La diossina del pinguino

Venerdì 20 Aprile 2007 - inquinamento, provincia Treviso,

diossina a treviso: allarmi, controallarmi e smentite conribuiscono a far perdere la fiducia nelle istituzioni. sono due le nuvole nere che il 18 aprile si sono abbattute su treviso e provincia.

Nelle dichiarazioni relative al pericolo diossina dei responsabili dei vari
enti intervenuti ieri sul luogo dell'incendio della De Longhi, c'é qualcosa
che non torna, qualcosa di strano.
Dai Vigili del Fuoco, all'ARPAV, al sindaco di Treviso, per finire con il
sottosegretario agli interni, tutti si sono affrettati a dire che il
pericolo diossina non sussisteva.
Quello che sembra strano é l'esclusione cos' tempestiva della presenza di
diossina; di norma, infatti, bisogna, prima di qualsiasi verdetto, esaminare
i campioni dei fumi e/o dei campioni di terreno prelevati, operazioni che
richiedono qualche giorno e non qualche ora.
Le diossine, che risultano inodori, provengono dalla combustione di composti
clorurati; il fatto che nei fumi sia stata confermata la presenza di acido
cloridrico é un forte indizio che ci sia anche la diossina.
Nonostante l'accantonamento del pericolo diossina la Prefettura di Treviso
il giorno dell'incendio ha emanato un comunicato che invitava a non
consumare “verdure raccolte successivamente all'incendio nell'area più
prossima.” e suggeriva per le scuole per il giorno dopo “di limitare
l'utilizzo delle aree esterne limitatamente alle zone più prossime all'area
interessata dall'incendioî.
Non si capisce bene che cosa si intenda per “area più prossimaî o “zone più
prossime” quando tutti hanno visto che il fumo aveva un pennacchio,
ricadente verso terra, che si estendeva per tre quattro chilometri di
distanza dal fungo centrale.
A quanto pare l'unica autorità che ha avuto il coraggio di dire le cose per
quelle che erano é il comandante dei carabinieri del Noe (Nucleo
operativo ecologico dei Carabinieri) per il Nord Italia, Michele Sarno, che
ha affermato "La nube sta portando su Treviso un'abbondante quantità di
diossina", successivamente oggetto di frettolose smentite incrociate ad
opera dei suddetti enti.
E' evidente che il cittadino di fronte a tutto ció non puó che perdere quel
minimo di fiducia che poteva avere nelle istituzioni. La morale della favola
é che a Treviso il 18 aprile si sono abbattute non una ma bens' due nuvole
nere, la prima nota a tutti, la seconda sulla credibilità delle istituzioni
e sulle misure di salvaguardia adottate per la nostra salute.
Non ci resta che sperare che chi di dovere (ma chi à) prenda subito tutte
quelle misure utili ad evitare che queste due nuvole nere provochino col
tempo, nella nostra gi? martoriata provincia, altre malattie e nuovi casi di
tumore.


Andrea Zanoni
Presidente di Paeseambiente

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.