Dopo l'incontro Italcementi del 20 settembre.

Lunedì 25 Settembre 2006 - estrattive, Basso Vicentino e Berici,

Dopo l'incontro pubblico dovuto dall'Italcementi per esporre agli orgianesi il loro progetto di ampliamento della cava sono necessarie alcune considerazioni.

Prima di tutto, i tecnici rappresentanti dell'Italcementi nonché quegli estensori del progetto hanno offerto una descrizione molto parziale ed insufficiente oltre a spiegazioni per nulla significative dell'entità del progetto. Per esempio, durante tutta l'esposizione non é stata prodotta una singola cifra sulle dimensioni finali dello scavo e sulla superficie complessiva dei due laghetti: delle cifre in questo senso sono state espresse soltanto durante alcuni interventi correttivi del pubblico. Ci si poteva chiedere di quanto i tecnici presenti fossero a conoscenza del contenuto della documentazione che loro stessi hanno firmato e che é stata depositata in Comune oltre che in Regione.
I dati da noi forniti su questo stesso sito nell' articolo di metà settembre che preannunciava quest'incontro, si confermano come la chiave di lettura ed interpretazione fondamentale dell'intera documentazione relativa a questo progetto. Questo incontro ha confermato l'atteggiamento spregiudicato di una ditta che per la prima volta, dopo trenta anni di escavazioni e 20.900.000 metri cubi asportati dal territorio di Orgiano, viene a parlare con la comunità perché a questo obbligata dalla procedura se vogliono estrarre altrettanto. L'immagine dell'Italcementi non é certo uscita bene da questo confronto con la popolazione.
Ora, peró rimane la fase più intensa e drammatica. Verso fine ottobre la commissione VIA della Regione esaminerà il progetto che fra trenta cinque anni porterà alla realizzazione di due discutibilissimi laghi che é ormai fuorviante chiamare laghetti in quanto i 94 ettari di bacini lacuali sono più del doppio dei 45 ettari del lago di Fimon. Bisognerà offrire le più valide e motivate osservazioni, corredate da contro analisi tecniche distribuite secondo gli ambiti di competenze necessitate dal progetto, raccogliere firme per fare presente alla commissione quanto pensa la comunità orgianese e alontese di quel progetto.
L'intera documentazione del progetto individua una serie di nodi e di problemi (impatti e pericoli) generati dalla possibile messe in opera senza risolverli. » compito e dovere dell'Amministrazione comunale affrontare il percorso delle contro perizie per accertare i risultati, a nostro avviso molto costestabili, di quelle svolte dall'Italcementi, perché é in gioco la tutela della salute degli orgianesi attuali ma anche di quella dei loro figli e pure dei figli dei loro figli. Il nostro Comitato indirà a breve un'assemblea pubblica sulla questione e piazzerà un gazebo di raccolta firme sul territorio sia di Orgiano che di Alonte, gazebo che verrà annunciato da un volantinaggio; le firme verranno allegate alle osservazioni che dovranno giungere in Regione entro la metà del mese di ottobre.
In quanto ci riguarda, dopo aver esaminato con molta cura l'intero progetto ed esserci consultati con alcuni tecnici ed esperti indipendenti, siamo in grado di affermare che questo progetto giova senz'altro all'Italcementi, ma rappresenta una serie di nocività considerevoli per Orgiano, non solo per l'oggi e il domani che vedranno il proseguimento e l'intensificazione dell'attività estrattiva fino al 2035, ma anche per quel futuro in cui viene fantasticato una superficie lacuali di 94 ettari che avrà effetti di trasformazioni radicali sul nostro microclima e di cui é difficile valutare le conseguenze.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.