e poi Fontana promuove

Domenica 20 Aprile 2003 - inquinamento, Basso Vicentino e Berici, provincia Padova, provincia Verona,

ESTE MONTAGNANA: Giudicato irregolare l'innalzamento dei parametri massimi stabiliti per legge degli inquinanti. Esposto contro la Regione. Di Pietro porta il caso Fratta-Gorzone a Bruxelles

di Roberto Morello
COLOGNA VENETA. E adesso Di Pietro fa sul serio. Nelle vesti di legale "ingaggiato" dal Comune di Cologna Veneta ha inviato un esposto al Procuratore della Repubblica di Verona, con il quale mette sotto accusa la Regione e la Provincia di Vicenza per aver derogato ai parametri consentiti dalla legislazione vigente. Legge, o meglio leggi che trattano della qualità delle acque e delle caratteristiche degli impianti di depurazione, con particolare riferimento alla Laguna di Venezia, secondo le quali i valori di picco, erano rispettivamente di 1.200 mg/l per i cloruri e di 1.000 mg/l per i solfati.
Invece la Regione, secondo l'europarlamentare, che ha promesso di sottoporre il problema a Bruxelles, ha concesso ´disattendendo l'intendimento del legislatore, un innalzamento di detti parametri a 2.00 mg/l per i cloruri e 1.500 mg/l per i solfati”. Ma non bastava ancora. ´In ulteriore deroga a ció - scrive Di Pietro - la Provincia di Vicenza, delegando il consorzio Arica, ha arbitrariamente elevato tali parametri, innalzandoli a 2.900 mg/l per i cloruri e 2.000 mg/l per i solfati. Il risultato - insiste il legale - é un raddoppio delle capacità inquinanti delle acque in scarico nel Rio Acquetta-Fratta-Gorzone, che dovrebbero essere utilizzate a fini irrigui dai coltivatori Dop e Igp dei comprensori delle Basse delle province di Verona, Vicenza, Padova e Rovigo, e danneggiando conseguentemente l'ambiente e l'economia, fino alla Laguna di Venezia allo sbocco fluviale di Chioggia. In totale, si tratta di 60 tonnellate al giorno di soli cloruri, e di 30.000 metri cubi complessivi al giorno di scarichi. Considerando il solo depuratore di Arzignano. L'utilizzo a fini irrigui, vietato peraltro dai Comuni rivieraschi - si sottolinea nell'esposto - porterebbe alla inevitabile desertificazione dei terreni. Oltre a ció, é stata prevista la diluizione delle acque inquinate, espressamente vietata dalla legge 152, tramite l'apporto di acque pulite provenienti dall'Adige per mezzo del canale Leb, convogliandole in un costruendo tubo con terminale a Cologna Veneta. Le acque sorgive utilizzate dal polo conciario dell'Alto Chiampo - conclude Di Pietro - hanno già subito un abbassamento rilevante, depauperando la falda acquifera e danneggiando in modo grave l'ambienteª.




--------------------------------------------------------------------------------









a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.