Non chiamatelo inceneritore

Giovedì 19 Dicembre 2002 - industrie, Vicenza e medio vicentino,

L'assessore provinciale all'ambiente parla del progetto del "gasificatore" che promette di risolvere il problema dei fanghi conciari. "Produce diossina - ammette - ma nessun pericolo per gli abitanti."

Potrebbe sorgere una piccola centrale elettrica ad Arzignano. La notizia é di quelle che faranno arrabbiare i comitati ambientalisti che da dieci mesi si battono contro la realizzazione degli impianti proposti da Ansaldo ed Euganea Energia a Montecchio Maggiore; anche se la centrale avrebbe una potenza nettamente inferiore a quelle da 780 MW che il comune castellano potrebbe ritrovarsi in località Canova o lungo la strada Montorsina. L'ipotesi arriva da fonti attendibili, tanto che ci sarebbe già uno studio in tal senso, strettamente legato all'idea di realizzare un gasificatore già sponsorizzata dall'assessore provinciale all'ambiente Walter Formenton. Entro pochi anni potrebbe infatti sorgere un impianto per la distruzione dei fanghi prodotti dalle concerie arzignanesi. "Non si tratta di un inceneritore - precisa il funzionario della Provincia - bens' di un "gasificatore", in quanto non brucia direttamente i fanghi ma li surriscalda fino a trasformarli in gas. Attualmente non vedo alternative valide a questo tipo di soluzione, le quattrocento tonnellate di scarti prodotti ogni giorno dalle concerie della Valle del Chiampo finiscono in apposite discariche che si avvicinano rapidamente all'esaurimento, causando cattivi odori e avvicinandosi rapidamente all'esaurimento". Un impianto di gasificazione surriscalda i fanghi fino a trasformarli in gas; riducendone quindi del 90 per cento il volume. Parte del vapore prodotto ritorna ad alimentare la caldaia in modo da surriscaldare altro fango, mente il gas rimanente viene immesso in un impianto per la produzione di energia elettrica. Questo, in sostanza, l'impianto che dovrebbe sorgere nell'Ovest Vicentino, come conferma Formenton. "La proposta é ancora in fase di studio - precisa l'assessore provinciale - attualmente non c'é un progetto definitivo ma alcune aziende ci stanno lavorando ed é poco probabile che individuino soluzioni alternative al gasificatore. La Provincia non parteciperebbe in maniera attiva alla progettazione dell'impianto ma, qualora venisse realizzato, eserciterebbe funzioni di controllo e consultazione. Quella che si vorrebbe costruire é un'opera tecnologicamente all'avanguardia, che probabilmente ricalcherà l'impianto realizzato in Norvegia e che io stesso ho visitato". Data la presenza del polo conciario, é facile prevedere la costruzione del gasificatore nella Valle del Chiampo, forse in quella stessa Arzignano capitale mondiale della pelle, "ma la fase di studio - precisa la Provincia - é ancora ben lontana dall'individuare il sito ottimale, anche se già da ora possiamo assicurare che verrà scelto cercando il minor impatto ambientale possibile". » proprio la questione ambientale in cui versa l'Ovest Vicentino (pià volte definita "al limite del collasso ambientale") a far nascere le prime perplessità attorno all'ipotesi appoggiata da Formenton. Il timore principale é che l'incenerimento dei fanghi produca diossina, una sostanza altamente cancerogena. "» vero - ammette Formenton - un impianto di questo tipo rilascia diossina, ma é un fattore da non strumentalizzare. In realtà la quantità di questa sostanza emessa dal gasificatore sarebbe infinitamente minore rispetto, ad esempio, a quella prodotta dalle auto che quotidianamente attraversano la zona. In proporzione, inquinano molto meno le emissioni del gasificatore rispetto a quelle di un qualunque camino casalingo. Posso assicurare che l'impianto non sarà dannoso per gli abitanti".


da : ovestvicentino.net
di Andrea Priante

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.