No alle cave! I comitati si alleano
Martedì 30 Marzo 2004 - estrattive, Basso Vicentino e Berici, Vicenza e medio vicentino, Alto Vicentino,
I Verdi lanciano una campagna di mobilitazione contro il nuovo Piano Regionale delle attività estrattive e dopo la recente manifestazione davanti alla cava di Rozzampia, vicino a Thiene, ieri é seguita una seconda protesta a Isola Vicentina. Dopo un sopralluogo in due cave limitrofe Verdi, comitati del Basso e dell'Alto Vicentino e numerosi cittadini si sono riuniti nella piazza centrale del comune per dire “no al saccheggio del territorio, no al piano cave”.La giornata di mobilitazione é poi proseguita a Thiene, con il dibattito pubblico "Nuovo Piano Cave Regionale: i motivi per dire no!" a cura del gruppo Consiliare Regionale Verdi e della Federazione Provinciale dei Verdi di Vicenza e che ha visto la partecipazione del portavoce provinciale Erasmo Venosi e del consigliere regionale Gianfranco Bettin.
´Il malcontento della popolazione é ormai dilagante - spiegano gli attivisti - e le forme di protesta sono destinate ad estendersi anche nelle altre province venete: moltissimi sono i cittadini che, allarmati dal nuovo Piano, si stanno costituendo in comitati o aderiscono a gruppi gi? esistenti. L'obiettivo é di creare un coordinamento efficace e attivo per far sentire la nostra voce e per intraprendere la difficile battaglia legale che ci aspetta”.
Gli organizzatori annunciano intanto imminenti appuntamenti anche nel Basso Vicentino, dove si teme che l'inizio dei lavori per la realizzazione del tracciato autostradale della Valdastico-Sud contribuirà ad allungare la già lunga lista di cave. Per la presentazione di eventuali osservazioni in Regione vi sarà tempo sino al 13 aprile. Appare comunque già chiaro che l'attenzione si concentrerà soprattutto su tre punti "critici" del documento, considerati incompatibili con le vigenti normative europee. Il primo riguarda un problema che persiste da anni, relativo alla differenziazione tra cave e miniere. ´Ció che soprattutto desta preoccupazione - spiega François Bruzzo, presidente del Comitato di Orgiano , il comune che detiene il triste primato della cava più grande del Triveneto - é che le miniere seguono un percorso di approvazione diverso e possono essere autorizzate anche in aree denominate Sic (sito importanza comunitaria). Grazie all'ambiguità delle leggi passate e del nuovo Piano, le miniere vengono solitamente utilizzate e poi trasformate in vere e proprie cave a cielo aperto”.
Altro punto dolente riguarda la possibilità di effettuare escavazioni sotto falda, con le inevitabili conseguenze negative per il patrimonio idrico. Infine, le cosiddette "cave di prestito" per la realizzazione di opere pubbliche rilevanti e definite dagli ambientalisti un vero e proprio ´saccheggio ambientaleª.











