Porto tolle: la procura di rovigo all'erta contro il potere romano

Sabato 06 Dicembre 2008 - inquinamento, provincia Rovigo,

Sulla via rinviata 2. la vendetta

Tanto rumore per nulla, direbbe Shakespeare.
Tra squilli e fanfare dei pro carbone, certi della deliberazione positiva, oggi doveva essere discussa, in sede di Commissione VIA nazionale, quella creata ad hoc dalla Prestigiacomo con tutti i fondi di magazzino delle società interessate ad avere pareri favorevoli dalla medesima, Enel in testa con la signora Cinzia Albertazzi già vice Direttore Generale di Rusenergosbyt, joint venture di Enel ed ESN, operante a Mosca nel settore del trading, la riconversione a carbone della Centrale di Porto Tolle e la costruzione di un paio di turbogas, a Loreo e Cona, ed invece, come per miracolo, il punto viene stralciato dall'attuale ordine del giorno e neppure viene indicata una data prossima per l'eventuale discussione.

Cos'è successo?

Sembra che anche qui, come per il parere alla VIA regionale, che è di fatto bloccata, la Procura della Repubblica di Rovigo sia intervenuta con il famoso rapporto redatto dagli esperti dalla stessa incaricati e che avrebbe dato origine alle 23 famose domande alle quali Enel non pare in grado di dare soddisfacenti risposte e che tenterebbe di aggirare forzando tempi e decisioni probabilmente temendo che, com'è cambiata in Europa e negli USA, l'aria cambi anche qui e il carbone venga bandito.

Appare infatti strano e non rituale che la Commissione VIA nazionale si esprima precedentemente alla sua omologa regionale e quest'ultimo parere si direbbe lontano da venire.

Possiamo dire che le deduzioni degli esperti nominati dalla Procura, che ricordiamo essere gli stessi che hanno permesso la condanna dei vertici Enel per inquinamento ambientale nel 2006 presso il Tribunale di Adria, nonché il fascicolo aperto sulla vicenda dalla Procura stessa stanno facendo muovere con somma cautela i pur griffati, nel senso che hanno un marchio preciso stampato sui curriculum, commissari.

Maledetti giudici, dirà qualcuno.

Noi diciamo che la legge va rispettata e che i giudici fanno soltanto il loro mestiere.

Oggi è un giorno positivo per chi pensa che il Polesine non debba diventare un polo energetico, ma la lotta è ancora lunga.

Certo che giocarla ad armi pari, e cioè con dei media non schierati e disponibili a dare spazio equo alle varie posizioni senza favorire, come stanno facendo ora, solo i pro carbone e pro polo energetico, probabilmente la partita sarebbe già chiusa.

Come la centrale di Porto Tolle.



Vanni Destro

a cura di: Comitato t.t. O. e A.v.