Pulirsi la memoria

Martedì 22 Maggio 2007 - urbanistica, Vicenza e medio vicentino,

Condividiamo nella sua interezza la lettera che Olol Jackson ha inviato al Giornale di Vicenza in risposta all'intervento di Di Pietro su scottanti questioni infrastrutturali ed urbanistiche nel Vicentino e del Veneto il 21 maggio a Vicenza e pubblicata sul quotidiano oggi 22 maggio.

Vogliamo aggiungere inoltre, che chi scrive ha preso personalmente contatto con Di Pietro e il suo ministero non più tardi dell'anno scorso, ricordandogli l'impegno aveva assunto a Montagna in piena campagna elettorale per le Europee. Il ministro ci scrisse che non se ne ricordava più e dopo avere preso comunque conoscenza di tutta la documentazione relativa alla Valdastico Sud (il progetto i vari ricorsi, i conflitti d'interesse fra Province di Vicenza e Padova e Società Serenissima) di cui l'intera faccenda é intrisa) non ci ha mai segnalato un suo così "radicale cambiamento d'opinioneî nelle ripetute comunicazioni con lui avute, fino a farci sperare fino in ultimo ad un possibile mutamento dell'assetto progettuale e o per lo meno ad una ineluttabile adeguamento della concessione alle norma europee di appalto. Ma Di Pietro ha imparato dal mondo politico che voleva ripulire che ci si puó pulire ancora più facilmente la memoria per la comodità dei giochi di Palazzo. Farebbe bene di togliere dalla sua bandiera la scritta "Italia dei valori", o allora specificare che questi valori sono quelli del Palazzo, ma non certo dell'Italia. E rinfrescarsi la sua coscienza etica con una constatazione pasoliniana: " I potenti che si muovono dentro il Palazzo si muovono cone atroci, ridicoli pupazzeschi idoli mortuari. In quanto potenti essi sono gi? morti, perché ció che faceva la loro potenza ñossia un certo modo di essere del popolo italiano - non c'é più: il loro vivere é dunque un sussultare burattinesco.

 

Gentile direttore,

sono rimasto allibito di fronte alla reazione vergognosa del ministro Di Pietro contro Margherita Verlato, nota e battagliera esponente di Italia Nostra, alla quale voglio esprimere tutta la mia solidarietà, che ha avuto il "torto" di ricordare allo smemorato ministro quanto da egli affermato in merito all'autostrada A31, meglio conosciuta come Valdastico Sud, nel neanche tanto lontano marzo 2004, durante un'assemblea pubblica a Montagnana. Dalle cronache del tempo, riprendo quanto allora affermato dal (purtroppo) ministro: "Per approvare la Valdastico sud hanno violato le regole del gioco democratico." Prosegue il (purtroppo) ministro: "...non capisco l'utilità di questa autostrada che altro non fa che danneggiare l'ambiente in maniera irreversibile. Chi ha cambiato la Commissione per la Valutazione dell'impatto ambientale, che aveva respinto il progetto presentato dalla società autostrade, é come se avesse voluto rigiocare la partita con regole diverse. Eppure é stata approvata nonostante che il ministero per i Beni Culturali e tutte e tre le sovrintendenze competenti avessero espresso parere contrario, e ben 10 componenti della Commissione si fossero astenuti. Insomma si é trattato di un atto politico forte, d'imperio che ha avallato una decisione "talebana"." (Il Mattino di Padova, 7 marzo 2004)

Per quel che riguarda il caso Dal Molin, anch'esso al centro dell'intervento del (purtroppo) ministro, riprendo un articolo del suo giornale del 16 gennaio di quest'anno, in cui il (purtroppo) ministro dice tutto e il contrario di tutto. Un ministro che, dopo mesi che si discuteva della vicenda, dichiarava che bisognava dire s' alla base perché l'Italia é parte integrante dell'Alleanza Atlantica, e non si puó dire di no ad una base della Nato, salvo poi correggersi, affermando addirittura "Dalle informazioni vedo vedo che non si tratta di una base Nato ma americana. E ci lascia perplessi che ci sia ancora una struttura fuori dall'Alleanza Atlantica e dalla Ue, insomma una presenza obsoleta." Non contento, il (purtroppo) ministro affermava ancora "...non si puó decidere sulla testa della popolazione locale." (Giornale di Vicenza, 16 gennaio 2007)

Per tornare al vergognoso attacco a chi gli chiedeva conto di quanto da lui precedentemente affermato (ricordo che Di Pietro era in piena campagna elettorale per le europee e per le provinciali di Padova, al tempo), fa sorridere che il (purtroppo) ministro nell'incontro di ieri, cos' come riportato da tutti gli organi di stampa, affermi "Dobbiamo smetterla con il no a tutti i costi. Io non ci sto più al ricatto preconcetto di tutti questi comitati che nascono dalla Val di Susa al vicentino. E lo dico perché lo penso. Non cerco voti. Il dialogo va tenuto con le amministrazioni locali che, per altro, avete eletto voi." Se cos' stanno le cose, come mai il (purtroppo) ministro ha deciso di fregarsene bellamente della posizione ufficiale del Comune di Venezia, riaffermata in questi giorni dal sindaco Cacciari, contraria al MoSEà Come coniuga il (purtroppo) ministro la sua volontà di rapportarsi unicamente con le amministrazioni locali affermando poi "Gli amici di Venezia non pensino di fermare il Mose" (La Nuova di Venezia, 27 giugno 2006)à



Olol Jackson

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.