Cromo esavalente a Meledo di Sarego.
Venerdì 02 Maggio 2008 - inquinamento, Basso Vicentino e Berici,
dove attività che producono scarichi aerei e liquidi nocivi sono situati in mezzo alle case come a via Monte Grappa a Meledo.
Una minaccia che gli amministrazioni locali devono impegnarsi a contrastare con lo spostamento di simili attività in aree specifiche e, nel caso occorrente, utilizzare lo strumento dei PATI per concertare con le amministrazioni locali contermini la localizzazione precisa di queste attività onde permetterne un monitoraggio costante e serio. Altrimenti incidenti gravissimi come quelli di Meledo di Sarego si ripeteranno inevitabilmente attraverso il baldanzoso e la criminosa irresponsabilità di imprenditori nostrani e le procedure d’indagine inadatte dell’Arpav, inadatte perché troppo accondiscendente alle disponibilità degli imprenditori ad aprire le porte del loro stabilimento ai funzionari provinciali.
L’amministrazione di Sarego si è dimostrata ancora una volta frivola e troppo attendista come lo aveva già fatto e continua a farlo sull’altra questione ambientale di peso che grava sul suo territorio e che riguarda le concessioni minerarie. Se le concessioni minerarie attive sul territorio di Sarego hanno vita dura è perché sono tenute d’occhio dal Comitato locale e dal Comitato Intercomunale Tutela Territorio Area Berica che riesce ad ottenere la documentazione necessaria e rilevante al monitoraggio delle miniere attraverso la propria filiera d’informazione e non certo grazie all’interesse dell’amministrazione comunale.
Con il cromo esavalente l’effetto è più spettacolarmente micidiale di una miniera perché più diffuso ed impalpabile se non quando ti viene sulla pelle e ti entra nel corpo ma è già troppo tardi per farci qualcosa. Ne sanno qualcosa gli abitanti di Tezze sul Brenta e di San Pietro di Rosà che vivono su un suolo ormai marcio e devono tuttora lottare contro le inadeguatezze dell’Arpav e degli amministratori locali.
Mentre i cavatori guardano il paesaggio per vedere dove levigare, fare dei buchi e del vuoto gli inquinatori lo guardano per vedere dove farcirlo e imbottirlo con i loro veleni: come si capisce subito e sappiamo anche troppo bene, sono cavatori ed inquinatori sono figure complementari come i Dioscuri portatori di nefando destino e non è facile tenere separati gli uni dagli altri. Ma gli inquinatori hanno anche a disposizione l’aria che respiriamo che sta attorno e sopra di noi, oltre al suolo sul quale camminiamo, dal quale ricaviamo ciò che mangiamo e beviamo.
Gli amministratori locali hanno il dovere di tutelare la salute dei loro cittadini. Ricordiamo che chi non lo fa o dimostra troppo leggerezza non ha il beneficio dell’innocenza e va incalzato fino all’assunzione delle sue piene responsabilità.











