelli prendono letteralmente il volo come uomini giusti da mettere nei posti chiave. Bertolaso come detto, da capo della Protezione Civile, passa la sua prima esperienza commissariale in Campania nel 2006 -2007 con risultati disastrosi. Non riesce a fronteggiare la crisi, e soprattutto non gestisce con pieni poteri la contrapposizione alle comunità resistenti. Lascia l’incarico nel luglio del 2007 in polemica con l’allora ministro all’ambiente Alfonso Pecoraro Scanio. Ma dalla vittoria elettorale del Pdl del 2008 Guido Bertolaso comincia un escalation incredibile che lo porta oggi ad essere uno degli uomini più potenti nel paese. Sottosegretario all’emergenza rifiuti in Campania, commissario straordinario al G8 della Maddalena, come detto, e capo di una Protezione Civile che vede un aumento incredibile dei fondi a sua disposizione che vengono sottratti al ministero dell’Interno ed al comparto sicurezza, dunque a polizia e carabinieri, per finire nella struttura di Bertolaso.
Crescenzio Sepe invece accompagna la chiusura del papato di Wojtila coltivando l’ambizione di giungere ad uno dei posti chiave all’interno della gerarchia politica vaticana, il posto di segretario di Stato. La nomina di Ratzinger invece apre le porte dei posti di potere ai gesuiti con un conseguente calo d’appeal per l’Opus Dei. Viene nominato Arcivescovo di Napoli. Il Cardinale Sepe diventa ben presto in una città distrutta dalla crisi rifiuti, dalla guerra di camorra, e dal degrado morale delle istituzioni locali, una delle voci più ascoltate. Diventa addirittura un opinion leader di portata nazionale. Famoso per essere il primo prelato al mondo ad essere approdato sul social network Facebook, Sepe si erige a moralizzatore della città corrotta dal malgoverno e dal malaffare, lancia appelli contro la violenza e soprattutto per la rinascita della città. Un personaggio nuovo in una città che viene comandata da oltre 15 anni dalle stesse facce.
Donato Mosella intanto da senatore della Margherita, diventa deputato nel 2008 con il Pd, e cambia anche collegio passando dal Lazio alla Campania. E’ tra gli uomini più ascoltati tra i democratici nonostante facesse capo ad una corrente di minoranza, quella rutelliana appunto. Diventa tra i principali animatori della corrente Teo-dem insieme ai suoi inseparabili colleghi deputati Binetti, Sarubbi, Lusetti e Calgaro. Scende in campo contro l’eutanasia sulla vicenda che vede coinvolta Eluana Englaro, e non perde
occasione per qualche sortita moralizzatrice funzionale al Vaticano come l’invettiva contro il concerto di Madonna a Roma che si presentò sul palco in croce. Diventa uomo di collegamento tra i democratici ed il vaticano insieme a Francesco Rutelli. Incappa in qualche brutta storia ovviamente, ma si sa, che per uomini come lui, che ricoprono ruoli chiave anche come cinghia di trasmissione tra potere e gestione del territorio, sono rischi del mestiere. Nel 2007 la Procura della Repubblica di Napoli arresta il consigliere regionale Roberto Conte. Conte è accusato di voto di scambio con la camorra, ed in particolar modo con il clan Misso che l’avrebbe sostenuto alle regionali del 2000. Conte passato intanto dai Verdi nelle fila del Pd, secondo la Procura cercò l’appoggio del capoclan Giuseppe Misso, da sempre legato all’estrema destra che voleva vendicarsi del mancato sostegno di Alleanza Nazionale nei suoi riguardi in occasione del processo per la strage di Bologna.
Agli atti dell’inchiesta risulta una telefonata tra Roberto Conte a Donato Mosella quando quest’ultimo era consigliere del Ministro per i beni culturali Francesco Rutelli. Si parla di una consulenza chiesta ed ottenuta da Conte per una persona a lui vicina. Nelle intercettazioni Conte chiede a Mosella se sta andando tutto bene - “Cos“ per galvanizzare gli amici...” - sostiene il consigliere regionale. Ma Mosella e Rutelli non vengono coinvolti nell’inchiesta. Tra Maggio e Luglio 2008 il governo Berlusconi mette a punto il suo piano contro l’emergenza rifiuti in Campania. Un piano difficile da attuare. Da un lato la resistenza delle popolazioni, a cominciare da quelle della città, prima Pianura, poi Gianturco ora Chiaiano. Poi la magistratura che ha inquisito Bassolino, i fratelli Romiti, ed addirittura con l’operazione ‘Rompiballe’ anche la vice di Bertolaso ed il prefetto di Napoli (e commissario straordinario all’emergenza rifiuti dal luglio 2007 al 1 gennaio 2008) Alessandro Pansa.
Il decreto 90, diventato poi legge 123/08 è il primo passo per la riuscita dell’operazione. Carcere per i resistenti, da uno a cinque anni per chi lotta contro le discariche le quali, vengono definite zone di interesse strategico militare e protette con l’esercito, imbavagliamento della magistratura con la costituzione di una superprocura sull’ambiente, che non permetterà dunque ad un singolo magistrato di poter disporre il sequestro delle aree che il governo intende utilizzare, come già successo a Pianura e a Lo Uttaro perché discariche con rifiuti tossici e pericolosi che hanno causato un disastro ambientale. Ma per Bertolaso la strada è ancora in salita. Per vincere davvero la sfida c’è bisogno della mano di Dio....
La provincializzazione innanzitutto. Napoli deve avere una sua discarica dove metterci dentro di tutto. La Cava del Poligono di Chiaiano è di proprietà dell’Arciconfraternita dei Padri Pellegrini. La Curia è il padrone di casa insomma. Il Cardinale Sepe è la prima persona che il premier Berlusconi incontra nella sua prima visita ufficiale a Napoli, in occasione del primo consiglio dei ministri del nuovo governo. Ne ottiene anche la benedizione con l’esclamazione dell’arcivescovo al premier ‘Ca a’maranna t’accumpagne ! – Che la Madonna ti accompagni !’.
Ed evidentemente la Madonna ha accompagnato anche il ardinale, visto che la Curia di Napoli entra a far parte di un fantomatico progetto di raccolta differenziata su cui il governo investe una discreta liquidità di denaro, che vede le parrocchie in prima fila a fare da centri di raccolta per plastica, vetro e carta. Senza sapere dove sversarle poi, senza prevedere una filiera completa del riciclo, senza prevedere isole ecologiche ed accordi con il Conai. Un’operazione di facciata che interessa decine e decine di volontari delle parrocchie gestita direttamente dalla Curia. Bertolaso non avrà dovuto sforzarsi molto per convincere il vecchio socio Crescenzio Sepe a collaborare con la struttura commissariale. In tutti i modi possibili. Come ad esempio zittire e costringere al silenzio tutti i parroci delle zone interessate dalla costruzione di discariche come quelli di Chiaiano e Marano.
Ma la chiusura del cerchio si ha quando, dopo l’operazione della magistratura del maggio 2008 che porta agli arresti domiciliari Marta Di Gennaro, la vice di Bertolaso, proprio nei giorni delle barricate a Chiaiano, c’è da recuperare la credibilità. La Di Gennaro è accusata di aver ingolfato all’inverosimile con ogni tipo di rifiuti la discarica di Villaricca a Nord di Napoli occultando il percolato che si produceva nel sito, aspirandolo di giorno e riversandolo di notte. Una situazione incredibile che portava ogni paio di giorni all’esplosione di vere e propri gyser di percolato spinti in aria dai biogas. Con tanto di intercettazioni telefoniche e dichiarazioni del primo pentito dell’affare rifiuti Marcello Orsi, la De Gennaro dagli arresti domiciliari si lamenta di come sia stato possibile che hanno arrestato lei che ‘..eseguiva gli ordini, e non chi li emanava...’.
Marcello Orsi viene assassinato dai Casalesi poche settimane dopo l’inizio della sua collaborazione con i magistrati.
A sostituire Marta Di Gennaro, nel ruolo di sub commissario arriva....Marcello Fiori ! L’uomo di Mosella e Rutelli viene affiancato a Guido Bertolaso ed al Generale Giannini che con la sua mimetica continua a comparire nei telegiornali e sulla stampa al fianco dell’omino con il pulloverino della protezione civile.
Giannini fa il paravento, da uomo dell’esercito si permette di sparare a zero sulle comunità resistenti diChiaiano e Marano fino ad arrivare a voler denunciare il Presidio permanente di Chiaiano ed il Laboratorio Insurgencia per diffamazione dopo la scoperta della vicenda amianto, ma Fiori invece bada nell’ombra a ben altro.
L’ex direttore generale del Ministero delle Comunicazioni ai tempi del ministro Gentiloni, colui che è tra i principali registi , insieme ad Antonello Soru, della completa digitalizzazione terrestre della Sardegna, arriva a Napoli su una delle poltrone con più poteri nel paese. D’altronde per Fiori il decreto 90 prevede una norma specifica. Il buon Marcello infatti, con il cambio di governo e la vittoria di Berlusconi era rimasto senza incarico. Per questo nella trasformazione in legge del decreto 90 viene stabilito che la struttura commissariale in capo a Bertolaso può assumere funzionari e dirigenti di amministrazioni pubbliche o società partecipate, a tempo indeterminato e con una posizione di prima fascia. Non più dunque collaboratori esterni ma una figura stabile da prendere anche nelle partecipate o tra i dipendenti pubblici. Senza concorso, ma a chiamata diretta. Una anomalia assoluta nelle procedure amministrative e di gestione del personale della cosa pubblica.
Ma Fiori dov’era intanto, per rientrare in questo identikit à Dopo l’incarico al ministero Fiori continuava a mantenere una vecchia carica dirigenziale nella Acea , l’azienda romana leader delle illuminazioni e di recente affermatasi nel mercato della privatizzazione dell’acqua. Partecipata dal Comune di Roma, la Acea è una creatura di Veltroni in continua espansione sul terreno delle multiutility. Fiori dunque era, almeno parzialmente ancora un dipendente pubblico. Et voilà viene proiettato all’ombra del Vesuvio come vice del capo dei capi Bertolaso.
Fiori negli uffici di Palazzo Salerno ha un bel da fare con le file lunghissime davanti alla sua porta. Ditte che devono costruire discariche, ditte che presentano brevetti e nuove tecnologie per l’individuazione di rifiuti pericolosi e per la captazione dei biogas. Appalti insomma....
Come la gestione delle ditte ad esempio. Accade la ditta Pescatore morosa nei confronti dello Stato per circa 4 milioni di euro per opere non costruite viene estromessa dall’aggiudicazione della gara per la discarica di Chiaiano, perché i comitati denunciano pubblicamente il fatto. Poco male, si aggiudicherà la gara per la costruzione della discarica di Terzigno un paio di dozzine di chilometri più a Sud.

A Chiaiano ci va invece la Ibi, già sotto inchiesta per omicidio colposo per la morte di un suo operaio in un piccolo comune sardo , deceduto in un incidente sul lavoro perché senza nessun tipo di protezione. La stessa Ibi che aveva costruito la discarica di Bellolampo in Sicilia e sul letto di una delle quattro vasche ci aveva messo materiali di risulta, pneumatici e lastre di eternit sbriciolato.
Bertolaso, Sepe e Fiori con la benedizione di Rutelli e Mosella che da Roma osservano e garantiscono la gestione condivisa della fuoriuscita dall’emergenza. Donato Mosella diventa lo sparring partner di Bertolaso. E’ il primo ad uscire pubblicamente con parole di elogio e giubilo per il lavoro di Bertolaso solo poche settimane dopo la sua nomina. Non perde occasione di rilanciare e plaudire a qualsiasi uscita pubblica del sottosegretario. Anche dopo il crollo del tetto della scuola di Rivoli, Mosella chiede in Parlamento che si dia ascolto alla denuncia di Bertolaso sulla condizione delle scuole in Italia, ci vogliono svariati milioni di euro per sanare le scuole, e ci vogliono subito ammonisce il deputato del Pd. Una stima dei costi, 13 miliardi di euro, fatta in meno di ventiquattro ore dal crollo di Rivoli....incredibile...sembra quasi la stima dei danni del treno Napoli – Roma utilizzato dagli ultras del Napoli in settembre nella tristemente nota gara calcistica. Furono indicati 500mila euro di danni prima ancora che il treno arrivasse alla stazione di Napoli Centrale. Magari anche per l’edilizia scolastica ci vorrebbe un commissario straordinario à
I rapporti poi tra i ‘saggi rutelliani’ e la gestione degli affari in Campania si intreccia recentemente ad una nuova vicenda, ancora tutta da indagare che riguarda il suicidio dell’ex assessore al Comune di Napoli Giorgio Nugnes. Implicato anche nell’inchiesta sugli scontri di Pianura, Giorgio Nugnes si toglie la vita , probabilmente dopo aver saputo di una nuova inchiesta, quella sul Global Service, il sistema integrato delle strade su cui stava mettendo le mani la Romeo S.p.a. Proprio Lusetti, del gruppo dei ‘saggi rutelliani’ e dei teo-dem , è il primo politico nazionale a ‘difendere l’onorabilità ‘ di Giorgio Nugnes e l’estraneitàdel Pd da qualsiasi inchiesta sull’appalto per la gestione delle strade del capoluogo partenopeo. Ma come detto questa forse è un’altra storia.
Il quartetto Bertolaso, Sepe, Mosella, Fiori ci racconta di chi sta gestendo davvero l’emergenza rifiuti oggi.
Un’emergenza che esattamente come ieri gode di un flusso continuo di denaro pubblico che viene speso per appalti, brevetti, consulenze, perizie, stipendi d’oro, ma che a differenza di ieri gode di un’immagine pubblica baciata dalla ‘ santità ‘ di essere coloro che devono fare il ‘miracolo’.
Ed è proprio la mano del Vaticano che ha un ruolo di primissimo piano nella gestione attuale della crisi rifiuti in Campania. Un gestione che vede appunto il coinvolgimento di uomini del governo di centro destra, in realtà ben pochi, e uomini dell’opposizione di centro sinistra, ma tutti legati a doppio filo con il Vaticano. Una mano di Dio che continua ad avvelenare i cittadini della Campania, occultando l’amianto, liberandolo nell’aria, che continua a programmare la distruzione di questa terra prevedendo lo sversamento in discarica di ogni tipo di rifiuti, che costruisce inceneritori, che alimenta il business di pochi e la morte di molti. Una mano di Dio sporca di sangue....


a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.