Ecce Dal Lago: le ragioni poco politiche del consumo del territorio

Venerdì 20 Aprile 2007 - politica, Basso Vicentino e Berici,

Per il buon servizio reso da Presidente della Provincia Emanuela Dal Lago incassa la presidenza della Serenissima

Mettetela come volete ma il succo rimane che da presidente della Provincia é riuscita a mobilitare tutto il suo potere, la sua ascendenza, il suo peso politico per fornire lavoro alla Serenissima di cui la Provincia, sotto il suo ufficio, é diventato il maggiore azionista pubblico e, in cambio, il cda della Serenissima la premia assicurandole una carriera post-politica, una lauta (in soldoni) uscita dalla scena politica dopo lo smacco del no della direttivo nazionale leghista a una sua presentazione alle elezioni nazionali dell'anno scorso.

Proprio la nomina della Dal Lago a presidente della Serenissima spa mette in evidenza l'anomalia che la vedeva nel cda della stessa quando aizzava i militanti della Lega a distribuire volantini intimidatori e a raccogliere la centinaia di migliaia di firme (che poi sono risultate appena più di un migliaio) contro la bocciatura della Valdastico Sud da parte del TAR del Veneto, ad andare a Roma a incontrare in camera caritatis i legali a Palazzo Spada il giorno stesso dell'udienza del ricorso al Consiglio di Stato contro la stessa sentenza del nostro TAR, a chiedere ai sindaci di esprimersi a favore della contestata autostrada. Quando agiva in questo modo, agiva come politico o come membro del cda della Serenissima (che non é altro che una spa) lautamente remunerato con 100.000 mila euro all'anno? E comunque appaiono lampanti ora (per chi poteva dubitare prima) tutte le implicazioni politiche di pressioni istituzionali sulle fasi decisionali di tutto l'iter della Valdastico Sud e non solo, bens' gran parte delle questioni riguardanti la viabilità nel Vicentino.
A parte l'Italia, in quale paese non é anomalo il fatto che vede una istituzione pubblica garantire la necessità di un'opera pubblica realizzata da una società privata in cui sono membri e a libro paga personalità di primissimo piano della stessa istituzione pubblica. In Italia ovviamente il conflitto d'interessi é inquadrato in modo quasi precolombiano, ma particolarmente in Veneto che da modello di sviluppo della Penisola intera é anche modello a questo punto per la spettacolarità dell'inciucio che assume qui un'evidenza da bozzettistica goldoniana . Questo vale sia per la Dal Lago che per Casarin (Presidente della Provincia di Padova), o gli stessi sindaci di grandi città come Verona che fanno parte del cda della Serenissima. Un trucco dove il cumulo degli incarichi fa che i politici che amministrano il territorio, siano pure procacciatori di affari per le società di cui sono membri e da cui vengono ricompensati personalmente con un lauto emolumento, mentre i cittadini devono solo tacere e vengono messi alla gogna quando criticano il sistema di commistione malsana e deleteria per il territorio fra politica ed impresa (versione eufemistica in questo del rapporto politica ed affari).
Il politico non amministra più il territorio per il bene del cittadino ma il bene dell'impresa di cui é membro determina la fabbricazione politica di ció che é bene per il cittadino. La fabbricazione é davvero efficace quando riesce fare scomparire l'artificiosità del bene cos' fabbricato: l'artificio sommo consiste nel fare dimenticare e scomparire l'artificio come tale. Pi? elevato é il politico nella gerarchia dell'amministrazione del territorio (il presidente di una provincia, il sindaco di una grande città) più offre opportunità e promette efficacia di fabbricazione politica del bene del cittadino, più diventa appetibile per un'impresa che ha bisogno di risorse non rinnovabili come il territorio e il suo consumo per svolgere la propria attività e incassare i propri profitti.
Queste società sono come il cavallo di Troia: s'introducono sul territorio come un dono (e sono i politici che sono al loro interno che devono fabbricare la convinzione popolare che si tratta di un dono) e finiscono per occuparlo, contaminarlo, disarticolarlo, in quanto non é la necessità intrinseca del territorio che importa e viene ascoltata, bens' una necessità esterna che lo violenta e lo condanna a parlare una lingua urbana o paesistica che non é sua. Non a caso gli effetti collaterali di simili operazioni di colonizzazione e occupazione imprenditoriale del territorio vede il fiorire di iniziative di tipo disneylandia, ovvero pensare l'attrattiva di un territorio portandovi ció che puó stare da qualunque parte del mondo (vedi l'idea che aveva il Piano territoriale di coordinamento provinciale di uso ricreativo con le giostre della Zamperla degli spazi offerti dai giardini delle ville sul percorso della Valdastico Sud). Un caso simile balenava per la mente ormai collaudata della uscente Presidente riguardo al Lago di Fimon: farne un parco di attrazioni che si potrebbe benissimo installare anche a Dubai.
Quello che a maggiore ragione colpisce in quella violenza compiuta ai danni della sintassi di un territorio e del suo paesaggio, violenza che si ripercuote sulla vita delle comunità che ci vivono davvero disarticolando e sconquassando il loro assetto con effetti sociali devastanti, e che essa viene compiuta da politici che provengono da una formazione politica che fa dell'identità territoriale il proprio vessillo.

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.