Quando i comitati fanno da modello al movimento studentesco
Venerdì 31 Ottobre 2008 - associazioni,
Invio una piccola riflessione personale su un'esperienza fatta qualche giorno fa: sono andato a curiosare in un'assemblea cittadina degli studenti in lotta contro i ddl del governo. A parte aver visto tanti 'vecchi pompieri' responsabili dell'impantanamento del movimento dei Social Forum, mi ha colpito l'intervento di un giovane che, a fine assemblea, ha sostenuto la necessità, per il movimento studentesco, di 'strutturarsi come i comitati dei cittadini' per dare energie di lunga durata alla lotta; ne hanno citati diversi, dai notav ai nomose ai nocoke...
Volevo spiegare all'assemblea che la struttura dei comitati semplicemente non esiste essendo questi solo l'espressione di persone che si mettono assieme attorno ad un problema, esattamente come loro riuniti in assemblea; ma ho lasciato fare.
Vi confesso che la cosa mi ha commosso e credo debba farlo a tutti: oramai, per questi giovani e giovanissimi, l'unico riferimento di libertà e democrazia rimasto sono i "comitati". Mi chiedo se siamo all'altezza del ruolo a cui ci innalzano.
Sto riflettendo su quanto i 'comitati' possono essere la risposta al futuro abbastanza immediato che sta arrivando: il crack dei crack, che nei prossimi mesi si materializzerà in disoccupazione, sfratti, miseria.
Un referente politico capace di trasformare l'inevitabile ribellismo in proposte economiche e sociali non lo vedo. Vedo che tutti noi comitati
siamo molto concentrati sui nostri territori e sui nostri problemi; mi chiedo chi ci salverà dall'unica alternativa immaginabile, cioè un nuovo fascismo.
Certamente i comitati sono anche luogo di elaborazione collettiva della realtà, zone in cui una coscienza sociale comincia a rinascere; certamente questi processi hanno bisogno di tempi per maturare; mi chiedo però se non è il caso di dare un'acceleratina visto il futuro foschissimo che si prepara.
Un caro saluto a tutti, a quelli che conosco e quelli che ancora non ho mai incontrato: siamo comunque una bella comunità.
Tiziano Cardosi (notav Firenze)











