Inquinamento, patteggia otto mesi
Sabato 18 Gennaio 2003 - industrie, Basso Vicentino e Berici,
I fatti contestatigli erano stati commessi dal 1997 fino al 14 febbraio dello scorso anno.
Titolare dell'omonima ditta, Gino Roveggia era accusato di aver attivato, senza autorizzazione, uno scarico di acque reflue da lavorazione provenienti da una delle vasche di accumulo dell'impianto, scaricandole tramite una tubazione di plastica dentro un tombino, che sfocia poi in un corso d'acqua lungo via Albere ad Alonte.
Era poi accusato di aver scaricato acque reflue di lavorazione, superando i limiti di accettabilità per i parametri riguardanti zinco, cromo e fenoli.
L'imprenditore era inoltre imputato di danneggiamento, in quanto, immettendo nel corso d'acqua circa 10 mila litri di reflui inquinanti ogni 40 giorni, deteriorava il corso d'acqua stesso, modificandone le caratteristiche fisiche e biologiche. Un danneggiamento, poi, aggravato dal fatto che era stato commesso su un bene considerato di pubblica utilità.
Infine, l'ultimo capo d'accusa era di avere, sempre a causa del versamento di reflui inquinanti, provocato una mor'a di pesci e di altri animali acquatici.
All'udienza preliminare, Gino Roveggia, davanti al giudice per le indagini preliminari Massimo Gerace (pubblico ministero Vartan Giacomelli), ha preferito ricorrere al patteggiamento.
La pena concordata é stata di complessivi 8 mesi di reclusione, con il beneficio della sospensione condizionale.
11/01/2003 il Giornale di Vicenza











