E... se si frugasse nel Basso Vicentino?
Martedì 01 Aprile 2003 - giustizia, provincia Padova,
Nei guai imprenditori e amministratori pubblici senza scrupoli, i primi disposti a pagare, i secondi pronti a intascare a spese dell'ambiente protetto da norme e vincoli.
Coinvolti nove pubblici ufficiali, imprenditori (uno di Chioggia e uno di Conselve), l'ex capo del Genio Civile di Padova e il responsabile del suo nucleo operativo di Este. Gravissime le accuse: associazione per delinquere, riciclaggio, furto aggravato, falso e truffa, corruzione e peculato. Intanto, nella Marca é stata chiusa la maxi-inchiesta sullo scempio del Piave a Susegana, con quattordici rinvii a giudizio.
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PADOVA. Venti ordinanze di custodia cautelare in carcere o ai domiciliari, una misura interdittiva (la sospensione dall'esercizio della professione) e decine di altri indagati. » il risultato di un'inchiesta svolta dal Corpo Forestale che ha messo fine all'escavazione selvaggia e abusiva lungo gli argini del Po, dell'Adige e del fiume Brenta, autentiche oasi distrutte dall'insensibilità e dalla volontà di profitto ad ogni costo da parte di imprenditori e amministratori pubblici senza scrupoli. I primi disposti a pagare, i secondi pronti a intascare: a spese dell'ambiente protetto da norme e vincoli. Norme e vincoli calpestati con la benedizione di funzionari e sorveglianti pagati dallo Stato per esigerne il rispetto.
Gravissime le accuse contestate: associazione a delinquere, ricilaggio, furto aggravato, falso ideologico e materiale, truffa ai danni della Regione Veneto, corruzione e peculato, rivelazione di segreti d'ufficio. Agli arresti domiciliari sono finiti ben nove pubblici ufficiali: sei dipendenti della Regione e un dipendente del Convi (il Centro operativo veneto della navigazione interna), un ingegnere dell'Aipo, un dipendente del Comune di Porto Viro e un sottufficiale della Guardia di Finanza in servizio presso la Squadriglia navale di Porto Levante. Tra loro l'ex capo del Genio Civile di Padova Luigi Destro, 48 anni, attuale Ispettore di bacino dell'Adige e del Garda. Altri nomi di spicco finiti nei guai sono l'ingegnere Mauro Mazzoli del nucleo operativo di Este-Genio Civile, l'ex responsabile del Magistrato per il Po, l'ingegnere Sergio Lagrotteria, arrestato a Reggio Calabria dove era stato trasferito lo scorso febbraio, e un ispettore del Covni, Gabriele Marzolla.
Le altre figure? A parte questi funzionari, gli altri dipendenti pubblici scivolati su questa storia di mazzette ed escavazione selvaggia sono per lo più tecnici con funzioni di sorveglianza e di controllo nelle aree protette o in zone in cui l'attività estrattiva é fortemente limitata e soggetta a concessioni particolari.
A tutti i dipendenti pubblici, indagati per concorso in associazione a delinquere, corruzione, falso, peculato e rivelazione di segreti d'ufficio, sono stati concessi gli arresti domiciliari. Un trattamento ´particolareª, invece, che non é stato riservato a nove imprenditori, spediti dietro le sbarre. Tra loro Mauro Boscolo di Chioggia. Ma uno dei personaggi di primo piano di questa vera e propria organizzazione a delinquere é considerato Giuseppe Caruso, consulente delle diverse imprese di escavazione. Il suo ruolo? Estremamente delicato: creare e mantenere un contatto tra il ´pubblicoª e il ´privatoª. E quindi offrire e consegnare mazzette e altre regalie in cambio dei favori richiesti. Non cifre altissime, qualche manciata di milioni per volta. Quasi un secondo stipendio qualora non fossero richiesti esplicitamente dei regali. ´Ma si accontentavano di poco - ammette un investigatore - Siamo di fronte ad una sagra della miseriaª. Insomma funzionari e imprenditori, dunque, che si sono bruciati per pochi soldi.
L'inchiesta é stata coordinata dal pubblico ministero di Rovigo, Manuela Fasolato, che ha firmato le 21 richieste di custodia cautelare, mettendo sotto inchiesta altre persone in stato di libertà. L'operazione, denominata ´Acheronteª, ha coinvolto nell'arco di sei mesi di indagine ben 143 tra agenti, sottufficiali e ufficiali del Corpo Forestale dello Stato del Veneto, in particolare dei comandi di Adria, Rovigo, Porto Tolle e del nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale di Padova.
Il Genio civile in tutta la vicenda ha un ruolo fondamentale: é l'autorità che firma le concessioni per gli scavi di sabbia, indicando le zone degli argini in cui tale attività é consentita, e stabilisce il cosiddetto ´disciplinare”, ovvero i quantitativi di materiale che possono essere scavati. In questo caso funzionari e controllori si accordavano: venivano creati documenti falsi per far risultare legittimo ció che non lo era. Cos' le ditte di escavazione coinvolte erano autorizzare a scavare anche laddove era vietato, come nel parco del Delta del Po. Oppure potevano scavare ben oltre i limiti consentiti e senza particolari autorizzazioni. Scarsi, compiacenti se non addirittura inesistenti i controlli. Un sistema che ha funzionato per mesi. Forse per anni.
El Paso
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